Palermo: Orlando vuole ‘inghiottire’ il PD, ma alcuni dirigenti attaccano a testa bassa “chi vuole svendere il simbolo del Partito Democratico”

In un comunicato quattro esponenti del Partito Democratico – Antonio Ferrante, Carmelo Greco, Silvia Licata e Carmelo Greco – attaccano i dirigenti del Partito Democratico che vorrebbero “svendere il nostro simbolo per qualche poltrona”. Insomma, c’è anche una questione di dignità politica che dovrebbe impedire al partito che governa l’Italia e la Regione di cedere alle richieste del sindaco uscente di Palermo

In un comunicato quattro esponenti del Partito Democratico – Antonio Ferrante, Carmelo Greco, Silvia Licata e Carmelo Greco – attaccano i dirigenti del Partito Democratico che vorrebbero “svendere il nostro simbolo per qualche poltrona”. Insomma, c’è anche una questione di dignità politica che dovrebbe impedire al partito che governa l’Italia e la Regione di cedere alle richieste del sindaco uscente di Palermo

Infuria nel PD di Palermo il dibattito su come affrontare le elezioni comunali. Il sindaco uscente, Leoluca Orlando – che per cinque anni ha fatto tutto da solo, mettendo alla porta chi non la pensava come lui – in questi giorni di inizio di campagna elettorale ha scoperto una ‘unitaria’, vista sempre dalla sua angolazione politica: ‘lui’ è il centrosinistra e chi dice di stare nel centrosinistra deve non solo appoggiare la sua ricandidatura, ma deve fare quello che dice lui. E cosa dice Orlando? Dice che tutti i simboli dei partiti politici tradizionali debbono sparire. E il primo a sparire deve essere il simbolo del PD.

Insomma, la proposta del sindaco uscente è la seguente: il PD, se vuole appoggiare la sua ricandidatura, deve sparire. I candidati del Partito Democratico si debbono auto-proclamare non degni di presentarsi con il simbolo del proprio partito alle elezioni comunali della primavera prossima.

E’ accettabile, per il partito che – piaccia o no ad Orlando – governa l’Italia e la Regione siciliana nascondersi? Scrivono n un comunicato gli esponenti di Sicilia nel PD, Antonio Ferrante e Carmelo Greco, componenti della segreteria regionale, Silvia Licata, segretaria PD Agrigento e Maria Concetta Serse, componente direzione regionale:

“Il PD a Palermo, come nelle grandi città chiamate al voto nella prossima primavera, dovrà presentarsi con il proprio simbolo ed è un fatto grave che a propendere per soluzioni diverse siano illustri dirigenti nazionali nonché membri del governo. E’ tempo che la base del PD, palermitano e non solo, difenda il proprio impegno e la propria dignità verso coloro che, dopo averci condotto a sconfitte umilianti, hanno anche il coraggio di svendere il nostro simbolo in cambio di qualche poltrona”.

Sebra un po’ incredibile, ma ci sarebbero dirigenti del PD che, pur di accontentare Orlando – che evidentemente viene visto come un possibile candidato vincente – sarebbero disposti a sacrificare il simbolo del partito. E per che cosa, poi? Per “qualche poltrona”, come scrivono gli stessi dirigenti del partito Democratico che non ne vogliono sapere di genuflettersi ai voleri di Orlando.

Ma chi è che, nel PD di Palermo, sarebbe disposto a far sparire il simbolo del partito? Dal comunicato un’indicazione arriva: c’è, infatti, un riferimento a chi ha condotto il Partito Democratico “a sconfitte umilianti”.

E qui non è difficile individuare chi potrebbero essere i ‘geni’ che vorrebbero ‘inchinarsi’ a Orlando. Tra questi non possono on esserci coloro i quali occupano posti dirigenziali nel partito. E soprattutto chi negli ultimi tre anni, nel nome di Renzi, ha condizionato le scelte del PD in Sicilia.

Si sussurra, ad esempio, che tra coloro i quali sarebbero favorevoli ad ‘annacquare’ il PD nell’ultima avventura dell’orlandismo ci sarebbe anche il sottosegretario Davide Faraone, che dei renziani è stato ed è ancora il più importante rappresentante in Sicilia. Possibile?

Renziano è anche Carmelo Miceli, segretario del PD di Palermo, spesso critico nei confronti dell’Amministrazione Orlando.

Come si può notare, i ‘giochi’ – soprattutto quando c’è di mezzo Orlando, abituato a giocare su più ‘tavoli’, pronto sempre a scegliere la soluzione più conveniente – sono tutt’altro che semplici da decifrare.

“Confermiamo la fiducia nella commissione che sta costruendo il percorso verso le amministrative palermitane – dicono sempre Ferrante, Greco, Silvia Licata e Maria Concetta Serse – e che, siamo certi, saprà difendere il senso di appartenenza di tante donne e uomini che continuano a credere in noi e nel simbolo che racchiude i nostri valori. Ma è tempo di aprire una seria discussione sul nostro stare insieme a partire da nuove regole che aprano il PD ai circoli e ai tesserati e lo chiudano a chi vuole ridurre ad ascensore per raggiungere le poltrone di potere romane e siciliane”.

Siamo proprio curiosi di leggere una dichiarazione ufficiale di Faraone. Ma anche di sapere cosa pensano di questa storia il segretario regionale del PD siciliano, Fausto Raciti, il presidente della Regione, Rosario Crocetta (a quanto pare è per non associare il suo nome a Crocetta che gli orlandiani vogliono fare ‘sparire’ il simbolo del PD) e l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici (che in questo momento attraversa una fase orlandiana).

 

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