Se nella Germania che controlla la UE gli ‘europeisti’ perdono, che succederà nel resto d’Europa?
Editoriale, Politica

Se nella Germania che controlla la UE gli ‘europeisti’ perdono, che succederà nel resto d’Europa?


Time Sicilia

E’ questa la domanda che, in queste ore, assilla i massoni e i predoni che oggi controllano l’Unione Europea per conto delle multinazionali. Servirà a poco tacciare di “populisti e nazisti” i protagonisti della destra che hanno più che raddoppiato i voti alle elezioni politiche tedesche. La verità è che l’Unione Europea dell’euro sta franando. I risvolti in Italia, dove Renzi rischia di pagare a caro prezzo la scissione di D’Alema e Bersani. A cominciare dalle elezioni regionali siciliane del 5 novembre   

Domanda: perché i finti socialisti di Martin Schulz avrebbero dovuto vincere le elezioni politiche in Germania? La notizia ‘sparata’ dai giornali – nel commentare i primi risultati elettorali tedeschi – è la paura per la vittoria della  destra dell’Alternative für Deutschland (AfD), subito definita populista, razzista e anche nazista. Dimenticando che, proprio in queste ore, nel silenzio quasi generale, l’Unione Europea, calpestando i Parlamenti dei 27 Paesi che ne fanno parte – con un atto antidemocratico – sta applicando il CETA, il trattato internazionale tra UE e Canada, che comporterà grandi affari per le multinazionali e penalizzazioni per milioni di cittadini europei. A cominciare dal contestatissimo grano duro canadese che finirà sulle tavole di milioni di europei (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ma del CETA non si parla. Si parla, in compenso dei “populisti” tedeschi e della ‘legnata’ elettorale presa dalla signora Angela Merkel, che vince con il 32% circa, perdendo, però, 8 punti rispetto al 2013. Morale: per governare dovrà rivolgersi ai finti socialisti di Schulz, che però non dovrebbero essere propensi a sostenere la Merkel dopo la pesantissima batosta elettorale (l’Spd incassa il 20% circa: il risultato più disastroso nella storia di questo partito.

Ma quello che preoccupa, in questo momento i massoni e predoni che controllano l’Unione Europea dell’euro è il risultato della destra. Una paura che si sintetizza in un domanda: se in Germania – di fatto il paese che controlla l’Unione Europea e che, da questa fallimentare Europa dell’euro ha preso più di tutti, derubando i greci e gl’italiani tra gioco dei tassi, spread, debito e via continuando, cosa succederà nei Paesi che la stessa Unione Europea ha massacrato?

Questo spiega, per esempio, l’accanimento di giornali e Tv di regime contro il Movimento 5 Stelle. Piaccia o no, gl’italiani hanno capito che i grillini, pur con tutte le contraddizioni e le insufficienze – che ci sono – è l’unica forza politica in grado di mandare a casa sia il centrodestra, sia il centrosinistra. Cosa, questa, che terrorizza i tedeschi, che sull’Italia hanno mire di sfruttamento.

E’ stata proprio la Merkel a insistere di puntare su Renzi anche dopo la sconfitta di quest’ultimo al referendum dello scorso 4 dicembre. Il motivo è semplice: Renzi è riuscito a impossessarsi del partito che un tempo era di sinistra: ed è proprio grazie al PD renziano che i poteri forti (la Germania e le multinazionali: sotto questo profilo, l’alleanza tra la Bayer tedesca e la Monsanto americana è paradigmatica dell’alleanza tra interessi tedeschi e multinazionali) sono riusciti a imporre all’Italia l’operazione Articolo 18, il Jobs Act, la Buon scuola e le altre pessime riforme volute dal Governo Renzi, tutte funzionali ai poteri forti.

Nonostante l’appoggio tedesco – e nonostante le quasi agevolazioni che l’Unione Europea ha concesso all’Italia – il PD di Renzi, oggi, è in difficoltà. Bersani e D’Alema gli fanno la guerra perché si vogliono riprendere, se non il partito, quanto meno una buona fetta di elettorato del PD che non sopporta Renzi.

La probabile scissione, anche elettorale – che dovrebbe essere inaugurata alle elezioni regionali siciliane del prossimo 5 novembre, con la presentazione di un candidato (Claudio Fava) e di una lista alternativa al PD – preoccupa tantissimo i massoni e predoni europei: perché se la lista di D’Alema e Bersani (che in Sicilia potrebbe attestarsi sul 10%) dovesse essere ripetuta alle elezioni politiche nazionali, Renzi e il PD si potrebbero dimenticare di vincere le elezioni politiche del prossimo anno.

