Palermo, famiglie senza casa gettate in mezzo alla strada: il Comune ha ripristinato la ‘legalità…
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Palermo, famiglie senza casa gettate in mezzo alla strada: il Comune ha ripristinato la ‘legalità…


Time Sicilia

Per l’ennesima volta il Comune di Palermo – autorizzato dalla magistratura, dietro la richiesta dell’Opera pia – ha fatto sgomberare un palazzo di via Maqueda mettendo in mezzo alla strada le famiglie di senza casa. Nessuna soluzione, a parte la proposta del grande affare delle case famiglia. Complimenti alla Giunta comunale di centrosinistra di Leoluca Orlando. A proposito: ma Rifondazione comunista che ne dice?   

da Toni Pellicane
responsabile delle attività sociali e delle politiche abitative dei Verdi di Palermo
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Palazzo Grassellini, a Palermo, via Maqueda 334, di proprietà dell’Ipab “Principe di Palagonia e Conte Ventimiglia”, è stato la sede, per oltre un decennio, degli uffici comunali, interventi abitativi e servizi sociali.  Alcuni anni fa il Comune di Palermo decise di trasferire gli uffici in immobili di sua proprietà, così il primo e terzo piano di palazzo Gassellini sono stati abbandonati.

Nel 2014 vengono occupati da alcune famiglie senza casa, regolarmente iscritte in graduatoria d’emergenza abitativa. Tra le famiglie occupanti ce n’è una che ha subito un torto. E’ una famiglia che si è vista scavalcare in graduatoria da altre famiglie con un punteggio maggiore. Oggi il capo di questa famiglia si ritrova ad essere un invalido e senza lavoro.

Subito dopo l’occupazione le famiglie si sono rivolte al Comitato di lotta per la casa 12 Luglio che ha mediato tra le stesse famiglie e l’amministrazione comunale. Con l’accordo delle stesse famiglie è stata ufficializzata una proposta all’amministrazione comunale.

E ‘ stato chiesto al Comune di censire le famiglie occupanti, verificare le reali condizioni di bisogno e prenderle in carico. E, successivamente, di avviare una trattativa con l’Ipab affinché si stipulasse un protocollo d’intesa tra Comune di Palermo e Ipab proprietaria dell’immobile, con l’intento di trasformare l’occupazione in una residenza regolare, se pur provvisoria, in cui potessero stare le famiglie senza casa e tentare di governare un’occupazione che, se abbandonata a se stessa, avrebbe rischiato di degenerare in situazioni poco piacevoli.

Il sindaco Leoluca Orlando è arrivato persino, in una seduta di Consiglio comunale straordinario sull’emergenza abitativa, a dichiarare che avrebbe requisito gli immobili che facevano capo ad Ipab varie per metterli a disposizione delle tantissime famiglie che non avevano una casa.

Pochi giorni dopo non solo il sindaco ha fatto un passo indietro, ma la proposta avanzata dal Comitato 12 Luglio e dalle famiglie non è stata assolutamente presa in considerazione. Il numero di famiglie senza casa presenti nel palazzo è aumentato. E la convivenza è diventata complicata e, per certi versi, ingestibile.

E’ risaputo che, laddove le istituzioni latitano, diventa facile l’inserimento di soggetti che, col metodo della prepotenza e della sopraffazione, finiscono per tenere in pugno tutta la situazione, mettendo le famiglie sulla difensiva all’interno dello stesso luogo occupato in cui vivono.

Tornando all’occupazione da parte di quelle famiglie che realmente vivono condizioni socio-economiche gravi, va detto che Comune non ha mai esercitato una vera e propria presa in carico delle famiglie; piuttosto sporadicamente sono stati fatti degli interventi da parte della Polizia municipale e di alcuni assistenti sociali; i quali, l’unica cosa che offrivano in alternativa era il ricovero di mamme e figli minori in casa famiglia…

A questa offerta le famiglie hanno sempre detto di no. Ricordo che ricoverare una persona maggiorenne o minorenne in casa famiglia costa alle ‘casse’ comunali circa 80 euro al giorno… a persona.

