Palermo, chiudono i negozi al Cassaro basso: non ci possiamo credere…
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Palermo, chiudono i negozi al Cassaro basso: non ci possiamo credere…


Time Sicilia

Il Cassaro basso è la parte a mare di Corso Vittorio Emanuele. Anche qui è arrivata l’ala ‘gelida’ di un’amministrazione comunale – quella di Leoluca Orlando – fallimentare. Le lacrime di coccodrillo del PD non sono credibili. L’unica cosa da fare, per salvare le piccole attività commerciali e, in generale, l’economia di Palermo e della Sicilia, è votare in massa  per il Movimento 5 Stelle 

Da quando abbiamo letto questa notizia non possiamo più avere pace. Pensate: anche un esponente del PD di Palermo – il partito che, alle elezioni comunali del capoluogo dell’Isola dello scorso giugno ha fatto sparire il proprio simbolo per non fare ‘ombra’ al sindaco Leoluca Orlando – si è accorto che al ‘Cassaro basso’, ovvero nella parte di Corso Vittorio Emanuele vicina al mare gli esercizi commerciali sono alla frutta.

Siamo davanti a una notizia ‘sensazionale’, perché mai la sinistra di Palermo, o presunta tale, negli ultimi anni si è occupata dei commercianti. Anche i dirigenti del PD si vanno ‘imborghesendo’?

Eppure un comunicato ufficiale esiste. L’ha firmato, niente poco di meno, che Rosario Arcoleo, “presidente della commissione Affari Generali del Comune di Palermo a margine di un incontro con una delegazione di commercianti”.

“I commercianti del ‘Cassaro Basso’ di Corso Vittorio Emanuele – si legge nel comunicato – denunciano un crollo degli incassi del 70% nel mese di dicembre e gravi problemi nella viabilità e nei collegamenti che scoraggiano l’afflusso dei clienti nella zona”.

“Prima di assumere qualsiasi decisione su eventuali provvedimenti di pedonalizzazione – aggiunge Arcoleo – chiedo al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando di convocare una conferenza dei servizi per individuare una soluzione condivisa con i commercianti sul rilancio di quest’area della città che in molti casi non risulta nemmeno servita dalle linee AMAT e che in questo momento è penalizzata ulteriormente da un contesto caotico sulla viabilità, favorito dalla pedonalizzazione già avviata nella parte alta di Corso Vittorio Emanuale”.

“Bisogna lavorare ad una sintesi che tenga insieme il diritto di impresa e la salute dei cittadini, per scongiurare il pericolo concreto che molte attività siano costrette a chiudere i battenti – conclude il consigliere comunale del PD -. Una pedonalizzazione decisa a senso unico, senza una programmazione mirata che favorisca l’attrattività della zona, rischia di trasformarsi in un boomerang per molti esercizi commerciali. Come è già avvenuto in via Roma”.

P.s.

La verità è che, tra pedonalizzazioni, ZTL e mancanza di autobus dell’AMAT (tagliati per far funzionare i 15 km di Tram che serve, sì e no, l’1% della popolazione nei giorni di ‘piena’ e gira vuoto nei giorni di festa), i palermitani – e anche chi arriva da fuori città – si è rotto le scatole. Anche perché, ai disagi, si aggiunge il rischio di beccare una contravvenzione. 

A mio avviso, la sinistra italiana, o presunta tale (ad eccezione dei movimenti spontanei e di alcune frange di Rifondazione comunista), lavora per consegnare Palermo alle multinazionali che, da anni, cercano di entrare nel Centro storico della città per venderci prodotti che, con la Sicilia, non hanno nulla a che spartire. 

La partita politica è complicata, perché il centrodestra di Berlusconi (e di Gianfranco Miccichè per ciò che riguarda la Sicilia) è uguale, se non peggiore, del centrosinistra, come sta dimostrando, sin dalle prime battute, il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci.

L’ascarismo sta travolgendo la Sicilia. L’unica cosa da fare è votare in massa per il Movimento 5 Stelle, che è l’ultima speranza dell’Italia e della Sicilia.   

 

 

28 dicembre 2017

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TimeSicilia


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