E’ normale abbandonare chi è rimasto senza lavoro? Per l’attuale Governo regionale sì…
Economia

E’ normale abbandonare chi è rimasto senza lavoro? Per l’attuale Governo regionale sì…


Time Sicilia

E’ incredibile l’atteggiamento di questo Governo regionale. Passi che ci possano essere stati problemi con la gestione degli Sportelli Multifunzionali (problemi che potrebbero essere risolti se ci fosse la volontà politica: che non c’è!). Ma che chi è rimasto senza lavoro venga anche lasciato senza alcun sostegno è tipico di una politica contrassegnata solo dal cinismo 

da Maurizio Albanese
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Sono due i nodi cruciali che ci vedono impegnati in questo lungo periodo fatto solo di distruzione morale e materiale di lavoratori maltrattati da un sistema opprimente. La prima questione da risolvere è il nostro lavoro: vogliamo ritornare a lavorare subito, siamo da troppo tempo fermi incomprensibilmente, si diceva che non c’erano fondi adeguati da destinare al settore. Adesso l’argomento prende assolutamente una questione politica, il suo approccio deriva dalla volontà che è prioritaria per la salvaguardia del sistema che preclude anche di fatto un servizio di carattere sociale in favore dei giovani e dei disoccupati, accertato che i Centri per l’impiego non posseggono le caratteristiche che possono mettere in atto gli esperti delle politiche attive del lavoro.

Di certo i fondi ci sono, nessuna attenuante, nella delibera 330 a titolarità di fondi regionali e nazionali per 946 milioni sono state appostate delle somme i cui beneficiari sono gli ex Sportelli Multifunzionali, per un accordo quadro per l’implementazione delle politiche attive. Ci chiediamo: dove sono finiti i 20 milioni di Euro per il primo anno, appostati nella delibera sul rigo PON SPAO 2014/2020, a cui si aggiungono i 20 milioni di Euro per il secondo anno, per un totale di 40 milioni?

Inoltre ci sono i fondi nazionali e le risorse FERS che prevedono, nella Delibera di Giunta n. 425 del 22 Dicembre 2016 – nell’ambito del Progetto regionale di dematerializzazione delle documentazioni prodotte dagli Uffici, in particolare dei Centri per l’impiego (Agenda Digitale ) – di avvalersi delle risorse del P.O. FERS dove sono appostati altri 15 milioni di Euro. Nella delibera di Giunta del dicembre 2016 sono stati appostati altri 75 milioni a noi destinati e l’individuazione del Ciapi di Priolo come ente attuatore.

Quindi le condizioni per trovare la giusta risoluzione ci sono tutte, sta all’Amministrazione regionale, al Governatore e, sopratutto, all’assessore al ramo mettere in atto gli strumenti necessari per un pronto ritorno al lavoro. Auspichiamo che l’assessore, in sede di convocazione dei sindacati e parti sociali, dia una giusta e soddisfacente risposta alla totale risoluzione della vertenza.

La seconda questione da non sminuire è di carattere economico: non siamo stati messi in condizione di dare un sostegno alle nostre famiglie. Aspettiamo il pagamento del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) e della Cassa integrazione che tardano ad arrivare. Il Fondo di Integrazione Salariale (il cui testo è stato pubblicato sulla G.U. n. 74 del 30 marzo 2016) è previsto dal D.Lgs. n. 148/2015, il suo proposito è indirizzato ad ereditare i compiti del disciolto Fondo di solidarietà residuale a partire dal 1° gennaio 2016.

Il Fondo riguarda tutti i datori di lavoro che, mediamente, occupano più di cinque dipendenti e che non sono “coperti” dagli ammortizzatori sociali previsti dal Titolo I del D.Lgs. n. 148/2015. Nel nostro caso, questo fondo risulta essere un sostegno a reddito, visto che riguarda i dipendenti posti in sospensione o per riduzione di attività in caso di situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa in crisi.

Aspettiamo ormai da troppo tempo che l’Inps regionale eroghi le somme spettanti, che inopinatamente sono avvolte da un alone di mistero in quanto, da ragguagli posti in essere, risulta sia stata esitata la procedura, compreso lo stanziamento adeguato e mai l’effettivo corrispettivo attraverso i modelli SR 41 presentati dagli enti beneficiari.

E’ ignobile lasciare per così tanto tempo senza sostegno al reddito dei soggetti che non vedono una busta paga da tre anni, considerando che degli altri mesi coperti dalla CIG 2015/2016 ne sono stati erogati solo 5 con il 60% di restringimento e con importi inesatti. Per il resto non vi è traccia neanche dei tavoli istituzionali.

In un Paese civile abbandonare chi è rimasto senza un lavoro e senza un sostegno è considerato vessatorio. Chiediamo con viva voce che l’assessore al ramo verifichi queste incongruenze e ne ponga rimedio in maniera tempestiva.

8 febbraio 2017

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TimeSicilia


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