Renzi, a questo punto, potrebbe essere mollato dalla Merkel, che si vedrebbe costretta a ‘restituire’ il PD a D’Alema e Bersani. I tedeschi, in alternativa, potrebbero ‘invitare’ Berlusconi ad allearsi con Renzi per cercare di bloccare l’avanzata dei grillini, con Luigi Di Maio candidato premier.

I poteri forti ‘europeisti’ pensano – e hanno ragione – di avere ormai nelle mani Berlusconi. Al quale – subito dopo la vittoria del No al già citato referendum sulle riforme costituzionali dello scorso 4 dicembre – hanno mandato un segnale preciso: il tentativo di ‘scalata’ alle aziende dell’ex Cavaliere, che ha fatto tremare Berlusconi e i suoi sodali.

Della serie: caro Berlusconi, ti sei schierato contro Renzi e noi non ti abbiamo ostacolato. Ma stai attento che, alla prossima facciamo un solo boccone delle tue aziende…

Il problema è che non è nemmeno detto che Renzi e Berlusconi, insieme, riescano a fermare i grillini. Anche perché non è detto che i poteri forti riescano a convincere la Lega di Salvini.

Certo, qualche messaggio ai leghisti è già arrivato: per esempio, la storia dei soldi scomparsi. E anche se la Lega ha già attenuato i toni contro l’euro non è detto che Salvini accetti di sacrificare la Lega in un’alleanza con Berlusconi e Renzi. Anzi, un’ipotesi del genere, per Salvini, sarebbe una follia!

Insomma, l’Italia, per gli ‘europeisti’ (cioè i massoni e predoni che si sono impossessati dell’Unione Europea per conto delle multinazionali), è un problema. Ma rischiano di esplodere altri casi.

In Francia il ‘pupazzo’ dei poteri forti, al secolo Macron, è già in difficoltà.

In Spagna i catalani si stanno facendo un baffo del Governo Spagnolo e proseguono la propria lunga marcia verso la libertà. I massoni ‘europeisti’ stanno cercando di bloccarli mettendo in giro la voce che a volere l’indipendenza catalana sono i ricchi. In realtà, a volere l’indipendenza della Catalogna sono i catalani e presto, molto presto, gli spagnoli e l’Unione e Europea ne dovranno tenere conto.

I fronti aperti, per i massoni della UE, sono tanti. I tanti – e in verità molto insoliti – attentati contro il Regno Unito non stanno sortendo gli effetti sperati. Gli inglesi, come si direbbe in Sicilia, sinni stannu futtennu (se ne stanno fregando, per i non siciliani) e vanno avanti: sono usciti da un’Unione Europea sempre più fallimentare e non ne vogliono sapere di rientrarci. E si stanno attrezzando anche per fronteggiare il proliferare degli ‘attentati’…

Insomma, l’Europa dell’euro frana: piano piano, ma frana. Ora è arrivata “l’ala gelida” della destra anti-europeista dentro la stessa Germania. Con i socialisti tedeschi – raro esempio di “baccalà in politica” – bastonati a dovere per avere difeso gli interessi delle multinazionali.

Paradossalmente, solo la Grecia, governata dal ‘presunto’ socialista Tsipras (di gran lunga peggiore di Schulz si sta dimostrando fedele ai tedeschi e alle multinazionali.

Grazie all’uomo che qualche anno fa voleva “Un’altra Europa” (solo i disperati della sinistra italiana potevano creare una lista-movimento “Un’altra Europa per Tsipras…), i poteri forti si sono impossessati di porti, aeroporti, massacrando i lavoratori dipendenti e riducendo la qualità della vita dei greci.

Oggi, nel Paese di Aristotele e Platone, grazie ai finti socialisti di Tsipras, si obbedisce ai voleri dei poteri forti: proprio quello che non è riuscito a fare Renzi in Italia.

Ma la Grecia – lo ribadiamo – è un caso isolato. Mezza Europa, oggi, è in subbuglio. I risultati elle elezioni tedesche ne sono la testimonianza.

 

 

 

 

24 settembre 2017

Autore

TimeSicilia


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