Tutto è stato lasciato in questa sorta di limbo dove, nel frattempo, si sono verificati episodi che hanno fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine. Palazzo Grassellini è diventato una zona franca dove, da un lato, ci sono le famiglie fortemente disagiate e, dall’altro, c’è chiunque arriva e comincia a dettare legge.

Son passati circa tre anni, l’amministrazione comunale continua a restare indifferente. Il palazzo, che già non era in perfette condizioni, oggi si trova ad essere ulteriormente degradato.

Lo scorso luglio il Comuni ha adottato una decisione drastica: lo sgombero coatto. Il palazzo è stato posto sotto sequestro, mentre le famiglie fortemente disagiate sono finite per strada. Chi aveva altri interessi si è dileguato.

Lo sgombero è stato autorizzato da un magistrato ed è stato eseguito dalla Polizia municipale con l’ausilio di Polizia di Stato e Carabinieri. Nessuno ha pensato di coinvolgere i servizi sociali. Questi ultimi intervengono a sgombero avvenuto per offrire la solita casa famiglia per mamme e figli minori.

Le famiglie rifiutano e decidono di trasferirsi sotto Palazzo delle Aquile.

E’ intervenuto il Comitato di lotta per la casa 12 Luglio che, ancora una volta, ha tentato di giovare la carta della mediazione tra le famiglie e l’amministrazione comunale. Al Comune è stato proposto, in una situazione d’emergenza, di utilizzare uno dei tanti immobili di proprietà comunale in disuso per dare un tetto sicuro alle famiglie.

Il Comune è rimasto sordo di fronte alla proposta avanzata dal Comitato di lotta per la casa 12 Luglio. Le famiglie con a seguito invalidi e bambini, anche in tenera età, sono state lasciate per strada. Dopo 4 giorni e 4 notti le famiglie, assumendosene la responsabilità, hanno deciso di rioccupare il palazzo di via Maqueda.

La cosa assurda è che, di fronte ad un’emergenza, il Comune non trova soluzioni adeguate, ma fa sapere alle famiglie che devono seguire le normali procedure, come si trattasse di normale amministrazione: poi se, intanto, le famiglie continuano a vivere per strada, questo per il Comune è secondario.

Palazzo Grassellini è stato nuovamente occupato da 7 famiglie senza casa, ribadisco, tutte in graduatoria d’emergenza abitativa… ma con un aggravante: le condizioni del palazzo sono peggiorate pesantemente.

Intanto l’amministrazione Orlando ha deciso di dare la gestione di gravi problemi sociali, qual è quello dell’emergenza abitativa, ad un associazione del privato sociale, l’opera Don Calabria. Quest’ultima propone alle famiglie di inserirsi in un progetto di accompagnamento che, in poche parole, si traduce in un contributo per pagare l’affitto di un alloggio per 6 mesi e l’obbligo, da parte di almeno un membro della famiglia disagiata, a partecipare ad uno stage formativo… come se a Palermo ci fossero aziende, fabbriche, industrie ed esercenti vari che aspettano a braccia aperte che tutte queste persone socialmente disagiate vengano formate per poi assumerle, fatto salvo che, al novanta per cento, nessun proprietario privato ha intenzione di affittare il proprio alloggio ad una famiglia che non ha reddito e non può fornire alcuna garanzia.

L’attuale amministrazione scarica le proprie responsabilità al privato sociale che, per quanto descritto sopra, utilizzerà fondi del Pon Metro, quindi fondi pubblici che sposteranno i problemi di qualche mese, ma non ci sarà nessuna soluzione concreta e definitiva.

Oggi arriva l’ulteriore sgombero. Il palazzo liberato e le famiglie per strada. L’intervento è stato eseguito anche dalla polizia municipale: quindi il Comune ne era perfettamente a conoscenza: anche questa volta non è stata prevista nessuna soluzione alternativa: anche questa volta si è scelto di usare il metodo della repressione trattando gravi problemi sociali come fossero problemi di ordine pubblico.

Si ripristina la legalità sulle spalle della povera gente che viene abbandonata al proprio destino.
Complimenti alla politica di centrosinistra targata Orlando.

Poi ci si chiede come mai la gente non va più a votare !

19 ottobre 2017

Autore

TimeSicilia


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