Perché il Presidente Mattarella ha fatto bene a firmare la legge elettorale
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Perché il Presidente Mattarella ha fatto bene a firmare la legge elettorale


Giulio Ambrosetti

Non spetta al capo dello Stato decidere sull’incostituzionalità di una legge. A meno che non ci siano elementi incostituzionali eclatanti. E non ci sembra il caso del cosiddetto Rosatellum. Che rimane una pessima legge elettorale pensata da Renzi e Berlusconi contro il Movimento 5 Stelle. Ma l’ultima parola, alle elezioni, la pronunciano gli elettori e non il PD e l’ex Cavaliere

Una premessa: a noi la nuova legge elettorale per Camera e Senato – il cosiddetto Rosatellum – non piace affatto. Non tanto perché potrebbe presentare elementi di incostituzionalità (sui quali, là dove dovessero essere contestati, si pronuncerà la Corte Costituzionale), quanto perché è una legge che Renzi e Berlusconi hanno concordato contro il Movimento 5 Stelle. E in politica, di solito, tutto quello che viene fatto ‘contro’, quasi mai sortisce effetti positivi.

Detto questo, ci sembrano ingenerose le critiche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha firmato la legge. Proviamo a illustrare il perché.

Intanto non tocca al capo dello Stato pronunciarsi sull’eventuale incostituzionalità di una legge, a meno che tale incostituzionalità non sia evidente. Se dobbiamo essere onesti,  dobbiamo riconoscere che il punto centrale della nuova legge elettorale – e cioè la possibilità, per gli elettori, di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento – è stato in parte rispettato.

In parte, certo: perché se è vero che con l’uninominale gli elettori sceglieranno i propri rappresentanti, è anche vero che una quota di parlamentari ‘nominati’, grazie alle solite liste bloccate, è rimasta.

Non siamo costituzionalisti e non siamo nelle condizioni di affermare se tale legge rispetti alla lettera la Costituzione. Come abbiamo già accennato, se ci saranno ricorsi, sarà la Consulta a pronunciarsi.

Noi, per onestà intellettuale, dobbiamo ammettere che l’uninominale – che l’Italia ha già sperimentato con la legge elettorale detta Mattarellum – ripristina il rapporto diretto tra corpo elettorale ed eletti.

Insomma, il Presidente Mattarella non poteva non firmare la legge elettorale. 

Firmando la nuova legge elettorale, il capo dello Stato ha messo tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – davanti alle proprie responsabilità. Ora non ci sono più alibi.

Tra l’altro, il capo dello Stato ha dimostrato non soltanto di essere autonomo dal segretario nazionale del PD, ma anche di bloccare certe intemperanze dello stesso Renzi.

Non dobbiamo dimenticare che appena qualche settimana fa Renzi ha provato a mettere il naso nella Banca d’Italia, provando con una forzatura a sostituire il governatore Ignazio Visco.

Attenzione: a nostro avviso è giusto che la politica intervenga sulla Banca d’Italia: ma non con i modi spicci di Renzi. In questo delicato passaggio politico il Presidente Mattarella ha mostrato polso: ha bloccato la richiesta di Renzi e ha dato la copertura politica all’attuale capo del Governo, Paolo Gentiloni, che la lasciato al proprio posto il governatore di Bankitalia, Visco.

Un intervento deciso, quello di Mattarella. Che ha bloccato Renzi e la sua proverbiale arroganza.

E la legge elettorale? A noi, come già sottolineato, il Rosatellum non piace. Ma non possiamo negare che, senza questa nuova legge elettorale, il nostro Paese, nella primavera prossima, sarebbe andato al voto nel caos. Bene ha fatto il Presidente Mattarella a sollecitare il Parlamento ad approvare una nuova legge elettorale.

Certo, Renzi e Berlusconi – dicono in tanti – hanno ‘costruito’ una legge elettorale che li favorisce. Senza entrale nel merito di questa legge, diciamo che questa tesi ci convince fino a un certo punto.

Perché se è vero che, almeno sulla carta, circa ottanta collegi dell’uninominale, nel Nord Italia, dovrebbero favorire il centrodestra (a nostro modesto avviso favoriranno più la Lega che Forza Italia), non è affatto detto che il PD recuperi con la parte non uninominale della legge.

Quello che vogliamo dire è che, alle elezioni, a decidere sono gli elettori. Le leggi elettorali possono mitigare certi effetti e, se portare alle estreme conseguenze, possono consentire a minoranze di governare un Paese.

Ma se al momento del voto si formerà una ‘valanga elettorale’, il Rosatellum potrà fare poco. In altre parole, se gli elettori italiani decideranno di dire basta a Renzi e Berlusconi, la legge elettorale, pur piegata in parte a interessi di alcuni soggetti politici, potrà fare poco.

Vediamo come voteranno domenica prossima i siciliani. Di solito, la Sicilia è una buona cartina al tornasole: nel senso che i grandi cambiamenti politici, nella storia della Repubblica italiana, sono iniziati nella nostra Isola.

Se i siciliani daranno un messaggio di cambiamento, le alchimie del Rosatellum non cambieranno il corso delle cose.

4 novembre 2017

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GiulioAmbrosetti


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