Movimenti indipendentisti, Sicilia esclusa 2/ “Dipende dal contesto culturale”
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Movimenti indipendentisti, Sicilia esclusa 2/ “Dipende dal contesto culturale”


Time Sicilia

Da Salvatore Midulla riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul tema affrontato in questo articolo: Movimenti indipendentisti in Europa: li citano tutti, tranne quelli siciliani. Come mai?

 

Ho letto l’articolo. Anche io ho notato. La Sicilia non viene mai citata ma, la colpa non è dei giornalisti e per me è soltanto in parte dei generali senza esercito. Neanche Napoli è citata, l’Andalusia? Nessuno. Perché? Io ritengo che sia collegato allo stato socio-culturale (ed economico), nella fattispecie il coraggio e l’orgoglio che certe scelte richiedono. Come fa un popolo di italienati a poter solo pensare che la Sicilia senza l’Italia funzionerebbe meglio perché potrebbe ideare condizioni economiche per attrarre capitali esteri più favorevoli a quelle italiane? (O magari usare il suo petrolio, la sua posizione strategica prima della Libia).

Follia…. Per la maggioranza la Sicilia è una terra, in sequenza: beddha, amara, cara, dura, del caffè gratis, del non tempo che scorre piano.. c’è una diffusa tendenza a ridicolizzare e “a la lastimia” che io faccio andare di pari passo con quello che chiamo accattonaggio sociale: il sentire il bisogno dell’Italia, l’Italia che salva, che ti tende la mano, che ti permette di gioire per vittorie che altrimenti non sarebbero tue, l’Italia che ti permette di studiare a Milano per diventare qualcuno… comu si sbroglia ssu gliommaru?

Questo comportamento è totale nei miei coetanei, i giovani. A parte chi viene dall’entroterra, unico vero baluardo della vera Sicilia, che nelle città è ormai ESTINTA (se chi legge è cittadino se ne faccia una ragione), nessuno avrebbe il coraggio di propugnare una cosa del genere. Ho viaggiato in lungo in largo e nella fattispecie ho vissuto a Girona, il cuore pulsante della catalanità. Il furore con cui i giovani, compatti chiedono l’autodeterminazione:  l’Università di Girona (cui si riferisce il murales nella foto, ndr) è un fortino di indipendentisti, lì la Catalogna ha vinto! Ha creato una gioventù orgogliosa di essere catalana! Cose che, ahimè in Sicilia non esistono e nella migliore delle ipotesi non sono realizzabili a breve termine.

Riguardo ai generali senza esercito: ciò che manca agli indipendentisti siciliani è l’elasticità. Non sono in grado di spostare il loro punto di vista. Sanno che la Sicilia ha il diritto ad ambire all’indipendenza e parlano come se tutti fossero pronti ad accettare questa cosa. Non è così. La maggioranza dei siciliani non rinuncerebbe mai a fregiarsi del tricolore in favore dei mafiosi “che governerebbero” (e qua si nota come pensa il siciliano riguardo alla politica)..
Infine, il non conoscere la lingua siciliana; la Catalogna insegna, fino a 20 anni fa nessuno parlava catalano. La lingua è il primo elemento legante per un indipendentismo assieme alla storia. E da noi pochi sanno leggere scrivere e parlare in lingua siciliana.. il dialetto invece, lo conosciamo tutti…è la lingua del cuore, delle emozioni e blablabla…

Salvatore Midulla

Ricordiamo che riflessioni sul tema possono essere inviate a timesicilia@gmail.com

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Movimenti indipendentisti in Europa: li citano tutti, tranne quelli siciliani. Come mai?

5 ottobre 2017

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