Perché il ‘Capo’ di Cosa nostra non poteva non essere un palermitano
Editoriale

Perché il ‘Capo’ di Cosa nostra non poteva non essere un palermitano


Time Sicilia

Pippo Giordano, già Ispettore della Dia di Palermo, figura storica nella storia della lotta alla mafia (ha lavorato accanto a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninni Cassarà, Beppe Montana, grandi uomini che ha visto cadere ad uno ad uno per mano della mafia) in questo articolo racconta che, qualche anno fa, disse e scrisse che il nuovo Capo di Cosa nostra non poteva non essere palermitano. Il recente arresto di Settimo Mineo lo conferma  

Pippo Giordano (nella foto sotto)

L’arresto di Settimo Mineo e di altri presunti appartenenti a Cosa nostra palermitana rappresenta un successo che merita compiacimento verso l’Arma. Dalle notizie di stampa, si apprende che il Mineo sarebbe stato eletto a capo della Cosa nostra palermitana e che il gotha mafioso si sarebbe organizzato sulla falsa riga del periodo precedente all’avvento dei corleonesi di Totò Riina.

Se le indagini venissero confermate, avremmo una Cosa nostra di stampo arcaico, ove la leadership non sarebbe del solo appannaggio di un individuo, ma collegiali. Nel corso della mia attività registrai numerosi mal di pancia di uomini d’onore che mal sopportavano lo strapotere di Riina. E accusavano apertamente Michele Greco di aver permesso ai corleonesi di conquistare manu militare il territorio.

La “discesa” dei viddani sconquassò letteralmente Cosa nostra, modellandola a piacimento di Riina sino a diventare, quest’ultimo, padrone assoluto non solo dell’organizzazione criminale, ma anche della vita e della morte di coloro che non vollero allinearsi, definiti con disprezzo “scappati”.

Lo stesso Riina veniva definito da alcuni mafiosi il “tragiriaturi” per eccellenza, giacché ordinava omicidi e faceva ricadere le colpe su altri.

Insomma il trapasso di poteri da Michele Greco detto il “Papa” a ‘u Curtu di Corleone non fu indolore. Tant’è che un fiume di sangue fu versato, non solo tra i sodali, ma anche da uomini delle istituzioni che si erano opposti all’egemonia corleonese.

Io fui testimone del cambiamento e ne colsi lagnanze e sfoghi di uomini d’onore che mal digerivano lo strapotere di Riina. Qualcuno pagò con la vita, proprio per opporsi ai voleri del nuovo Capo dei Capi, ovvero Salvatore Riina.

Fu per le mie informazioni raccolte dopo anni di lavoro che alcuni anni fa scrissi pubblicamente che il il nuovo capo di Cosa nostra non poteva non essere un “palermitano”. Infatti, gli uomini di Cosa nostra, vista la gestione negativa, soprattutto stragista dei corleonesi, non avrebbero mai accettato che un non “palermitano” assumesse la carica di Capo di Cosa nostra dopo la morte di Riina.

Ritenni doveroso evidenziare la mia previsione in disaccordo coi tanti esperti antimafia, che assegnavano lo scettro di comando di Cosa nostra al latitante Matteo Messina Denaro, in luogo del carcerato Riina.

Quindi, dopo l’arresto di Settimo Mineo e considerato che viene indicato come nuovo “Capo”, le mie considerazioni sembrano trovare conferma.

Del resto, la necessità di oscurare l’era di Riina, trova agio sulla necessità di un ritorno al passato, ossia strutturare di nuovo Cosa nostra com’era nel periodo pre Riina. A mio modesto parere è una necessità fisiologica per consentire alla ‘Piovra’ di rigenerarsi adottando l’arcaica struttura.

Oggi più che mai i mafiosi sentono la necessità di prolungare la pax mafiosa, col fine di allungare i tentacoli su quel territorio marcatamente violentato dallo strapotere dei corleonesi. Ma non illudiamoci, la violenza è intrinseca nel ‘Dna’ dei mafiosi e, a seguito degli ultimi arresti, potrebbe sorgere la necessità di “aggiustamenti” (omicidi) verso coloro che in modo velleitario potrebbero forzare la pax per accaparrarsi la supremazia territoriale.

In ogni caso, sono convinto che il nuovo Capo sarà un “palermitano”, magari con capelli non canuti. Per concludere, suggerirei di cercare Matteo Messina Denaro, non solo a Palermo ma nell’hinterland palermitano.

6 dicembre 2018

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