Palermo, l’ultima ‘genialata’: il luna park a due passi dalla Circonvallazione, nell’area più inquinata della città
In Evidenza, News, Primo Piano

Palermo, l’ultima ‘genialata’: il luna park a due passi dalla Circonvallazione, nell’area più inquinata della città


Time Sicilia

Il tutto tra le proteste dei residenti, che non sono affatto felici del caos che un luna park comporterà. Ninni Terminelli, orlandiano della prima ora, annuncia una “lotta durissima” contro la scelta del Comune. Appassionato il dibattito su facebook. Peccato che nessuno ponga il problema dell’inquinamento. La Circonvallazione, infatti, è un’area molto inquinata dagli scarichi delle automobili

Se il fallimento quasi integrale dell’urbanistica ha un nome, ebbene, Palermo è il primo nome che viene subito a tiro. Non è solo il cemento degli anni del ‘Sacco edilizio’, ma anche il presente fatto di degrado. La fine ingloriosa della Vucciria – il mercato storico immortalato da Renato Guttuso in un quadro famoso – è storia di questi anni. Come la crisi del mercato storico di Ballarò. Come le discariche a cielo aperto lungo il percorso arabo-normanno. In questo filone si inserisce il luna park in piazza Giotto.

Già piazza Giotto è un esempio di iper-fallimento dell’urbanistica in salsa panormita: un mega parcheggio con fermate degli autobus a due passi dalla Circonvallazione della città, ovvero nella zona più inquinata dal traffico automobilistico. Il tutto senza un albero. Con il sole di Palermo, in estate, non si resiste. Chi ha pensato una soluzione così ‘intelligente’?

Ma questo non basta. Ecco la novità dei ‘geni’ del Comune di Palermo che hanno vinto le elezioni comunali dello scorso 11 giugno Iddio solo sa come (COME LO POTETE LEGGERE QUI): il progetto per il già citato luna park.

Un Luna Park, per definizione, richiama i bambini. Dovrebbe essere un posto ricco di verde e di aria pura. Invece, come abbiamo già accennato, è l’esatto contrario: niente verde e tanto inquinamento!

Non solo. Piazza Giotto è una zona densamente abitata. E chi vive lì già si prefigura il caos e problemi per i residenti. Tra questi c’è Ninni Terminelli, tra i fondatori della Rete di Leoluca Orlando nei primi anni ’90 del secolo passato, più volte consigliere comunale in ‘bilico’ tra orlandiani e PD.

A Terminelli, che nella vita fa l’avvocato, il luna park sotto casa non va proprio giù. E sulla sua pagina fecebook scrive:

“Mentre riceviamo rassicurazioni, nell’area in questione continuano i preparativi e oggi è arrivato un inequivocabile pezzo da luna park. Sappia il Comune che sarà lotta durissima!
Queste iniziative non possono svolgersi a distanze così ravvicinate dai palazzi e già l’anno scorso abbiamo dovuto subire una condizione di assoluta invivibilità sulla nostra pelle. Sia chiaro che non abbiamo nulla contro chi lavora in questo ambito, ma sul banco degli imputati va l’amministrazione che ha il dovere di individuare le aree più idonee. Siamo pronti ad avviare la raccolta di firme ed ogni altra forma di protesta. Chiediamo rispetto!”.

Tra i mi piace al post di Terminelli c’è quello di Aurelio Scavone, altro orlandiano di ferro, oggi candidato alle elezioni regionali in appoggio al candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra, Fabrizio Micari.

Il dibattito sulla pagina di Terminelli è appassionato. Ecco alcuni passaggi:

Fabio Cocchiara: “Avete voluto Ollanno? Annacativillu!”.

Risponde Terminelli: “Votare con convinzione per un candidato sindaco non significa non esprimere critiche. Io sono amico e sostengo questa amministrazione, ma questo non mi impedisce di esprimere forte dissenso per le cose non condivisibili. Si chiama libertà di pensiero”.

Francesca Bellia: “Sai quanto ti stimo … so quanto sei amico e quanto sostegno a questa amministrazione, ma so anche che questo si chiama sputtanamento! Non mi piace”.

Placido Dino Galletta: “Io sono pronto ad aiutarti nella raccolta e ad usare ogni mezzo lecito per fare rispettare i nostri diritti!”.

Arrivano tanti plausi all’iniziativa.

C’è chi vorrebbe iniziative più concrete. Come Marianna Mistretta: “Una cosa incivile. Tra l’altro per una durata di circa tre mesi. Anche se non abito proprio vicino sono del quartiere per cui se posso essere utile sono disponibile. L’area andrebbe occupata, visto che le proteste civili non hanno esito”.

Massimo Caracciolo solidarizza, ma sembra rassegnato: “Ti capisco caro Ninni e sono con te.
Non capisco però che intendi per lotta durissima! Quando l’interlocutore è sordo non c’è lotta che tenga”.

