No Muos, avanti tutta: di nuovo in piazza il 2 Ottobre

Il recente dissequestro dell’impianto di Niscemi della Marina USA disposto dal Riesame di Catania non ferma la protesta. Mentre i legali ricorrono in Cassazione

Il popolo No Muos non si ferma. Nonostante il dissequestro dell’impianto di telecomunicazioni satellitari USA deciso dal Tribunale del Riesame di Catania- ve ne parliamo qui  il Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS ha indetto una manifestazione di protesta per il prossimo 2 Ottobre:

“Il recente dissequestro del Muos, in continuità con una riverificazione farsa del CGA è un’ulteriore provocazione contro il diritto alla salute ed il ripudio della guerra, visto che è stato costruito illegittimamente ed abusivamente, in violazione del Regolamento del Riserva della Sughereta (Sito d’Interesse Comunitario), dove vige l’inedificabilità assoluta.- si legge su un comunicato.

“Ben sappiamo che la messa in orbita dell’ultimo satellite, che completa questo micidiale strumento di guerra, prelude l’irremovibile scelta degli USA d’imporre con tutti i mezzi la sua messa in funzione”.

Il funzionamento del Muos (Mobile user objective system) è legato alla messa in orbita di alcuni satelliti. L’ultimo è stato lanciato lo scorso Giugno ma qualcosa non ha funzionato. Va da sé che è solo una questione di tempo prima che i problemi tecnici siano risolti. Da qui le parole dei No Muos. Che aggiungono:

“Non basteranno le aule giudiziarie a fermarli, anche se i nostri legali stanno dando loro filo da torcere. Dobbiamo riprendere le mobilitazioni popolari ed attrezzarci ad una dura resistenza per imporre lo smantellamento del Muos e della base NRTF”.

E, in effetti, i legali del popolo No Muos, non hanno gettato la spugna. Anzi. Attaccano a muso duro la decisione del Tribunale del Riesame di Catania giudicandola  “grave e giuridicamente errata” perché si sarebbe basata sulla sentenza del CGA dello scorso Maggio che, però, non entrava nel merito dell’abuso edizilizio: “Al riguardo -dicono gli avvocati Paola Ottaviano, Nicola Giudice e  Sebastiano Papandrea-  avevamo già sottolineato che il Giudizio Amministrativo si è occupato esclusivamente dell’intensità del Campo elettromagnetico non essendosi addentrato il CGA nella questione riguardante l’edificazione del MUOS in area protetta e di assoluta inedificabilità che invece è oggetto del procedimento penale.  Pertanto, se la motivazione reale fosse quella che leggiamo su notizie di stampa riguardante la legittimità delle autorizzazioni, si tratterebbe di una palese cantonata presa dal Tribunale del Riesame che evidentemente avrebbe frainteso l’ambito del processo amministrativo non conoscendone correttamente il decisum”.

Non solo. I legali ricordano che ” la distinzione fra l’oggetto dei due giudizi è stata ben chiara alla Cassazione che aveva mantenuto il sequestro anche dopo la decisione sul punto da parte del CGA”.

Lo scorso gennaio, infatti, la Corte di Cassazione aveva confermato il sequestro disposto dalla Procura di Caltagirone per violazione di leggi ambientali.

“Diversamente,- osservano gli avvocati No Muos- dovremmo pensare che il Tribunale del Riesame avalli un principio di diritto secondo il quale si possa impunemente costruire in area protetta in barba alle normative di protezione ambientale. E non osiamo immaginare che il Tribunale si sia spinto a tanto sancendo di fatto l’impunibilità dell’abuso edilizio in area di inedificabilità assoluta. Precedente grave ed inaccettabile a prescindere dalla questione MUOS.
“Speriamo ora che la questione – concludono i legali- sia rimessa alla Corte di Cassazione e che quest’ultima possa rettificare una decisione le cui ricadute sarebbero gravissime”.

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