Più di 730mila Siciliani all’estero, record per il Sud: ma la CEI conosce la questione meridionale?

Nel rapporto della Conferenza Episcopale sugli italiani residenti fuori dai confini nazionali, si pone l’accento su tanti aspetti del fenomeno, tranne uno. Anche il presidente Mattarella dimentica di citarlo. Eppure, i numeri parlano chiarissimo…

Conceptual image of national flags of different countries on suitcase representing global business travel

Le notizie nude e crude che troviamo nel rapporto ‘Italiani all’estero’, presentato oggi da Migrantes, la Fondazione della Conferenza Episcopale Italiana, sono tre:

1) aumenta il numero di italiani che lasciano il Paese per andare a vivere all’estero. Sono 4,8 milioni. Circa 110 mila se ne sono andati soltanto nell’ultimo anno; in dieci anni si è registrato un aumento del 54,9%  di iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero). 

2) La Sicilia con 730.189 persone costrette ad andarsene, resta la prima regione di origine degli italiani residenti all’estero. 

3) Il 51,4% di iscritti all’Aire è di origine meridionale:  dal Sud sono 1.560.542 e dalle Isole sono 822.810. Il 33,2% è partito dal Settentrione (Nord Ovest: 772.620 e Nord Est: 766.900) e il 15,4% è originario di una regione del Centro Italia (713.775)

Poi leggiamo anche che è in aumento soprattutto il numero dei migranti fra i 18 e i 34 anni e che l’anno scorso si è registrata “una certa dinamicità” delle regioni settentrionali, in particolare della Lombardia (+24mila) e del Veneto (+15mila). Una variazione maggiore di quella registrata in Sicilia (+15mila).

Poi leggiamo che le mete ‘preferite’ restano la Germania, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera, seguite da Brasile, Stati Uniti e Spagna.

Nel rapporto si leggono anche tante considerazioni sui giovani che scelgono di andare fuori (come i cosiddetti ‘Expat’, ovvero i ragazzi cresciuti secondo il modello dell’euro mobilità), sulle donne, i bambini, gli anziani. E, poi, ancora, il ricordo delle onde migratorie del passato, i mestieri di oggi e quelli di ieri e così via (questo il link alla sintesi del rapporto). 

Davvero interessante. Tranne che per un particolare: nel rapporto manca una analisi del fenomeno più vistoso: la questione meridionale che emerge chiarissima: più della metà degli iscritti all’Aire è gente che è arrivata dal Sud. Per non parlare della questione siciliana: la Sicilia resta la prima regione per numero di emigrati. copettina-migrantes

Ora, è utile sapere che aumentano pure quelli che lasciano la Lombardia e soffermarsi su questo dato, ma il dramma dell’emigrazione di massa del Sud Italia che continua inarrestabile, ci sembrerebbe un pochino più urgente.

Vuoi vedere che i membri della Conferenza Episcopale italiana sono tutti nordici? E se così non è, sanno che esiste una questione meridionale? Difficile trovare ignoranza da quelle parti.

Nessun accenno, a quanto ci risulta, nemmeno negli interventi sfoggiati durante la presentazione del rapporto a Roma.

Pure il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che con una nota ha commentato il rapporto, si è scordato di citarla pur parlando di impoverimento della Patria:

“Il nostro Paese ha una storia antica di emigrazione. Una storia di sofferenze e di speranze. Una storia di riscatto sociale, di straordinarie affermazioni personali e collettive, ma anche di marginalità patite e di lacerazioni. Oggi – dice Mattarella- il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”.

Bravo Presidente, è vero. Raramente è una scelta.

Ma nel caso lo aveste dimenticato vi facciamo lo spelling del problema che non riuscite a citare:

Q di Quarto

U di Udine

E di Empoli

S di Salerno

T di Torini

I di Imola

O di Otranto

N di Napoli

E di Enna

M di Milano

E di Eboli

R di Roma

I di Imperia

D di Domodossola

I di Ischia

O di Ostuni

N di Nuoro

A di Agrigento

L di Livorno

E di Empoli

Facile, no?

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