Palermo ‘Capitale della Cultura’ mentre aumentano povertà e senza casa
Editoriale, Politica

Palermo ‘Capitale della Cultura’ mentre aumentano povertà e senza casa


Time Sicilia

L’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando si conferma un’esperienza caratterizzata da molto ‘fumo’ e da poco ‘arrosto’. Sono solo bravi a chiacchierare e a sperperare un sacco di soldi: per esempio, con un Tram che serve un’esigua fascia di cittadini. Sulle cose serie – i poveri e i senza casa che aumentano – Orlando e i suoi assessori dimostrano ogni giorno di essere inadeguati

di Riccardo Gueci

Dopo il clamoroso fallimento della sindacatura di Diego Cammarata, durata quasi dieci anni e conclusasi con la sua fuga a causa del default incombente sull’Amministrazione della Città, si è aperta per Palermo una prospettiva di buona amministrazione con la candidatura di Leoluca Orlando. Infatti, Palermo si è fidata di lui perché assicurava che il sindaco lo sapeva fare. Ben presto, però, anche l’Amministrazione Orlando si è rivelata una delusione.

Infatti, l’obiettivo che doveva caratterizzare l’attuale Amministrazione – per esempio, il recupero del Parco della Favorita, così come la precedente, antecedente il decennio Cammarata, si era caratterizzata con il recupero del Teatro Massimo – è fallito anzitempo e ancora oggi rimane un fallimento, anche se non se ne parla più come obiettivo prioritario.

Non è superfluo ricordare che il recupero del Teatro Massimo è stata opera e impegno concreto dell’iniziativa e del talento imprenditoriale del mai abbastanza compianto Ferruccio Barbera.

La scorsa sindacatura di Orlando è stata caratterizzata da ripetuti fallimenti precedentemente annunciati come grandi riconoscimenti. Ci riferiamo a ‘Palermo Capitale dei Giovani’ che avveniva contemporaneamente all’esodo massiccio di giovani (circa 9000 all’anno) che lasciavano la città: nel quinquennio 2012-2017 se ne sono andati circa 45.000.

Poi c’è ‘Palermo Capitale della Cultura 2018’ e altre amenità similari concesse gratuitamente dal Governo nazionale in sostituzione delle più costose attuazioni del ‘Patto dei sindaci’, che avrebbe dotato gli edifici pubblici della Città di impianti ad energia solare; per non parlare del finanziamento degli Ambiti urbani con i fondi del Piano nazionale delle Città.

Si tratta, in questo secondo caso, di un Piano predisposto dalla Giunta cittadina con propria delibera e presentato al governo nazionale (riguardavano le zone dell’Albergheria, di Brancaccio e di Sperone), senza esito apparente. Ma la vera operazione che ha caratterizzato l’operato della Giunta bicolore Orlando-Catania (Giusto Catania, esponente di Rifondazione Comunista di Palermo) è stata la chiusura del Centro storico al traffico veicolare, con motivazioni ecologiche, ma sostanzialmente con lo scopo di compensare con i pedaggi la gestione deficitaria dei Tram: Tram che non servo a nulla e viaggia spesso vuoto, se è vero che serve appena l’1% dei cittadini!

Fin qui, in sintesi, la storia del recente passato. Ora guardiamo un po’ da vicino l’attualità.

Per l’attuale sindacatura Orlando non si è sbilanciato in impegni roboanti, forse perché dei precedenti nessuno era andato a buon fine. Ma è iniziata allo stesso modo delle precedenti: Palermo resta una città senza progetto e si procede con improvvisazioni, con il giorno per giorno, con provvedimenti emergenziali. La dimostrazione più evidente è la questione dei senza casa e della povertà, questioni che a Palermo si trascinano insolute da quasi 20 anni senza che l’Amministrazione cittadina abbia mai abbozzato un progetto risolutivo, sempre misure d’emergenza.

La più vergognosa – è bene ricordarlo – fu assunta da Diego Cammarata quando ‘portò a discarica’ (una vera e propria deportazione) i senza casa sistemandoli nelle roulotte. in uno spiazzo sterrato, in via Messina Montagne, senza acqua, senza luce, senza servizi igienici, come bestie! E fu solamente per le insistenze del Comitato di lotta 12 luglio – guidato da Nino Rocca e Toni Pellicane – che quella indecenza fu eliminata e gli interessati sistemati, con un’ennesima misura tampone, negli alberghi e nelle locande cittadine.

