Palermo, pronta una variante al Ppe per consentire la ‘colonizzazione’ commerciale del Centro storico
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Palermo, pronta una variante al Ppe per consentire la ‘colonizzazione’ commerciale del Centro storico


Time Sicilia

Dopo la ZTL, che negli ultimi anni ha messo in crisi le attività commerciali del Centro storico della città, con il nuovo Consiglio comunale – dove centrodestra e centrosinistra si danno la mano all’insegna del trasformismo del sindaco Leoluca Orlando – si prepara una variante urbanistica al vecchio Piano particolareggiato esecutivo (Ppe) che consentirà l’apertura di centri commerciali medi e grandi. La denuncia della coordinatrice dei Verdi della città, Nadia Spallitta 

Non sembra esserci pace per il Centro storico di Palermo. Dopo la ZTL e i problemi che ha provocato ai commercianti della parte antica della città si profila un’altra ‘operazione’: una variante urbanistica al Piano particolareggiato esecutivo (Ppe) che dovrebbe consentire l’apertura di strutture commerciali con un’estensione superiore a 200 metri quadrati: ovvero strutture commerciali medie e grandi.

Già, come abbiamo ricordato, il primo, durissimo colpo per i piccoli commercianti del Centro storico del capoluogo della Sicilia è arrivato nella passata consiliatura con la ZTL. Oggi c’è una nuova amministrazione (che poi è sempre la stessa, quella di Leoluca Orlando con in parte nuovi assessori) e un nuovo Consiglio comunale con una maggioranza di centrodestra (un centrodestra un po’ strano, in verità, visto che a vincere le elezioni dovrebbe essere stato il centrosinistra con il sindaco Leoluca Orlando).

Le recenti elezioni comunali di Palermo non sono state un esempio di linearità, se è vero che lo spoglio delle schede e la lettura dei verbali elettorali ha presentato più ombre che luci (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO DOVE SONO ALLEGATI ALTRI ARTICOLI SULLE ANOMALIE RISCONTRATE IN QUESTE ELEZIONI).

Da queste elezioni comunali piene di stranezze non possono che venire fuori iniziative ‘strane’: come la già citata proposta di variante a un Ppe che risale al 1993!

Insomma, uno dei primi atti importanti di questo nuovo Consiglio comunale è una manovra che, se attuata, rischia di “assestare un colpo definitivo alle piccoli negozi commerciali e artigianali della città”, come ci dice Nadia Spallitta, coordinatrice dei Verdi di Palermo.

“Io credo che la città debba tutelare i propri mercati storici – aggiunge Nadia Spallitta – non creare le condizioni economiche per farli definitivamente scomparire. Mi chiedo e chiedo: che modo di concepire il futuro urbanistico della città è mai questo? Il Piano regolatore generale (Prg) della città è scaduto, il Ppe risale al lontano 1993. Invece di pensare a una nuova pianificazione urbanistica, ovvero un nuovo Piano regolatore generale e a un nuovo Ppe si punta su una variante urbanistica per fare posto a medie e grandi strutture commerciali?”.

Il timore che che a Palermo si stiano gettando le basi per una ‘colonizzazione’ commerciale.

Non ci sarebbe da stupirsi: il Sud non ha più un proprio sistema creditizio di riferimento.

La realizzazione delle poche, grandi infrastrutture della nostra Isola – in assoluto, la più ‘colonizzata’ tra le Regioni del Mezzogiorno d’Italia – è stata affidata alle società che fanno capo alle ex Ferrovie dello Stato e all’ANAS, che, lungi dall’investire qui da noi fondi nazionali, hanno utilizzato a man bassa i fondi europei della Programmazione 2007-2013 destinati alla Sicilia!

I risultati della ‘colonizzazione’ delle società ex Ferrovie dello Stato e dell’ANAS sono sotto gli occhi di tutti: le ferrovie siciliane sono un delirio, idem per le autostrade e le strade gestite dall’ANA che cadono a pezzi.

