Palermo, i precari Ata della scuola vincono in Tribunale
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Palermo, i precari Ata della scuola vincono in Tribunale


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Soddisfazione viene espressa dal loro avvocato, Nadia Spallitta, che, pur essendo impegnata in campagna elettorale (è candidata alle elezioni politiche nella lista Liberi e Uguali), non ha certo abbandonato la professione. Quello degli Ata di Palermo è un caso unico in tutta l’Italia 

“Ritengo che in Sicilia il principale problema d’affrontare e risolvere sia quello occupazionale. Per questo non posso che essere soddisfatta per la decisione della Corte D’Appello di Palermo, che sia pure per vizi processuali, ha confermato, per altri 10 precari della scuola, la sentenza di primo grado che ne aveva sancito il diritto all’immissione al ruolo con decorrenza dal 2008, con riconoscimento anche della ricostruzione giuridica ed economica della carriera”.

Lo dice Nadia Spallitta che, pur essendo candidata alle elezioni politiche nel collegio Palermo-Bagheria nella lista Liberi e Uguali, non ha certo smesso di fare il proprio mestiere, cioè l’avvocato.

“Salgono quindi a trenta i lavoratori Ata, che da anni attendono questo momento fondamentale per immaginare una prospettiva di vita futura – sottolinea sempre Nadia Spallitta -. Per altri settanta lavoratori il successo è stato parziale, perché la Corte D’Appello ha comunque riconosciuto il diritto ai trattamenti economici differenziali e al risarcimento dei danni (circa trentamila euro per ogni ricorrente)”.

Il Miur, in altri termini – a fronte dell’accusa dei lavoratori, che lamentavano il ricorso abusivo a contratti a termine – è stato condannato a pagare una somma complessiva di circa due milioni e mezzo di euro.

“Un ristoro importante – dice sempre Nadia Spallitta – che non fermerà l’azione dei precari rivolta all’ottenimento anche dell’immissione in ruolo. Stiamo lavorando ad una azione di risarcimento danni nei confronti dei vertici degli uffici scolastici regionali e provinciali che, illegittimamente, hanno congelato le graduatorie ad esaurimento degli assistenti tecnici di Palermo e non hanno quindi consentito negli ultimi dieci anni alcuna immissione in ruolo. Si tratta di un caso unico in tutta Italia dove invece, in questi anni, il Miur ha proceduto con regolari assunzioni a tempo indeterminato”.

“E’ una evidente ed ingiustificabile disparità di trattamento – precisa l’avvocato – che ha ridotto un’intera categoria locale a vivere per anni una condizione di fragilità sociale ed economica, legata ad una condizione di precariato lavorativo peraltro illegittimo, perché si è in presenza di vincitori di concorso pubblico (che nelle altre parti di Italia in questi anni sono stati assunti) lesiva per la qualità della vita e per la dignità di questi lavoratori”.

“Nei prossimi giorni – conclude Nadia Spallitta – recupereremo con immediatezza le somme dovute dal Miur a questi ricorrenti, e agiremo in Cassazione anche per il riconoscimento del diritto al ruolo”.

26 febbraio 2018

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