Come nelle elezioni regionali del 2008, a Palermo si assiste a un rimescolamento di voti
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Come nelle elezioni regionali del 2008, a Palermo si assiste a un rimescolamento di voti


Time Sicilia

C’è, però, una differenza: alle regionali del 2008 i siciliani andarono a votare. Alle elezioni comunali di Palermo di ieri il 48% degli elettori ha disertato le urne. Quindi, in questo secondo caso, assistiamo a un rimescolamento al ribasso. Come nel 2008 sembra esserci un ‘disegno’ che allora era più sfumato

Sarò mal pensante, ma queste elezioni comunali di Palermo mi ricordano le elezioni regionali del 2008. Allora successero alcune cose strane.

In quell’anno ben tre liste per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana – la lista di Rita Borsellino e due liste che facevano capo agli ‘Autonomisti’ di Raffaele Lombardo – sfiorarono, ma non raggiunsero il 5%, che era (ed è ancora) lo sbarramento per avere accesso al Parlamento dell’Isola.

Mi sembrò molto strano che Rita Borsellino – che da candidata alla presidenza della Regione ‘viaggiava’ intorno al 40% – avesse messo su una lista per il rinnovo dell’Ars che non arrivava al 5%…

Molto insolita – per quello che ho visto da cronista di politica regionale è un caso unico – la scelta di Lombardo di presentare ben tre liste: quella del Movimento per l’Autonomia e altre due liste, ognuna delle quali, per raggiungere il 5%, avrebbe dovuto superare il 125-130 mila voti.

Perché altre due liste, se con la sola seconda lista avrebbe preso, matematicamente, setto-otto deputati? Soprattutto sapendo che questi personaggi non regalano mai nulla al caso?

Lombardo venne eletto presidente della Regione nel centrodestra con quasi il 70% di voti di lista, ma nessuna delle sue due liste, come già ricordato, raggiunse il 5%.

Idem – sempre come già ricordato – per la lista di Rita Borsellino.

Alla fine il partito che aveva perso le elezioni – il PD – grazie a tre liste che non raggiunsero il quorum, raddoppiò la propria rappresentanza all’Ars, passando, se non ricordo male, da 18 deputati a 36.

Tutto sembrava parte di un ‘disegno’, se è vero che, di lì a poco, Lombardo comincerà a parlare di “maggioranze variabili”, per poi scaricare il centrodestra e ‘imbarcare’ nel Governo della Regione il centrosinistra (leggere ribaltone).

Al Comune di Palermo – al netto della divisione dei seggi – sta avvenendo una cosa simile: come ha fatto notare qualche giorno fa la candidata a sindaco di Palermo, Nadia Spallitta (QUI IL SUO INTERVENTO), con l’elezione di Leoluca Orlando a sindaco (sostenuto da tanti esponenti di centrodestra) e con Fabrizio Ferrandelli (sostenuto, a propria volta, da formazioni di centrodestra), il nuovo Consiglio comunale sarà pieno di soggetti che con la sinistra non hanno nulla a che vedere!

Non solo. Almeno alle elezioni regionali del 2008 la gente andò a votare. Alle elezioni comunali di Palermo di ieri, su oltre 500 mila elettori aventi diritto al voto, ha votato il 52%. Se a questo aggiungiamo che circa 12 mila schede sono state annullate (COME POTETE LEGGERE QUI), il sindaco di Palermo, Orlando, eletto con poco più di complessivi 100 mila voti (che sono il 20% circa degli elettori palermitani aventi diritto) raggiunge il 46% dei voti.

Un 46% calcolato sulla metà degli elettori aventi diritto al voto e con quasi 12 mila schede annullate senza contestazione.

Sarà interessante capire se le previsioni di Nadia Spallitta si avvereranno…

Sarà interessante capire come verranno divisi i seggi.

12 giugno 2017

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TimeSicilia


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