Palermo: a scuola senza preghiere. A questo punto perché non aboliamo anche la Santa Messa?
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Palermo: a scuola senza preghiere. A questo punto perché non aboliamo anche la Santa Messa?


Time Sicilia

Se ci riflettiamo a Palermo c’è ancora un sacco di gente che la mattina, prima di cominciare la giornata, si attarda nelle chiese per ascoltare la Santa Messa. E alcuni, addirittura!, si comunicano. Per non parlare della domenica, quando le chiese si riempono, urtando la sensibilità dei non credenti. E allora? Basta Sante Messe. Nelle chiese mettiamo i migranti, così la Chiesa di Papa Francesco, oltre a predicare l’accoglienza, può iniziare anche a praticarla…

“Non ho parole. Da quando il parere dell’Avvocatura dello Stato fa giurisprudenza?”.

Se lo chiede e lo chiede l’avvocato Stefano Giordano nel commentare la decisione adottata dal dirigente scolastico della scuola elementare ‘Ragusa Moleti’ di Palermo, Nicolò La Rocca, di non far recitare le preghiere ai bambini.

“Il dirigente – leggiamo in un articolo de La Repubblica edizione di Palermo – ha diramato una circolare che impedisce agli insegnanti di fare recitare le preghierine ai bambini nell’ora della merenda e persino durante l’ora di religione. Il dirigente ha fatto rimuovere dalla scuola una statuetta della Madonna e alcune immagini, come quella di Papa Francesco. I plessi della ‘Ragusa Moleti’ sono tre, la centrale e due sedi succursali: Sunseri ed ex Pestalozzi”.

“Ci sarebbe nella nostra scuola – si legge nella circolare firmata dal dirigente scolastico – l’usanza, da parte di alcuni docenti, di far pregare i bambini prima dell’inizio delle lezioni e/o di far intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda”.

In effetti, il dirigente di questa scuola elementare ha ragione. Cos’è ‘sta preghiera in classe? L’Italia è forse un Paese di tradizioni cattoliche? Non siamo sempre stati tutti atei e lettori assidui di Bakunin?

La religione, come diceva Carlo Marx non è forse l’oppio dei popoli?

Tra l’altro, dobbiamo anche riflettere sulla parte “giuridica” del no al segno della croce:

“Considerando il parere dell’Avvocatura dello Stato dell’8 gennaio del 2009, allegato alla nota del gabinetto del Miur del 29 gennaio 2009 – scrive il dirigente scolastico della scuola elementare di Palermo – è da escludere la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l’orario scolastico o durante l’ora di religione cattolica, atteso il carattere culturale di tale insegnamento”.

Infatti: fra le “tradizioni culturali italiane” rientra forse la cultura cattolica?

A questo punto ci aspettiamo che il Comune di Palermo, che negli ultimi anni ha sempre dimostrato grande apertura verso il ‘mondialismo apolide’, metta finalmente ordine in città.

Perché – magari non ci crederete ma è così – a Palermo (e abbiamo il sospetto che ciò avvenga anche in altre città italiane) c’è ancora tanta gente che la mattina, prima di recarsi al lavoro, ha la ‘pessima’ abitudine di andare ad ascoltare la Santa Messa e, addirittura!, di comunicarsi. Che ‘orrore’!

Per non parlare di quello che succede la domenica, quando il numero di persone che si catapulta nelle chiese per seguire la Santa Messa aumenta, offendendo la sensibilità dei tanti stranieri che arrivano a Palermo dall’universo mondo e che, giustamente, non sono cattolici.

Ma stiamo scherzando: continuare con le nostre tradizioni culturali invece di genufletterci al nuovo che arriva?

Allora, visto che sta arrivando il Natale, per non ‘urtare’ la sensibilità degli stranieri che vivono a Palermo potremmo benissimo decidere di abolire i presepi. E, magari, di abolire pure le Sante Messe.

Basta con ‘ste preghiere, con ‘ste confessioni, con le ostie, con il fastidioso suono delle campane (Nel Bell’Antonio di Vitaliano Brancati le campane delle chiese vengono trattate per come meritano: tiè!).

Insomma, ancora con ‘ste fesserie dobbiamo andare avanti mentre il mondo cambia proponendoci i buoni frutti del mondialismo capitalista delle multinazionali?

Basta: aboliamo anche le Sante Messe e non ne parliamo più.

E delle chiese che ne facciamo? Ci mettiamo i migranti, come ci esorta la Chiesa Papa Francesco, che finalmente, oltre a predicare l’accoglienza, almeno a Palermo, avrà modo di praticarla…

 

24 novembre 2017

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