Niente buoni pasto per insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario

In un comunicato la l’ANIEF-CISAL fa notare che, nel pubblico impiego del nostro Paese, il personale della scuola è l’unico al quale viene negato il buono pasta. Perché? Forse li vogliono in linea e li mettono a dieta? Mistero

In un comunicato la l’ANIEF-CISAL fa notare che, nel pubblico impiego del nostro Paese, il personale della scuola è l’unico al quale viene negato il buono pasta. Perché? Forse li vogliono in linea e li mettono a dieta? Mistero  

Per quale motivo un insegnante e tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non può accedere al buono pasto invece accordato agli altri dipendenti pubblici?

Lo ha chiesto la delegazione della CISAL al Senato della Repubblica. Insomma, a pranzo tutti i dipendenti pubblici possono mangiare, tranne le citate categorie. Debbono rimanere a dieta per essere in linea  a scuola e dare il buon esempio?

Per sì e per no i sindacalisti della CISAL hanno consegnato al Senato una proposta pro-pranzo sotto forma di emendamento al disegno di legge n. 920 che prevede interventi che si dovrebbero adottare “per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”.

Dice Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF-CISAL, sindacato dei docenti  della scuola:

“Ormai nel 95% delle scuole si adotta la settimana corta e i turni del personale sono ‘compressati’ su cinque giorni, come accade per gli altri ministeriali. E ai docenti spesso si richiede di rimanere in servizio il pomeriggio, per svolgere riunioni, dipartimenti, incontri con le famiglie, consigli di classe, scrutini e tutte le attività di rito degli organi collegiali. Perché in queste occasioni non debbano accedere al buono pasto previsto per gli altri dipendenti pubblici, rimane un mistero”.

 

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