Si inserisce il presidente del Consiglio di Circoscrizione, Marco Frasca Polara, un colpo al cerchio e uno alla botte: “Ninni, sono.stato sui luoghi. Lo spiazzo comunale è libero da giostre e altro. Purtroppo l’area privata no. Si farà tutto il possibile affinché non venga rilasciata alcuna autorizzazione nell’area comunale, oggi denominata via Michele Pantaleone, e capire se viene rilasciata un’autorizzazione in deroga per quanto riguarda i rumori”. Poi aggiunge: “Siccome le pressioni sono forti, ben vengano raccolte di firme da parte dei residenti”.

Salvatore Scalia si rivolge al presidente della Circoscrizione, il già citato Marco Frasca Polara:

“Gentile presidente, nel 1999 furono votate le Circoscrizioni, che servivano a evitare che tutte le condizioni di vivibilità, di servizi e altro venissero gestite da questo organo istituzionale, affinché venisse resa più attenzione nei confronti dei cittadini, proprio per evitare che tutto ricadesse sull’amministrazione e sul Consiglio comunale. Se ha oggi tutto ciò non avviene mi chiedo, visto che lei, per la seconda volta, svolge il mandato di presidente, che senso ha mantenere questo organo che non riesce ha svolgere le funzioni che dovrebbero essere di competenza (della Circoscrizione?”.

C’è anche chi è favorevole: è il caso di Sasà Taibbi: “Scusate, ma non credo che un luna park possa fare del male a nessuno residenti compresi. Tanta gente lavora in quel settore e sicuramente chissà che investimenti avrà fatto augurandosi di riuscire a recuperare e guadagnare. Credo che al massimo quel luna park andrà avanti fino ai primi giorni del nuovo anno e sono convinto che, se tutti avessimo un po’ più di tolleranza cercando di far finta di nulla per far sì che quelle attività possano continuare il loro lavoro, sarebbe la giusta strada e poi la baldoria di situazioni allegre come queste sono solo una cosa positiva che porta bene, a limite chiudiamo meglio le imposte e sentiremo meno questa pseudo baldoria”.

Non la pensa così Anna Geraci: “Secondo me, lei non sa di cosa stiamo parlando! Il tormentone estivo 2017 sarà piazzato sotto i nostri balconi dal tardo pomeriggio a notte fonda a volumi ESAGERATI … di quale tolleranza parliamo?”.

Ninni Terminelli precisa: “Sig. Taibi, nessuno mette in discussione queste attività. Vanno individuate le aree più idonee per chi svolge questa professione  e per i cittadini, trovando le migliori soluzioni. Non è così difficile”.

Aggiunge Francesco Bruno: “Sig. Taibi, lei avrebbe ragione se questa situazione fosse un weekend, una volta a settimana (non scordiamo che nella stessa piazza il sabato mattina c’è il mercatino). Ma lei si immagina che per due mesi e mezzo i residenti non hanno possibilità di parcheggiare, che hanno le giostre ad altissimo volume quasi dentro casa (in linea d’aria io sto a 300 metri circa e si sente chiaramente)? Loro fanno il loro lavoro, ha ragione, ma i cittadini hanno bisogno del loro riposo. Qui significa che per 75 giorni un residente non è libero di poter dormire la notte, o di poterlo fare dopo le 2 di notte… e magari in tanti si svegliano alle 6 per sbarcare il lunario”.

Sonia Ghezzi non è contraria alle giostre: “Scusate se mi intrometto, ma vorrei farvi notare che le giostre in piazza Giotto ci sono sempre state, anche senza Orlando, quindi scusate non capisco il collegamento con Orlando, comunque vorrei capire perché gli altri anni non si è mai lamentato nessuno e adesso con l’avvicinarsi delle elezioni stiamo a guardare il pelo nell’uovo. Signori miei queste fiere danno la possibilità a chi non ne ha di un lavoro,ai palermitani di uscire di casa con i figli senza spendere un patrimonio e ad altri di sentire l’aria delle feste. Avete idea dei danni che potreste causare ai giostrai facendogli smontare tutto? Milioni. Un po’ di tolleranza dai”.

Arriva un post di Patrizia Livreri, docente presso la facoltà di Ingegneria di Palermo: “La soluzione per legge si chiama Piano Acustico. La città di Palermo lo ha? Qualcuno ha misurato i decibel dell’area urbana/parco?”.

