Oggi, a Palermo, manifestazione contro l’obbligo dei vaccini per i bambini. Parla un papà
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Oggi, a Palermo, manifestazione contro l’obbligo dei vaccini per i bambini. Parla un papà


Time Sicilia

Si chiama Giuseppe Santostefano. Lavora in banca e si occupa anche di Teatro. Con la compagna Marina hanno deciso di non vaccinare la piccola Marina, nata nel 2013. In questa intervista spiega il perché: che è, poi, il perché della manifestazione di oggi. Il problema degli adiuvanti. E gli interessi delle multinazionali che, per aumentare i profitti, hanno contestualmente aumentato i rischi connessi alle vaccinazioni 

L’appuntamento è per oggi pomeriggio in Piazza Francesco Crispi (Piazza Croci per i palermitani che, da decenni, anticipando quello che il Comune di Palermo non ha ancora fatto, si rifiutano di dare il nome di questa Piazza della città a un ascaro) alle 17,00. A scendere in piazza saranno interi nuclei familiari che contestano la decisione del Governo nazionale di rendere obbligatorie dodici vaccinazioni ai bambini.

L’argomento, lo sappiamo, è delicatissimo. I vaccini hanno cambiato la storia dell’uomo. Il problema è che, negli ultimi anni, la qualità dei vaccini è sensibilmente peggiorata.

I casi di reazioni, talvolta anche gravi in seguito a vaccinazioni ci sono sempre stati. Ma erano eventi molto rari. Oggi, invece, le reazioni, con esiti devastanti per la salute delle persone, sono purtroppo meno rare. In Tv i casi di chi denuncia problemi dopo le vaccinazioni sono ormai tanti.

Perché succede tutto questo? perché chi produce questi vaccini – le multinazionali della farmaceutica – per guadagnare sempre di più utilizzano, nella preparazione dei vaccini, prodotti scadenti.

Tute queste cose sono ormai di dominio pubblico: da qui la manifestazione di oggi a Palermo.

Noi abbiamo intervistato un papà che oggi parteciperà alla manifestazione di protesta di oggi nel capoluogo siciliano. i chiama Giuseppe Santostefano, lavora in banca d è un appassionato di teatro.

“Premetto che ho tre figli nati negli anni ’80 e vaccinati – ci dice -. La mia compagna Marina Sutera ne ha due nati nel ’90, anche loro vaccinati. Nel 2013 è nata Carolina. Marina ed io, nel frattempo, ci eravamo informati leggendo riviste scientifiche, parlando con medici esperti di ambedue le campane, ed siamo arrivati alla conclusione di non vaccinare nostra figlia alle condizioni imposte daĺla sanità italiana”.

Perché siete arrivati a tale conclusione?

“Noi non siamo contro i vaccini in generale, siamo contro questi vaccini che commercia la santità italiana. A parere di esperti sono scarsi e dannosi”.

Si riferisce agli adiuvanti presenti nei vaccini? (qui potete approfondire l tema  audiuvanti)

“Sì. Con particolare riferimento agli adiuvanti che contengono certi metalli: per esempio l’Alluminio”.
Perché, a suo avviso, il Governo nazionale ha introdotto l’obbligo dei vaccini?
“La questione è palese, scontata. Solo che dirlo è diventato quasi banale”.

Cioè?

“Noi crediamo che sia una manovra meramente economica”.

Fare guadagnare soldi alle multinazionali che producono i vaccini?

“Certamente. Il vaccino è un farmaco che, coprendo popolazioni sane, ha il giro maggiore d affari. Le case farmaceutiche non possono permettersi un calo degli affari. E, attraverso i Governi, imponono i propri prodotti”.

Non pensa che, dietro, ci possano essere anche altre motivazioni: per esempio, il ritorno di malattie che si pensava debellate?

“No. Con i vaccini previsti dal nostro sistema sanitario il ritorno di certe malattie non hanno nulla a che fare. Sono per lo più tubercolosi e malaria, patologie per le quali i nostri bambini non vengono vaccinati. Il problema, lo ribadisco, è un altro: gli affari delle multinazionali che operano nella farmaceutica. Posso citae un esempio”.

Lo citi.

“Prendiamo come esempio del morbillo: ne hanno fatto una bandiera per impaurire la gente. Nell’era moderna il morbillo è una malattia che si cura senza conseguenze gravi. Invece ci bombardano con informazioni che puntano a spaventare le persone. Il tutto per vendere vaccini che, lo ribadisco, potebbe essere pericolosi per la salute”.

Ammetterà che il tema è delicato: giuste le ragioni di chi, come nel caso dei genitori, teme per la salute dei bambini. Però certe malattie esistono davvero.

“Noi non siamo medici, né scienziati. Solo genitori che leggono e si informano. E quindi crediamo fermamente nella libertà di scelta. Se lo Stato che mi obbliga non è in grado di escludere al cento per cento i rischi legati a un vaccino, ebbene, io devo essere  di scegliere se sottopormi o no al rischio ella vaccinazione. Lo stesso discorso vale per i bambini: non si possono obbligare i genitori – come sta facendo lo Stato italiano – a vaccinare i propri senza che lo Stato sia in grado di garantire l’assenza di possibili conseguenza sulla salute. Credo di avere esposto il perché della manifestazione di oggi”.

 

 

 

 

 

 

 

24 giugno 2017

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TimeSicilia


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