Nicola Caldarone (Forza Italia): “Lo so, non mancano i poveracci che parlano male di Miccichè. Poi, però…”
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Nicola Caldarone (Forza Italia): “Lo so, non mancano i poveracci che parlano male di Miccichè. Poi, però…”


Time Sicilia

Nicola Caldarone guida il coordinamento di Forza Italia a palermo e provincia (insieme con Eusebio DAlì). Con lui abbiamo fatto una chiacchierata a trecentosessanta gradi. Gianfranco Miccichè, che “rimane il leader indiscusso”. Lo scontro tra Giulio Tantillo e Sabrina Figuccia al Consiglio comunale di Palermo. La possibile candidatura di Nello Musumeci. E la stima per Riccardo Savona

Forza Italia, elezioni comunali di Palermo ed elezioni regionali. Ne abbiamo parlato con Nicola Caldarone, 40 anni, una laurea in scienze politiche, già dirigente di Alleanza Nazionale. Caldarone, assieme ad Eusebio Dalì, guida il coordinamento provinciale palermitano di Forza Italia.

Allora Nicola Caldarone, qual è lo stato di salute di Forza Italia oggi?

“Un dato è certo. Forza Italia è riuscita a tornare nel tessuto sociale dei siciliani. E lo ha fatto da quando Gianfranco Miccichè è tornato a veicolarne il messaggio”.

Miccichè, ancora Miccichè… Ma non esiste ricambio generazionale nel vostro Partito?

“Qua non si tratta di inventare niente e nessuno. La politica è un virus: chi ce l’ha non se lo toglie, non può vivere senza. Possiamo elargire seggi gratis a saltimbanchi e ballerine, mortificando le istituzioni, ma non creeremo dei politici. Così come possiamo togliere il seggio a Miccichè, ma non ne cancelleremo mai la figura di leader. Indiscusso, inconfutabile”.

C’è chi non ne ha gradito il suo ritorno…

“Ci sono schiere di mezzi uomini che si incontrano appositamente per parlarne male, per denigrarlo, per fare dell’ironia su di lui. Paradossalmente anche parlare male di Miccichè attribuisce un ruolo a certi poveracci. Poi se lo incontrano per strada, improvvisamente, implorano una stretta di mano, un cenno di considerazione. E’ il segno della decadenza dei tempi”.

Cosa dovrebbe fare la politica per vincere questo stato di crisi in cui versa?

“Attribuisco la responsabilità della crisi della politica alla legge elettorale nazionale che ha eliminato la possibilità di eleggere i propri parlamentari. Avere sancito che gli stessi possano essere nominati e non eletti ha di fatto sottratto agli italiani i propri rappresentanti. Chi non deve sudare per conquistare il seggio ne fa dileggio. La politica è diventata salotto, non più trincea. Un ritorno al proporzionale sancirebbe la rinascita di una classe dirigente – magari nuova – ma certamente rappresentativa. Faremmo piazza pulita di tanti fortunati senza valore e riempiremmo le aule parlamentari di tanti valorosi che non avrebbero tempo di fare salotto. E’ l’unico modo per riavvicinare i cittadini alla politica”.

Non si salva nessuno?

“In questo contesto gli unici politici-eroi sono i parlamentari regionali. A loro tocca il compito di sopperire anche alle mancanze dei colleghi nazionali, in un contesto di degrado e di disperazione. I nostri parlamentari regionali devono avere il senso della gratitudine vera del nostro partito. Sono loro a reggere il peso dell’antipolitica militante”.

In questi giorni le cronache narrano di una feroce diatriba tra i consiglieri comunali di Palermo Giulio Tantillo e Sabrina Figuccia. Che ci dice al riguardo?

“Vuole che esprima un’opinione sulla diatriba Figuccia-Tantillo? Mi viene difficile. Sono entrambi consiglieri appena eletti a Sala delle Lapidi con un forte risultato personale. Meritano entrambi considerazione. Le posso dire che, per cultura e storia politica personale, mi è capitato di militare in movimenti politici d’opposizione. E, in quei casi, l’opposizione qualche volta faceva rima con collaborazione (istituzionale), ma mai con collaborazionismo. Quello è sinonimo di tradimento. Chi ti vota vuole sapere da che parte stai. Di qua o di là. Al centro c’è una melassa maleodorante. Io ritengo che a Leoluca Orlando vada fatta un’opposizione senza sconti. Probabilmente se l’avessimo fatta nei cinque anni della precedente legislatura oggi il sindaco sarebbe di Forza Italia”.

Andiamo alle prossime elezioni regionali: quale sarà il candidato Presidente indicato dal centrodestra?

“La scelta del candidato alla Presidenza della Regione è materia che esula dal mio modestissimo ruolo ‘detenuto’ nel Partito. Credo che il coordinatore regionale ci porterà alla vittoria, nonostante i pronostici di chi – fino a qualche giorno fa – dava il centrodestra per scomparso o quasi”.

Non ha risposto alla nostra domanda…

“Credo che Forza Italia abbia le carte in tavola per individuare al proprio interno una rosa di ‘presentabili’. Non farlo significherebbe mortificare una classe dirigente regionale che sul territorio esiste per davvero. Per il resto, credo che l’obiettivo finale sia quello di vincere, qualunque esso sia il candidato. E’ importante che sia onesto, moralmente inattaccabile e preparato. Questi requisiti sono propri anche dell’onorevole Nello Musumeci, persona che stimo e conosco da quando avevo i pantaloni corti. Se Forza Italia non troverà al proprio interno un candidato da offrire alla coalizione, ebbene, credo che la coalizione il candidato ce lo abbia già ed è Nello Musumeci”.

Quali sono le condizioni di Forza Italia in provincia di Palermo?

“Le condizioni del Partito in provincia non solo sono buone, ma sono in continua crescita ed evoluzione. Devo dare atto che il coordinamento provinciale – anche e soprattutto grazie allo strenuo lavoro portato avanti da Eusebio Dalì – sia riuscito ad entrare in sintonia con le base, offrendo le soluzioni giuste alle legittime esigenze di rappresentatività richieste dalla gente della provincia. Il lavoro di questo coordinamento va premiato e, se si può, rafforzato. A settembre cominceremo un’ulteriore fase di presenza e di radicamento che sarà propedeutica alla vittoria delle prossime regionali del 5 novembre”.

Alle prossime regionali chi sceglierebbe in Forza Italia?

“Come ho detto prima, i parlamentari regionali di Forza Italia meritano il rispetto e la considerazione di tutto il partito, mio compreso. Se ci fosse la multi preferenza andrebbero votati in blocco per la capacità di penetrazione sul territorio dimostrata e per la qualità dell’iniziativa legislativa. Purtroppo la mono preferenza impone delle scelte e tutti sanno del mio legame umano e politico con Riccardo Savona, parlamentare di lungo corso ed amico sincero. Ma Forza Italia prenderà seggi a sufficienza. Nessuno rimarrà indietro”.

28 luglio 2017

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ONE COMMENT ON THIS POST To “Nicola Caldarone (Forza Italia): “Lo so, non mancano i poveracci che parlano male di Miccichè. Poi, però…””

  1. Nino Pizzo ha detto:

    Complimenti Nicola, pensiero che condivido parola per parola. In Sicilia meritiamo il meglio dei rappresentanti politici, persone oneste, competenti ed aperti alle esigenze del popolo siciliano.

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