Interviene Nazzareno Ciotti, giostraio: “Buongiorno, nutro tanta stima e rispetto nei suoi confronti, ma mi chiedo perché lei non rispetti il nostro lavoro pieno di sacrifici, infondo la nostra attività che è soltanto temporanea non crea tutti questi disagi che lei evidenzia, rispettiamo ormai da diversi anni il divieto di suonare, certo non possiamo il sabato che è l’unico giorno di maggiore affluenza far zittire le persone che vengono a divertirsi al parco giochi. Mi chiedo soltanto quando finirà la strumentalizzazione politica nelle varie campagne elettorali nei nostri riguardi. Siamo onesti lavoratori che paghiamo più di tutte le categorie il diritto al lavoro che dovrebbe essere sacrosanto. Vorrei anche significarle che la nostra area è stata diverse volte utilizzata a scopo benefico, dando la possibilità ai bambini più disagiati di passare qualche ora di divertimento totalmente a spese nostre. La invito pertanto a venirci a trovare per costatare quanto sia gioiosa e non fastidiosa la nostra attività commerciale. La ringrazio anticipatamente”.

Replica Terminelli: “Sig. Nazzareno Ciotti, verrò a trovarla volentieri. Ho espresso con molta chiarezza la questione, precisando che certamente non abbiamo nulla contro la sua e vostra attività che rappresenta una tradizione gioiosa, resa possibile da sacrifici e sforzi che sono chiari e visibili. Non esiste in alcun modo una questione politica, ma di vivibilità e lo scorso anno le assicuro che per noi residenti è stata dura in diverse giornate. Apprezzo i suoi toni e questo certamente facilita il confronto sul problema e mi auguro anche l’individuazione della migliore gestione. Dico infine che non è più rinviabile l’individuazione di aree più idonee da parte del Comune, tema centrale nella vicenda. Questa svolta determinerebbe la piena risoluzione del problema per gli operatori e per i residenti. Incontriamoci presto”.

Ritorna Sasà Taibbi: “Salve adesso che sono rientrato posso scrivere, Sono convinto sempre e comunque che un luna Park non faccia male a nessuno in ogni caso ho notato commenti assurdi, si parla di musica fino alle 2 del mattino quando l’ordinanza prevede e comunque mi pare sia stato rispettato il limite della mezzanotte, cosa che ho appurato l’anno scorso portando mio figlio ad ora tarda e già a mezzanotte di settimana non c’era più quasi nulla. Comunque inutile parlare con chi non ha sensibilità verso il prossimo perché tra dover appoggiare la causa delle orecchie disturbate e la causa di fare impresa e dare lavoro ed evitare il fallimento a degli imprenditori io personalmente tutelerei la seconda categoria. Ormai questa storia di Palermo che si lamenta di tutto ciò che fa movimento, musica, attrazione è cosa vecchia lo stesso capita durante la fiera del mediterraneo che i residenti vorrebbero abolire. Ma per cortesia un tempo i vecchi residenti della zona fiera, che avevano idee di altra epoca erano contenti di quello che si movimentava vicino le loro abitazioni, per loro era un appuntamento annuale di gioia, oggi i nuovi inquilini di quelle stesse zone fanno la guerra perché parlano sempre di dover dormire. Io rispetto chi vuole dormire ma se per un periodo una persona va a letto subito dopo la mezzanotte invece che come i nonnini prima delle 21 di certo non si muore. Comunque io se fate una raccolta firme per cambiare da capitale dei giovani a capitale dei vecchi ci sto, perché Palermo per alcuni dovrebbe essere solo quello, la città dei morti viventi. Ma uscite fuori anche voi e andate a divertirvi così la vita apparirà più leggera e sorridente, fate come fanno non distante da noi tipo a Catania, per non parlare di altre città d’Italia. Comunque da mie informazioni mi risulta che l’area in questione è privata e credo sia di proprietà degli stessi giostrai o di qualcuno di loro che organizza questo tipo di eventi, quindi non mi pare che il comune abbia assegnato nulla. L’unica soluzione è trovare un posto idoneo come quello già in uso e darlo in cambio gratuitamente a sti imprenditori che così potranno montare il loro parco divertimenti a favore di tutti i bambini della città e non solo, l’importante che non sia in qualche zona di estrema periferia dove non ci andrebbe nessuno se non i pochi abitanti del quartiere”.

Che dire? Senza entrare nel merito del caos e del rumore – anche se non possiamo non notare il buon senso della professoressa Patrizia Livreri – segnaliamo un elemento che, a nostro avviso, è tutt’altro che secondario e che sintetizziamo in una domanda:

è razionale piazzare un luna park in un’area fortemente inquinata dagli scarichi delle automobili?

E con quali mezzi i genitori accompagnerebbero i propri bambini al luna park? Supponiamo in auto, aumentando l’inquinamento…

Domanda al sindaco, agli assessori comunali e ai consiglieri comunali: avete introdotto la ZTL – così avete detto – per ridurre l’inquinamento in città e piazzate un luna park a due passi dalla Circonvallazione, cioè nella zona inquinata dai gas di scarico delle automobili?

 

 

 

30 ottobre 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo