Petrolieri all’assalto del mare con le ‘bombe air gun’ pagando appena 6 centesimi di euro ad ogni siciliano!
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Petrolieri all’assalto del mare con le ‘bombe air gun’ pagando appena 6 centesimi di euro ad ogni siciliano!


Time Sicilia

Queste, a giudicare dai dati ufficiali, sono le royalties che i petrolieri che ‘scorrazzano’ nel mare della Sicilia hanno pagato, nel 2017, alla Regione siciliana. La denuncia del Comitato ‘Stoppa la Piattaforma’ dell’ingegnere mario Di Giovanna e l’interpellanza dei grillini al Governo regionale. Che farà il presidente Nello Musumeci?

Scrive su facebook Mario Di Giovanna, un ingegnere che segue l’incredibile storia delle trivelle che ‘scorrazzano’ nel Mediterraneo alla ricerca di idrocarburo dopo i permessi avallati dal Governo di Matteo Renzi, tra le proteste delle Regioni (ad eccezione della Regione siciliana retta, all’epoca dei fatti, dal Governo regionale targato PD-centrosinistra):

“L’allarme lanciato dal Comitato Stoppa la Piattaforma per le nuove istanze di ricerca di idrocarburi in mare nel golfo di Gela e Licata è stato prontamente raccolto dal gruppo parlamentare M5S all’Ard con un’interpellanza urgente rivolta al Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, al fine di capire se gli uffici regionali si sono opposti nei termini fissati dalla legge a questo ennesimo progetto di ricerca e per chiedere l’indirizzo politico del Governo regionale sulle trivellazioni. Si opporranno all’industrializzazione del nostro Canale di Sicilia? Continueranno a rischiare il nostro ambiente e la nostra economia per un piatto di lenticchie?”.

Dall’interpellanza presentata dei deputati del Movimento 5 Stelle che fanno parte della Commissione Ambiente del Parlamento dell’Isola leggiamo una notizia che ha dell’incredibile:

“Musumeci non prosegua la svendita avviata da Crocetta. Il progetto ENI è disarmante, tra l’altro la Sicilia riceve meno di 300 mila euro l’anno di royalties, praticamente un piatto di lenticchie”.

Possibile che il passato Governo regionale, per far ‘bucherellare’ il mare della Sicilia, abbia previsto introiti per appena 300 mila euro? Questa è la cifra ufficiale che viene fuori dai conti della Regione.

Dicono i deputati del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, Stefania Campo, Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola e Matteo Mangiacavallo:

“Esplosioni in mare per la ricerca di idrocarburi nel Canale di Sicilia davanti alle coste tra Gela e Licata. Musumeci non prosegua la svendita della Sicilia ai petrolieri per un piatto di lenticchie e neghi le autorizzazioni”.

I parlamentari grillini hanno accolto l’appello di cittadini e dell’associazione Stoppa la Piattaforma, con in testa l’ingegnere Mario Di Giovanna, e hanno depositato interpellanza urgente con la quale si chiede al Governo Musumeci se ha intenzione di opporsi all’istanza dell’ENI.

“La nuova istanza presentata dalla ENI Divisione Exploration & Production – spiegano i deputati – ha riattivato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale lo scorso 29 Novembre. Il programma dei lavori mette i brividi: si prevedono infatti l’acquisizione di circa 120 Kmq nel golfo di Licata e Gela di sismica 3D attraverso la tecnica dell’air gun, una serie di esplosioni in mare che hanno effetti devastanti nella delicata flora e fauna marina, ed una fase finale con la perforazione di un pozzo esplorativo. Il tutto finalizzato alla ricerca di gas e petrolio in mare. Quest’ultima istanza è l’ultima di una lunga serie che a vario titolo sono state richieste ed in molti casi ottenute nel Canale di Sicilia”.

Si tratta di permessi di ricerca di idrocarburi “che rischiano, in caso di incidente rilevante, di distruggere l’ambiente e l’economia siciliana”.

I parlamentari grillini si soffermano sulle “ricadute economiche per la Regione siciliana… praticamente nulle”.

Sembra incredibile: le royalty pagate alla nostra Regione per tutte le piattaforme attive nel Canale di Sicilia nel 2017 sono ammontate a soli 296.347,75 euro, meno di 6 centesimi di euro a siciliano, per mettere a rischio di disastro ambientale un’intera Regione”.

“Con la nostra interpellanza – spiegano i deputati – chiediamo al Presidente Musumeci se, nei termini previsti dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che scadevano lo scorso 3 Febbraio, si è opposto a questo ennesimo progetto di ricerca e se, più in generale, vuole intraprendere un’opposizione politica e legale contro lo sfruttamento petrolifero ed industriale del Canale di Sicilia oggetto di numerosissime istanze e permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare”

E, ancora, se il Governo Musumeci “vuole, come il passato presidente Crocetta, svendere il nostro mare e mettere a rischio il nostro ambiente e la nostra economia per pochi centesimi di euro a siciliano”.

21 febbraio 2018

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