Poi venne la volta dell’amministrazione Orlando, della quale abbiamo riferito in parte sopra, e per strana coincidenza al fenomeno dei senza casa – che frattanto è cresciuto a dismisura, passando da 800 a 2000 famiglie, a causa della crisi economica, ed è cresciuto anche quello degli ospiti di Biagio Conte che sono passati da 1000 a 1400 – si è aggiunto quello della povertà che vede aumentare il numero dei clochard (di coloro che dormono all’aperto, nelle sale d’aspetto delle stazioni ferroviarie, nelle panchine dei giardini pubblici, nelle scalinate delle chiese e nei posti più impensati) da 100 a 250.

Ebbene, di fronte alla costante crescita dell’area della povertà, il sindaco Orlando si preoccupa della ‘Capitale della Cultura’, benevolmente accordatagli dall’amico democristiano, ministro Dario Franceschini (tanto al Governo nazionale non costa niente), piuttosto di pensare a come risolvere in maniera strutturale i bisogni più urgenti dei cittadini palermitani.

In sostanza, il sindaco di Palermo preferisce occuparsi degli eventi sovrastrutturali, che fanno marketing, e trascura le questioni vere che affliggono i cittadini.

A questi, per esempio ai clochard, l’assistenza viene assicurata tramite
l’Ente ecclesiale Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza Don Calabria, un ente ecclesiastico legalmente riconosciuto e di sicuro affidamento, che opera da più di un secolo nel
campo dell’assistenza a poveri e bisognosi ed è presente in Europa, in Africa, nel Medio Oriente e nell’America Latina.

L’assessore comunale alla Cittadinanza Sociale, Giuseppe Martina, ha dato, mediante apposita convenzione ben retribuita, alla Congregazione Don Calabria il compito di curare il servizio di assistenza ai vagabondi, mettendo a loro disposizione un edificio-dormitoio in via Messina Marine, per soddisfare i bisogni logistici inerenti la loro attività. Ancora una volta un provvedimento tampone.

L’Amministrazione del sindaco Orlando non ha proprio idea di come trovare la soluzione definitiva a una evenienza sociale che va assumendo dimensioni sempre più ampie e vistose. Si teme un ulteriore allargamento di queste manifestazioni della crisi sociale che attraversa Palermo.

Vogliamo provare a osservare da vicino l’aspetto più contraddittorio di questo provvedimento? Il movimento dei senza casa nel suo ventennale percorso ha indicato più di una soluzione ai loro problemi: dall’utilizzo delle case confiscate alla mafia a quello degli edifici pubblici abbandonati, fino all’assegnazione di edifici comunali fatiscenti da utilizzare attraverso l’auto- recupero.

Il movimento dei senza casa e i suoi associati hanno provato più volte l’occupazione di questi spazi per testimoniarne la concreta fattibilità. Compreso tra le tante occupazioni di edifici inutilizzati annoveriamo anche il monastero abbandonato del Sacro Cuore, in piazza Principe di Camporeale. Anche da questo sono stati cacciati e sono stati murati tutti gli accessi al monastero.

Non comprendiamo quindi la ragione che ha indotto il Comune ad assegnare un edificio confiscato piuttosto che invitare la Congregazione Don Calabria, che è una organizzazione ecclesiale, a utilizzare l’enorme monastero, inutilizzato, tenuto vuoto da decenni, di piazza Principe di Camporeale?

Forse perché il sindaco Leoluca Orlando ha da saldare un grosso debito con le organizzazioni cattoliche – in maniera particolare con i gesuiti – che hanno contribuito in misura rilevante alla sua rielezione e senza le quali non avrebbe ottenuto il risultato risicato a fronte della grande astensione dei palermitani dal voto? Alla Libera Università della Politica ha addirittura assicurato una intera palazzina prospiciente la piazzetta di via Alloro, grazie all’antica vicinanza con il compaesano, gesuita Ennio Pintacuda che ha ideato la Libera università della politica.

Dopo di che l’attuale Amministrazione comunale utilizza a propria discrezione le disponibilità derivate dagli immobili confiscati ai mafiosi, piuttosto che impiegarli a fini sociali, come vuole la legge. Quale fine sociale è più sociale dei senza casa o dei clochard?

Ancora: che se ne fa il sindaco dei ruderi di edifici comunali che potrebbero trovare piena utilizzazione solo che li desse in affitto ai senza casa con la formula dell’autorecupero? E così via.

Si tratta semplicemente si sedersi attorno ad un tavolo e programmare una strategia complessiva per trovare possibili soluzioni finalizzate alla conclusione di questa più che ventennale vicenda. Ma occorre un po’ di umiltà che, purtroppo, al sindaco Orlando difetta.

11 dicembre 2017

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TimeSicilia


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