Olanda, vincono i liberali. Ma la destra di Wilders cresce

Tutta l’Europa è stata con il fiato sospeso per le elezioni in Olanda. Si temeva l’affermazione di Geert Wilders (nella foto), il leader degli olandesi che vorrebbero lasciare l’Unione Europea ma alla fine, seppur in calo rispetto ai risultati precedenti, ha vinto il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) del premier liberale, Mark Rutte

Tutta l’Europa è stata con il fiato sospeso per le elezioni in Olanda. Si temeva l’affermazione di  Geert Wilders (nella foto), il leader degli olandesi che vorrebbero lasciare l’Unione Europea ma alla fine, seppur in calo rispetto ai risultati precedenti, ha vinto il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) del premier liberale, Mark Rutte che si avvia quindi a un secondo mandato con 33 seggi contro i 22 del partito rivale, sette in più rispetto al 2012.  Sono il secondo partito olandese. Forte l’affluenza alle urne con la partecipazione dell’81% degli aventi diritto.

Per i Paesi Bassi si prevede un nuovo governo di coalizione, ma partner principale dei liberal non saranno più i laburisti del PvdA, in caduta libera. Risultati positivi per Appello Cristiano Democratico (CDA) e Democratici 66, ma anche per i Verdi di sinistra, del giovane leader Jesse Klaver.

Il Pvv di Wielders, fino a poche settimane fa nei sondaggi era dato per vincente. Poi un improvviso calo che, secondo gli analisti, è stato dovuto all’ostinazione di Wilders a chiudere le porte e al voler rinunciare al dialogo con qualsiasi altro partito. Qui l’approfondimento. 

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