Palermo, una città allo sbando con il Tram che gira a vuoto e il nuovo PRG ‘congelato’ in attesa di…
Editoriale

Palermo, una città allo sbando con il Tram che gira a vuoto e il nuovo PRG ‘congelato’ in attesa di…


Time Sicilia

Una città a perdere. Con il sindaco che si trincera dietro lo slogan della ‘Cultura’ che servo solo a nascondere l’incapacità amministrativa e le grandi magagne. Come il mercato ittico trasferito per fare spazio a un acquario già abortito. O come l’ossimoro di una ZTL che inquina. O come il nuovo Piano Regolatore Generale bloccato per consentire le solite ‘operazioni’

di Riccardo Gueci

Se per cultura s’intende la stratificazione sedimentata di conoscenze che diventano coscienza di se e rispetto degli altri e delle cose comuni, cioè coscienza generale e relativi comportamenti collettivi di un popolo, che ne contrassegnano il livello di “civiltà”, allora Palermo è ben lontana dal rappresentarla. In queste note cercheremo di indagare le ragioni di questa nostra valutazione. Se, invece, per cultura s’intendono le manifestazioni delle varie espressioni artistiche, allora qualcosina, forse, riusciamo a metterla assieme. Ma poiché nutriamo qualche dubbio, ne vogliamo parlare con il sindaco, Leoluca Orlando, che amministra la città che quest’anno è ‘Capitale della cultura’, rivolgendogli alcune domande. Appena quattro o cinque.

Dopo oltre sette anni pensiamo di chiedere al sindaco di Palermo notizie sui risultati della sua gestione della città, secondo i progetti dallo stesso proposti all’inizio dei suoi due mandati consecutivi. Ciò posto, chiediamo:

qual è l’identità della nostra comunità?

che città è la nostra?

Avendo dismesso i panni della città “Felicissima” – dell’Esposizione Universale, del Circolo Matematico, dei Ducrot, dello Stile Liberty, di Villa Igiea, del Cantiere navale, dell’industria aeronautica (oggi Cantieri Culturali), della Flotta navale dei Florio, dei Witakher (vini), della Chimica Arenella e quant’altro aveva fatto di Palermo una delle principali capitali europee – è sopravvenuta l’egemonia della borghesia mafiosa: questa si è resa responsabile del ‘Sacco di Palermo’ e della totale distruzione della Conca d’Oro e ci ha consegnato una città insignificante, dominata da poteri occulti (ma non tanto, solo per chi non vuole vederli), in continuo declino economico, sociale e culturale.

Ma, lasciamo la storia e andiamo ai giorni nostri. All’inizio del precedente mandato il candidato sindaco (che “lo sapeva fare”) si era impegnato a recuperare il Parco della Favorita, come aveva fatto in precedenza con il Teatro Massimo. A quanto risulta non lo ‘sapeva proprio fare’, perché del recupero della Favorita non se n’è saputo nulla, perché nulla è stato recuperato. Qual è il motivo?

E veniamo alla domanda sull’acquario. A quel tempo era d’attualità il masterplan del presidente di Confindustria Palermo, che prevedeva, come fiore all’occhiello, l’acquario da realizzare alla Cala al posto del mercato ittico. Il candidato sindaco (che “lo sapeva fare”) aveva sposato acriticamente quel masterplan, con il risultato che dopo aver spostato il mercato ittico a Bonagia, dell’acquario (e sono già trascorsi almeno cinque anni) non se n’è saputo più nulla, né da parte dei proponenti, né da parte del sindaco. Allora Signor sindaco come la mettiamo, che ne è dell’acquario alla Cala?

Il traffico veicolare. Il Centro storico della città si estende su una superficie di 500 ettari (agli atti dell’Unesco uno dei più estesi Centro storici d’Europa). Ebbene, l’amministrazione di Palermo l’ha dichiarato ZTL (Zona a Traffico Limitato), cioè l’ha pedonalizzato. Però è fruibile dagli automobilisti previo pagamento di un pedaggio. Questa possibilità smentisce la motivazione che questo provvedimento sia stato adottato quale misura antinquinamento.

Allora, sindaco, siamo in presenza di un provvedimento di tutela ambientale, ovvero trova qualche riscontro la voce secondo la quale esso è stato assunto quale cespite per sopperire al deficit gestionale del servizio dei Tram, che viaggiano vuoti perché tale servizio serve a poche decine di viaggiatori al giorno? Se è veritiera questa diceria, cosa aspetta a sospendere il servizio di trasporto su Tram che risulta essere pressoché inutile ed inutilmente costoso, al limite dello spreco?

Infine, la quinta ed ultima domanda: il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG). Quello vigente è scaduto ed opera in regime di “prorogatio”. Già in prossimità della scadenza della scorsa ‘consiliatura’ era stato annunziato che il nuovo PRG era pronto per la discussione in Consiglio, ma, appunto per la prossimità della sua scadenza era preferibile rinviarne la trattazione all’esame del nuovo Consiglio comunale. Ormai siamo alla conclusione del primo anno del nuovo Consiglio comunale e stiamo aspettando la data della trattazione del nuovo PRG.

Allora, sindaco, nel mese di settembre possiamo sperare che la proposta di nuovo PRG vada all’esame del Consiglio o dobbiamo prima attendere che compia l’iter procedurale il progetto di lottizzazione della confindustriale, previsto nella zona compresa tra Pallavicino e Partanna, con i vincoli molto permissivi del PRG in “prorogatio” ? Dov’è finita la raccomandazione di limitare il consumo del suolo urbano?

Aspettiamo risposte. Grazie.

P.s.
Alcune considerazioni generali. Per essere una città europea – che, detto tra noi, lo siamo già sia per storia che per geografia – non occorre avere il Tram a tutti i costi o i tavoli dei bar sul marciapiedi e, addirittura, sulla carreggiata stradale, ma esser un luogo dove vengono promossi eventi d’avanguardia, novità scientifiche, produzioni di beni di grande pregio o tecnologie avanzate che suscitino interessi specifici e generali. Ma dove esiste un’economia da consumi, dove i giovani emigrano per non più ritornare, dove il reddito pro capite è bassissimo (si tratta dei principali indicatori economici del Rapporto Svimez 2018) puoi fare i salti mortali, ma non riuscirai a dare una impronta di grande metropoli europea. E’ una pia illusione e tale resta. Come restano una iattura per gli autisti dell’Amat della linea 124 attraversare il corso Olivuzza, al secolo via Camillo Finocchiaro Aprile. Forse c’è una cosa che possiamo assumere come città per esibirla al mondo come modello, per fare scuola: come non si deve amministrare una città per amministrarla bene.

Foto tratta dal gazzettinodisicilia.it

24 agosto 2018

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TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “Palermo, una città allo sbando con il Tram che gira a vuoto e il nuovo PRG ‘congelato’ in attesa di…”

  1. STECO ha detto:

    Bene Signor Gueci, perché non si candida Lei come Sindaco alle prossime elezioni? In quell’occasione oltre a formulare critiche (alcune demagociche come per il tram) dovrà farsi portavoce anche di proposte e soluzioni ai problemi segnalati!
    Troppo facile criticare……

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