Perché se ii 15 Paesi europei non c’è l’obbligo per alcun vaccino da noi sono stati resi obbligatori?
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Perché se ii 15 Paesi europei non c’è l’obbligo per alcun vaccino da noi sono stati resi obbligatori?


Time Sicilia

L’obbligo dei vaccini introdotto in Italia per tutti i ragazzi è un problema legato a rischi di salute? E perché a correre tali rischi è solo l’Italia, dal momento che in 15 Paesi europei tale obbligo non c’è? Ci stanno nascondendo qualcosa? L’intervento dell’Anief, che denuncia un possibile caos nelle scuole: “Perché si assegna alla scuola una competenza di carattere sanitario?”

Il Governo nazionale ha varato il Decreto per rendere obbligatori i vaccini per bambini. Ma, a quanto si capisce, si tratta di un provvedimento confuso e confusionario. Di fatto, il Ministero della Salute sta scaricando l’applicazione di questo Decreto sulla scuola, sulla strutture sanitarie (in Sicilia dovrebbero occuparsene le ASP, sigla che sta per Aziende Sanitarie Provinciali) e, forse, anche sui Tribunali minorili.

Insomma, c’è da vaccinare 800 mila ragazzi prima dell’avvio del nuovo anno scolastico e il caos si annuncia sovrano. Per non parlare del problema legato alla sicurezza dei vaccini che – lo ricordiamo – in Italia non li prepara lo Stato, ma le multinazionali che, per abbattere i costi, ne combinano di tutti i colori.

Va detto che la vaccinazione è importante: senza i vaccini non si va da nessuna parte. Ma bisogna capire il perché in Italia si sta introducendo l’obbligo per i vaccini quando in altri Paesi europei non c’è alcun obbligo. Per la cronaca, Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito non hanno adottato obblighi per alcun vaccino.

Sono Paesi che mettono a rischio  la salute dei ragazzi? Oppure sono Paesi dove le multinazionali farmaceutiche non sono riusciti a imporre il proprio strapotere?

O forse, in Italia, ci stanno nascondendo qualcosa?

Sui ragazzi da vaccinare con il coinvolgimento delle scuole – e con i problemi che questo può creare – interviene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.

Pacifico commenta le stime fornite dalla stampa nazionale sui giovanissimi da vaccinare in tempi ristretti, “con Scuole, Asl (cioè strutture sanitarie pubbliche ndr) e forse anche Tribunali minorili investiti da una pioggia di casi da risolvere rapidamente per rendere operativo il Decreto legge approvato venerdì scorso”.

Un provvedimento che, secondo l’Anief, “produrrà i suoi effetti già dall’anno scolastico 2017-2018’: si vuole obbligare la famiglia del bambino a procedere con la vaccinazione in tenera età; poi però il richiamo vaccinale, che i medici reputano altrettanto indispensabile, non è più cogente. Per noi – commenta Pacifico – è una palese contraddizione.

Inoltre, perché si assegna alla scuola una competenza di carattere sanitario? E come si fa con i tanti alunni che per vari motivi, quasi sempre di salute, sono costretti a stare a casa o in ospedale?”.

Ma non sono solo queste le domande. Con riferimento alla Sicilia, dove sbarcano a ritmo continuo minori extracomunitari, come ci si deve orientare?

22 maggio 2017

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TimeSicilia


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