Macronia è finita e diventa Micronia: la resa del governo francese ai gillet gialli
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Macronia è finita e diventa Micronia: la resa del governo francese ai gillet gialli


Time Sicilia

Ribellarsi paga. Lo dimostrano i gillet gialli francesi che dopo settimane di proteste- purtroppo con punte di violenza- registrano una prima vittoria: il primo ministro francese Edouard Philippe annuncerà una moratoria di alcuni mesi sull’aumento delle tasse sui carburanti, causa scatenante della protesta dei “gilet gialli” che sabato a Parigi è sfociata in guerriglia urbana e che dalle prime manifestazioni di piazza a oggi ha già lasciato sul campo quattro morti e centinaia di feriti.

Una vera e propria resa del governo Macron che conosce i suoi polli: i francesi, difficilmente, si fanno prendere in giro e credono nella forza della democrazia.

Questo però non porterà alla ‘pace’. Il movimento dei gillet gialli, infatti, non nasce solo sul tema del caro carburante, ma si è fatto interprete di una malessere sociale dilagante ed esasperato dalla politica di Macron, chiamato ‘il presidente dei ricchi’.
“Le chiamate a un atto 4 a Parigi sabato 7 dicembre si moltiplicano sui social- commenta Mario di Mauro di TerraeLiberazione-  e nel frattempo, il potere macronien sempre così autistico, moltiplica gli annunci surreali, così lontano dalle preoccupazioni e dalle ansie quotidiane dei francesi (e dei corsi).
Da SABATO 1° dicembre, gli strizzacervelli esperti dei media parigini e le politiche vicine al potere si susseguono per ripetere instancabilmente, (metodo desiderata) ” bisogna che i giubbotti gialli si allontanino delle violenze, dei cracker (in mezzo ai quali  anche gente dell’ultra-destra, dell’ultra-sinistra abituali, e persino dei poliziotti camuffati! Che scoop! ).

E’ necessario che facciano le pulizie “per essere credibili” escludendo i cracker. Occorre che essi si strutturino, devono negoziare (sulle basi dettate dal governo per un dialogo “a senso unico”, con immancabilmente, prima o poi, divisioni alla chiave per quanto riguarda i rappresentanti designati o auto-designati, Presentabili o infiltrati). Bisogna infine che essi trasformino in partito politico (buongiorno le divisioni alla fine) e che si presentino alle elezioni, (rivestire gli orpelli delle politiche che condannano) per il recupero finale del loro movimento”!
“No, – continua Di Mauro- ogni rivolta popolare comporta i suoi slittamenti (deplorevoli / condannabili) e le sue contraddizioni, ma andare in questo senso auspicato dai poteri in atto, responsabili dell’attuale situazione catastrofica vissuta dal popolo, sarebbe un vicolo cieco per questo movimento spontaneo. La palla è ormai nel campo delle forze politiche, sindacali, corpi intermedi, corpi costituiti.. Se vogliono spegnere il fuoco che tende alla deflagrazione, devono urgentemente impadronirsi delle rivendicazioni dei manifestanti e fare proposte in questo senso.

Dove hanno dei responsablités in fino alla loro consacrazione ” dalle leggi e dai regolamenti costituzionali / legislativi necessari, dato sono al potere, cambiando questo sistema economico / sociale / fiscale che emargina una maggioranza della popolazione, che spara tutti verso il basso (assistannat e ascensore sociale in panne) e li fa dubitare non il futuro per i loro figli..
Allora non mollate nulla e continuate a voi per mettere coloro che sono al potere davanti alle loro responsabilità e costringerli a prendere decisioni “innovative / radicali per cambiare realmente la vita”, in Francia e in Corsica anche al di là dei loro I soliti giochi elettorali e le loro pratiche politiche e di partito deprimenti e distruttive”.

4 dicembre 2018

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