Mario Draghi a Palazzo Chigi appoggiato da PD, Berlusconi, Liberi e Uguali e ‘frattaglie’ varie?
Editoriale

Mario Draghi a Palazzo Chigi appoggiato da PD, Berlusconi, Liberi e Uguali e ‘frattaglie’ varie?


Time Sicilia

Non è fantapolitica. Mario Draghi è in uscita dalla BCE. E l’Unione Europea dell’euro – che ormai detta legge in Italia – potrebbe imporlo come capo di un Governo di garanzia (nel senso che garantirebbe l’applicazione, in Italia, di nuove penalizzazioni a carico degli italiani) 

Un dato politico accomuna centrosinistra, centrodestra: l’avere inserito nelle rispettive liste fedeli & sodali. Che significa parlamentari con una sorta di atipico vincolo di mandato, destinati ad obbedire ai rispettivi ‘capi’. E cosa gli diranno i ‘capi’ dopo le elezioni del prossimo marzo? Con molta probabilità, in un modo o in un altro, questi due schieramenti politici saranno chiamati ad obbedire all’Unione Europea dell’euro, che potrebbe indicare come nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Fantapolitica? Vedremo. Quello che è certo è che Mario Draghi è in uscita dalla BCE, sigla che sta per Banca Centrale Europea. E con lui ‘viaggia’ verso la smobilitazione il Quantative easing, ovvero l’intervento sul sistema finanziario ed economico dell’Unione Europea che, in questi ultimi anni, ha un po’ aumentato la moneta in circolazione riducendo – ma non eliminando – gli effetti perversi sui Paesi indebitati finiti nella ‘trappola’ dell’euro.

Con una riduzione o, peggio, con lo smantellamento del Quantative easing l’Italia verrà esposta alle speculazioni manovrate dalla stessa Unione Europea dell’euro. Così non è difficile immaginare Mario Draghi nuovo presidente del Consiglio dei Ministri italiano per ‘”rassicurare i mercati” (formula linguistica con la quale si nasconde la realtà: il ricatto!).

I partiti candidati a sostenere Mario Draghi sono tre: il PD, Forza Italia e Liberi e Uguali, più qualche ‘frattaglia’ che l’Unione Europea dell’euro conta di recuperare qua e là nel nuovo Parlamento italiano.

Ce la farà Bruxelles a realizzare tale disegno? Molto dipenderà dall’immaturità politica degl’italiani, ossia dal numero di cittadini del Bel Paese che s’illudono di danneggiare la politica che li penalizza non andando a votare.

L’Unione Europea dell’euro – che è profondamente antidemocratica (nessuno elegge i Commissari europei – cioè il Governo dell’Unione – che vengono selezionati dalle massoneria finanziarie, per non parlare dei trattati internazionali imposti ai cittadini europei!) – si augura che tanti italiani disertino le urne.

E se lo augurano anche i rappresentanti delle vecchia politica che, in barba alle indicazioni della Corte Costituzionale, hanno approvato una nuova legge elettorale – il Rosatellum – che è peggiore del Porcellum.

Con la nuova legge elettorale, infatti, i due terzi di Camera e Senato verranno eletti in liste bloccate selezionate dai ‘capi’: in pratica, come nel Porcullum, parlamentari nominati.

Non va meglio con il restante terzo del Parlamento nazionale: parlamentari che verranno eletti nell’uninominale che sono stati inseriti nelle liste non tenendo conto del rapporto con il territorio.

In più, nella nuova legge elettorale c’è una novità: il voto espresso verso certi candidati che va a sostenere altri candidati. Un’aberrazione che potrebbe creare alleanza improprie tra candidati del maggioritario e candidati del proporzionale, che si potrebbero sostenere a vicenda.

Con questa pessima legge elettorale che limita la scelte dei parlamentari da parte degli elettori – che alla fine porterà in Parlamento soggetti che gli elettori non voterebbero mai e poi mai! – l’Europa dell’euro si augura, soprattutto, che PD e Forza Italia ottengano ottimi risultati, visto che si tratta delle due formazioni politiche totalmente sottomesse agli ordini di Bruxelles.

Per la cronaca, va detto che, negli ultimi anni, Renzi e Berlusconi si sono guadagnati i galloni di “europeisti” calando la testa a tutti gli ‘ordini’ di Bruxelles. Emblematico il ‘caso’ del CETA, il trattato commerciale internazionale tra Unione Europea e Canada che penalizzerà pesantemente alcune produzioni del Made in Italy, dal prosciutto crudo al grano duro del Sud Italia.

La cosa incredibile – con riferimento al grano duro – è che mentre tutto il mondo celebra la ‘Dieta Mediterranea’ (celebrata anche dall’Unesco), l’Unione Europea, con il CETA, certifica la ‘bontà’ del grano duro canadese che arriva in Italia per finire nella pasta!

Pensate un po’: la pasta, alimento classico della ‘Dieta Mediterranea’, prodotta con il grano duro canadese!

Non che il Canada non produca grano duro buono: lo produce e se lo tiene come consumo interno. Poi produce anche il grano duro nelle aree fredde e umide (COME POTETE LEGGERE QUI): un grano duro che non è proprio un toccasana (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ebbene, grazie al CETA le navi che trasportano grano duro canadese in Italia non verranno disturbate. Sapete come hanno votato gli esponenti del PD e di Forza Italia? A favore del CETA, naturalmente!

E’ in questo scenario che i leader di PD e Forza Italia potrebbero essere chiamati a sostenere Mario Draghi alla guida del prossimo Governo italiano.

Della partita potrebbe essere anche Liberi e Uguali, formazione politica che nasce con due obiettivi: provare a recuperare i voti degli elettori del PD che non tollerano Renzi e, magari – questo è il vero obiettivo di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani – riprendersi il PD mandando a casa Renzi.

Ma Renzi – che non è affatto stupido – ha capito la mossa e ha messo in lista solo i propri fedeli: cosicché, senza parlamentari, D’Alema e Bersani avranno difficoltà a disarcionare Renzi dalla guida del PD.

Basteranno PD, Forza Italia e Liberi e Uguali per garantire un eventuale Governo di Mario Draghi? Se questi tre partiti prenderanno la maggioranza dei seggi alla camera e al Senato, ovviamente, sì.

E se non avranno la maggioranza? A questo punto bisognerà capire quali altre forze politiche saranno disposte a sostenere Draghi.

Va da sé che la UE ‘ricatterà’ politicamente l’Italia: avete 2 mila e 300 miliardi di debito pubblico e dovete fare quello che diciamo noi, eccetera eccetera.

E le alternative? La più seria sarebbe solo una: uscire dall’euro.

Con l’uscita dell’Italia dall’euro, due giorni dopo la moneta comune europea crollerebbe, si ritornerebbe alle divise precedenti e l’Italia pagherebbe il debito pubblico con la propria moneta e non con una moneta a pagamento – l’euro – controllata e gestita da una banca privata! (la BCE è una banca privata!).

Pensare, infatti, di pagare il debito pubblico italiano – che è in gran parte è frutto di interessi – senza controllare la moneta, cioè senza sovranità monetaria – è da ingenui.

Dubitiamo, però, che l’Italia scelga questa strada. Almeno per ora.

 

 

30 gennaio 2018

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TimeSicilia


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