Come mai gli incendi colpiscono solo il Sud Italia, dalla Sicilia alla Calabria fino al Vesuvio?
Editoriale

Come mai gli incendi colpiscono solo il Sud Italia, dalla Sicilia alla Calabria fino al Vesuvio?


Time Sicilia

La domanda è interessante. E diventa ancora più interessante se, approfondendo l’argomento, si scopre che, rispetto agli anni passati, soprattutto in Sicilia, ad essere colpite dal fuoco sono le zone turistiche. Non è un po’ strano? Le accuse false e illogiche agli operai della Forestale che interessi nascondono? Un dossier di Legambiente

E’ la Sicilia, fino a questo momento, la Regione più colpita dagli incendi. Il riferimento è a quest’anno. I dati li fornisce un dossier di Legambiente. da dove viene fuori che gli ettari di verde bruciati fino ad oggi sono circa 26 mila.

Come già accennato, la Regione più colpita è la Sicilia:

“Non c’è una provincia dell’Isola – si legge nel dossier – che sia rimasta indenne dalle fiamme. Tanto che qui si trova la metà degli ettari distrutti dal fuoco, poco più di 13 mila. La provincia più colpita quella di Messina, dove quasi 3.500 ettari di boschi sono andati in fumo. Male anche Agrigento, con oltre 2 mila ettari di territorio bruciati”.

Ma non bisogna dimenticare gli incendi in provincia di Ragusa (la pineta di Chiaromonte Gulfi andata in fumo), in provincia di Palermo, in provincia di Trapani, in provincia di Enna, insomma un po’m in tutta l’Isola.

Si è parlato tanto delle responsabilità della Regione siciliana: che ci sono. Ma va anche ricordato che tanti incendi si sono sviluppati in terreni di pertinenza dei Comuni e delle ex Province dell’Isola. Ma anche in terreni dello Stato, dei privati e perfino della Chiesa. Le fiamme, da questi terreni, si sono spesso diffusi nelle aree demaniali.

Per dirla tutta, le responsabilità dell’Amministrazione regionale ci sono, legate alla quasi assenza delle opere per la prevenzione degli incendi. Ma ci sono anche altri soggetti responsabili.

Dopo la Sicilia la Regione più colpita è la Calabria:

“Nel Cosentino – si legge sempre nel dossier di Legambiente – sono 1.900 gli ettari di foreste distrutti dalle fiamme, pochi di più di quelli bruciati in provincia di Reggio Calabria. Mentre gli occhi di tutti sono puntati sul Vesuvio in fiamme ormai da giorni, Legambiente ricorda che quello degli incendi è un problema che riguarda tutto il Mezzogiorno”.

Infatti, nell’anno in corso il verde che ha preso fuoco ha colpito quasi sempre nel Sud Italia. Un caso?

Porsi questa domanda è importante: perché se è in corso una strategia “terroristica”, come ha sottolineato Silvano Riggio, docente di Ecologia all’università di Palermo (QUI L’ARTICOLO CON L’INTERVISTA A RIGGIO), è chiaro che tale strategia punta a creare problemi alle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

C’è un altro particolare che vale la pena di sottolineare, almeno per ciò che riguarda la Sicilia, dive gli incendi, quest’anno, hanno colpito o sfiorato aree di grande interesse turistico. E’ il caso di San Vito Lo Capo, Comune del Trapanese noto per la sua spiaggia. A due passi da San Vito Lo Capo ci sono la Riserva naturale dello Zingaro, che per fortuna non è stata colpita dal fuoco, e il villaggio turistico di Calampisu, che invece è stata sfiorata dalle fiamme, con i turisti fuggiti via mare con le barche.

Sempre in Sicilia – e sempre nel Trapanese – il fuoco non ha risparmiato Castellamare del Golfo. Mentre in provincia di Siracusa le fiamme hanno colpito la Riserva naturale di Pantalica. Fuoco anche a Sciacca, provincia di Agrigento, altra cittadina turistica. E fuoco anche a ridosso di Monreale, in provincia di Palermo.

Il Messinese, come già accennato, è la provincia più colpita. Ma non è stata solo Messina ad essere finita nella morsa del fuoco. Problemi anche per il Parco naturale del fiume Alcantara, per Santa Teresa di Riva e fiamme anche per Taormina e Forza D’Agrò.

C’entra la siccità con gli incendi? Di certo il clima torrido non aiuta. Ma in questa storia del fuoco c’è dell’altro. Cosa?

Di certo gli operai della Forestale non hanno alcun interesse a bruciare i boschi dell’Isola. Contrariamente a quello che qualche disinformato racconta, con i boschi in fiamme questo personale (5 mila unità circa: tanti sono gli addetti agli incendi in Sicilia) ha tutto da perdere: a cominciare dallo spegnimento degli incendi, che è un lavoro rischioso.

Per la cronaca, in Sicilia, nei terreni colpiti dal fuoco, le attività di rimboschimento possono iniziare dopo cinque anni: di conseguenza non è vero che gli operai della Forestale lavorano di più grazie agli incendi.

La verità è che i luoghi comuni sugli operai della Forestale servono a coprire altre responsabilità di natura speculativa.

 

QUI IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE DOVE E’ POSSIBILE VISIONARE LA MAPPA REALIZZATA CON ‘COPERNICO’, IL SISTEMA DELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE DELL’UNIONE EUROPEA

15 luglio 2017

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TimeSicilia


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