Nello Musumeci pensa veramente di allearsi con chi oggi ragiona e legifera da perdente?

Il riferimento è a Forza Italia che, insieme con il PD, sta provando a cambiare la legge elettorale nei Comuni non per rinnovare la politica e lo stile amministrativo, ma per provare a indebolire i grillini e, soprattutto, per conservare potere & poltrone. Con i berlusconiani e con gli altri ‘pezzi’ di un centrodestra ormai in smobilitazione Musumeci può solo perdere tempo e consensi

Più passa il tempo e più, da osservatori della politica siciliana, non riusciamo a capire il perché una persona come Nello Musumeci continui a perdere il suo tempo con Gianfranco Miccichè e, in generale, con quello che resta del vecchio centrodestra siciliano. Proprio in queste ore assistiamo quasi divertiti al maldestro tentativo di centrodestra e centrosinistra della nostra Isola di bloccare l’avanzata del Movimento 5 Stelle cambiando le regole del gioco. Ci riferiamo al voto che è andato in scena nella prima Commissione legislativa del Parlamento siciliano (Affari istituzionali), che ha abolito il ballottaggio nelle elezioni dei Comuni, ripristinando il cosiddetto ‘effetto di trascinamento’. Ve ne parliamo qua.

Con questi cambiamenti alla legge elettorale per i Comuni, centrosinistra e centrodestra – e in particolare PD e Forza Italia – s’illudono, se non di battere, quanto meno di frenare i grillini.

Eliminando il ballottaggio – e riservando l’assegnazione del premio di maggioranza solo alla coalizione che raggiungerebbe il 40% nelle elezioni per il Consiglio comunale – PD e Forza Italia pensano di lasciare senza maggioranza nei Consigli gli eventuali sindaci grillini. Perché molto difficilmente i grillini – soprattutto nei Comuni medi e grandi della nostra Isola – raggiungeranno il 40% dei consensi nelle elezioni per i Consigli comunali.

Reintroducendo il ‘trascinamento’ (il voto dato al candidato alle elezioni per il Consiglio comunale va automaticamente assegnato al candidato sindaco collegato alla stessa lista), PD e Forza Italia pensano di favorire i candidati a sindaco delle coalizione e di sfavorire il Movimento 5 Stelle che non si allea con nessuno, ma va sempre da solo.

Di più: anche se questo lo dicono in pochi, la legge elettorale che PD e Forza Italia vorrebbero cambiare risultava poco ‘commestibile’ nei quartieri popolari dove, spesso, il voto è controllato. Esprimere in una stessa scheda il voto per il sindaco e per il consigliere comunale (con il voto disgiunto) non è semplice. Mentre ripristinando il ‘trascinamento’ il voto si semplifica (e si semplifica anche la vita per chi compra e vende voti).

Detto questo: cosa c’entra Nello Musumeci con chi fa questi calcoli? Questi sono calcoli fatti da partiti che giocano in difesa: che pensano di perdere le prossime elezioni comunali e preoccupano non del futuro dei Comuni e dei cittadini, ma di lasciare i futuri sindaci grillini senza maggioranza nei Consigli comunali, nell’illusione di condizionarli e, magari, di mandarli a casa con eventuali mozioni di sfiducia.

Queste riforme elettorali volute da PD e Forza Italia sono di piccolo cabotaggio: sono tipiche di chi è convinto di aver già perso in partenza. E in politica, si sa, chi ragiona e agisce da perdente ha perso ancor prima di iniziare. 

Questi due partiti non propongono la buona amministrazione, la correttezza amministrativa, il rinnovamento. Al contrario, si propongono solo di resistere. In loro non c’è progettualità politica, ma soltanto il terrore di perdere il potere e le poltrone.

E’ con questi personaggi che Nello Musumeci pensa di allearsi alle prossime elezioni regionali?

Musumeci, questo sia chiaro, non ha bisogno dei nostri consigli. Ma non possiamo non osservare due cose.

Primo: Forza Italia, ovvero il suo coordinatore-commissario regionale, Miccichè, dice che vuole ricostituire il centrodestra, ma ‘dialoga’ e ‘costruisce’ con il PD.

Secondo: la sensazione è che lo stesso Miccichè abbia tutta l’intenzione di bloccare la candidatura di Musumeci. Magari in accordo con gli altri ‘pezzi’ sparsi del centrodestra, compresi gli ex democristiani.

Rompendo gli indugi e annunciando la sua candidatura, subito, alla guida della Sicilia Musumeci e il suo movimento  #DiventeràBellissima acquisirebbero un doppio vantaggio:

entrerebbe con chiarezza in campagna elettorale non come candidato di centrodestra (che già di per sé, oggi, è un errore), ma come un politico che guarda oltre gli steccati ideologici, pronto anche a intercettare il voto di protesta;

costringerebbe i suoi possibili alleati a venirgli dietro: partendo dal presupposto che Miccichè e gli altri protagonisti del centrodestra non hanno un candidato credibile e, anche se dovessero riuscire a esprimerne uno, sarebbero perdenti in partenza. 

 

 

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