Quelli che… all’improvviso non sono più Charlie Hebdo

Quando la satira colpisce gli altri è satira. Quando colpisce noi, è offesa. La vignetta del giornale satirico francese fa esplodere la polemica. Interviene anche Enrico Mentana: “Scusate, ma Charlie Hebdo è questo! Quando dicevate “Je suis Charlie” solidarizzavate con chi ha sempre fatto simili vignette, dissacrando tutto e tutti. Le vignette su Maometto anzi facevano alla gran parte degli islamici lo stesso effetto che ha suscitato in tutti noi questa sul terremoto”.

Siamo alle solite: quando la satira colpisce gli altri, è satira e va difesa. Quando ci tocca da vicino, cambia tutto.

Parliamo della polemica del giorno scatenata dal giornale satirico Charlie Hebdo con la vignetta che vedete in copertina: “Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”.

Il web è esploso e il l’ hashtag solidale #jesuischarlie è stato sostituito con quello #jenesuispascharlie. “Non hanno rispetto per i morti”; “Non permettetevi di chiamarla satira”; “Odiosi e insensibili”; e così via.  In pochi difendono il giornale satirico: “La satira è provocazione. Se andava bene anche prima deve andare bene anche adesso” dice qualcuno.

E tra questi ‘qualcuno’, c’è anche Enrico Mentana: “Scusate, ma Charlie Hebdo è questo! Quando dicevate “Je suis Charlie” solidarizzavate con chi ha sempre fatto simili vignette, dissacrando tutto e tutti. Le vignette su Maometto anzi facevano alla gran parte degli islamici lo stesso effetto che ha suscitato in tutti noi questa sul terremoto. Fu Wolinski, una delle vittime dell’attacco terrorista del gennaio 2015, a far capire ai colleghi italiani quarant’anni fa che la satira poteva essere brutta sporca e cattiva. Vogliamo rompere le relazioni con la Francia dopo aver marciato in loro difesa? Basta più laicamente dire che una vignetta ci fa schifo”.

E la politica, unanime, condanna:”Ma come cazzo si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi”. Così Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, comprensibilmente colpito.

Commenti simili da tutti i partiti, tanto che l’ambasciata di Francia a Roma, ha vergato una nota in cui precisa che “il disegno pubblicato da Charlie Hebdo non rappresenta assolutamente la posizione della Francia”.

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“La Francia – prosegue la nota – ha espresso le sue sincere condoglianze alle autorità e al popolo italiano e ha offerto il suo aiuto. Siamo vicini all’Italia in questa difficile prova”.

A noi la vignetta non è piaciuta. Come non ci era piaciuta quella che prendeva di mira Allah e che poi, disgraziatamente, ha scatenato la violenta reazione degli estremisti.

La satira è satira, certo. Ma ci sono temi, come la religione altrui o la morte, che non possono essere trattati con leggerezza.

Non eravamo Charlie Hebdo dinnanzi alle vignette su Allah e non lo siamo nemmeno ora.

 

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