Mentre le poche, grandi opere pubbliche stradali in corso di realizzazione in Sicilia sono ‘colonizzate’ dalla Lega delle Cooperative con i risultati che potete verificare in questo video di Salvatore ‘Totò’ Petrotto.  

Il cosiddetto Sovrambito idrico della Sicilia (dighe, condotte e potabilizzatori) è finito, in buona parte, a una società privata – Sicilacque – con la scusa che avrebbe rimesso a nuovo le infrastrutture. Cosa che non solo non è avvenuta, ma le poche cose fatte sono state fatte, anche in questo caso, con i fondi europei destinati alla Sicilia!

La Regione siciliana, con Renzi al potere, è stata di fatto commissariata sotto il profilo economico e finanziario con l’arrivo dell’assessore-commissario, Alessandro Baccei. I danni prodotti dalla gestione Baccei sono sotto gli occhi di tutti.

Ora è arrivato il momento di completare la ‘colonizzazione’ del commercio. Le attività commerciali dell’Isola scontano già una capillare quanto irrazionale presenza della Grande distribuzione organizzata che, per il 90% dei casi, commercializza prodotti non siciliani, a cominciare dall’agroalimentare.

Il paradosso della ‘colonizzazione’ agroalimentare ai cui è sottoposta la Sicilia lo si può riscontrare in alcuni centri commerciali di Palermo, dove si vende pasta prodotta con due varietà di grani antichi della Sicilia: la Tumminìa (o Timilia) e Senatore Cappelli.

Ebbene, invece di valorizzare la pasta artigianale prodotta dalle piccole aziende artigianali siciliane con queste due varietà di grani antichi, sugli scaffali di alcuni centri commerciali di Palermo si vende la pasta fatta sì (almeno così c’è scritto nelle etichette) con queste due cultivar storiche di grano duro della Sicilia, ma prodotta in Lombardia e in Piemonte!

Questa è il risultato ottenuto dalla classe politica siciliana di centrodestra e di centrosinistra: politici ‘ascari’ che, invece di lavorare per valorizzare i prodotti dell’agricoltura siciliana, tutelano le proprio poltrone svendendo anche i ‘gioielli’ della granicoltura della nostra Isola!

Ora arriva la proposta di variante urbanistica per consentire al Centro storico di Palermo di ospitare strutture commerciali medie e grandi:

“E a me questa proposta mi sembra folle – ci dice ancora la coordinatrice dei Verdi cittadini -. Dov’è l’analisi economica a monte di questa proposta? Chi sono gli urbanisti e gli economisti che hanno programmato l’arrivo di queste medie e grandi strutture commerciali nel Centro storico di Palermo? Che fine faranno i mercati storici della città?”.

Già il primo mercato storico della città di Palermo – la Vucciria – di fatto non c’è più. A far morire questo pezzo di storia del capoluogo siciliano immortalato da un celebre dipinto di Renato Guttuso hanno pensato le amministrazioni di Leoluca Orlando degli anni ’90 del secolo passato (centrosinistra), i dieci anni di amministrazioni comunali di centrodestra (Diego Cammarata) e, negli ultimi cinque anni di nuovo l’amministrazione comunale di Orlando, tra assenza di parcheggi, ZTL e balzelli vari.

Di fatto, l’amministrazione Orlando degli ultimi cinque anni ha fatto di più: ha messo in difficoltà i commercianti di via Roma e, adesso, prepara la novità: la già citata variante urbanistica in salsa commerciale…

Dice ancora Nadia Spallitta, che è già pronta a dare battaglia:

“Sono contraria alle varianti fuori dalla programmazione urbanistica e quindi senza, a monte, un’analisi economica. E poi vorrei una domanda agli attuali amministratori comunali: chi l’ha detto che il Centro storico si rilancia con la presenza di medie e grandi strutture commerciali?”.

Foto tratta da palermowebhouse.altervista.org

 

 

 

19 agosto 2017

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TimeSicilia


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