Palermo Calcio, Diego Lopez:” L’avversario per batterci dovrà sputare sangue”

Affollatissima conferenza stampa, ieri, per il nuovo allenatore del Palermo che ha la grinta di un guerriero

Affollatissima conferenza stampa, ieri, per il nuovo allenatore del Palermo che ha la grinta di un guerriero…

Diego Lopez, uruguaiano di Montevideo, classe 1974,  faccia da guerriero “Inca”, è il nuovo allenatore del Palermo, il quarto della stagione. Come dire: ordinaria amministrazione per uno come Zamparini.

In una sala gremita come mai prima quest’anno (perfino più affollata di quand’è arrivato l’idolo del posto, cioè Eugenio Corini) con al fianco il suo mentore, il neo direttore sportivo Nicola Salerno, Lopez ha affrontato con calma olimpica le insidie nascoste in ognuna delle moltissime domande che gli sono state rivolte. Prima, però, ha voluto pubblicamente ringraziare il presidente per avergli data la chance della vita, offrendogli la panchina di una squadra prestigiosa come il Palermo. E poi ha aggiunto: “Il primo impatto è stato decisivo perché mi ha subito detto che crede nella salvezza, così come ci credo io, altrimenti me ne sarei rimasto a casa mia. Offerte ne avevo avute ma le ho rifiutate, quella del Palermo, in una piazza così importante, invece, l’ho accettata di slancio”.

Prima di lui, con la sagacia che tutti gli addetti ai lavori gli riconosciamo, aveva speso per Lopez parole d’oro Nicola Salerno, ricordando ai più distratti che “questo signore – e gli poggiava una mano sulla spalla, come a infondergli sicurezza, ma non ce n’era bisogno – qualche anno fa ha salvato il Cagliari che, a fine girone di andata, aveva raggranellato la miseria di 10 punti. Quegli stessi punti che ha oggi il Palermo, quindi sperare non è un azzardo, ma semplice fiducia nelle sue indubbie qualità di professionista”.
Lopez, che ricordiamo giocatore del Cagliari tutto grinta e determinazione, e per ciò autentico pupillo della tifoseria rossoblù, dice che le sua squadre devono rispecchiare il suo carattere e: “Anche il Palermo ci riuscirà. Lotteremo su ogni palla, l’avversario per batterci dovrà sputare sangue, di certo noi non gli regaleremo nulla … Anche perché con la classifica che abbiamo non ce lo possiamo permettere”. 

Un guerriero – l’ho già detto all’inizio – che vuole la squadra a sua immagine e somiglianza. E il mercato? Conta su qualche rinforzo mirato?  “Il mercato è compito del direttore sportivo, ne abbiamo parlato, lui sa come la penso e, conoscendolo, sono certo che agirà di conseguenza”. Insomma, poche parole, quelle di Lopez, ma idee chiare: conta sulla voglia di riscatto della squadra (“Non mi piace parlare dei singoli, conta lo spirito di gruppo”), che sta bene . Con giovani di talento che lasciano ben sperare”.
Tra le domande più incisive, quella su Nestorovsky, che non segna da tanto tempo e se questo è un ulteriore problema per lui.
“Tutt’altro, l’ho visto bene in allenamento e presto ritroverà il gol. Serve, però, che la squadra giochi di più guardando la porta avversaria e lo metta in condizione di sfruttare il suo grande fiuto del gol!”.
Non poteva mancare la domanda sul modulo: se adotterà la difesa a quattro, invece di quella a tre, fin qui preferita da chi l’ha preceduto.
“Tendenzialmente sono per la difesa a quattro, ma non mi ci fisso, dipende dagli uomini a disposizione e dall’avversario… E poi, l’importante non è il modulo ma lottare su ogni palla!”.
Infine, l’ “Affair Quaison”, su cui si dibatte da una settimana. Andrà via o resterà? Ha risposto, con grinta spianata, Salerno: “Robin deve buttare il sangue fino a quando indossa questa maglia… Per ora posso solo dirvi che si sta allenando benissimo…”.

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