Politiche sociali, Di Cristina (M5S): “La legge nazionale si ispira a quella regionale, ma da noi resta teoria”

Dario Di Cristina, 38 anni, candidato al consiglio comunale di Palermo con il M5S: “Bisogna cambiare l’approccio culturale dinnanzi alle questioni sociali”

Sapete quale è il paradosso? Che la legge nazionale 328 del 2000- Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”- si ispira alla legge siciliana n. 22 del 1986. Siamo stati precursori, a livello legislativo, in campo di politiche sociali. Ma, nella pratica da noi restano praticamente inapplicate sia la legge 22 che la successiva legge nazionale”. A svelare l’ennesima contraddizione siciliana, è Dario Di Cristina, 38 anni, candidato al consiglio comunale di Palermo nella lista del Movimento 5 Stelle. Laureato in servizi sociali, specializzato in gestione dei servizi sociali e in psicologia, è dipendente della l’University of Pittsburgh Medical Center (che, insieme con la Regione gestisce l’Ismett di Palermo).

“Bisogna proprio cambiare l’approccio culturale alle politiche sociali. Non sono marginali, non sono interventi ai quali si può rinunciare dinnanzi ai primi problemi di bilancio. Al contrario, devono costituire la base di ogni società civile. E purtroppo non è così in Sicilia e non è così a Palermo” dice a timesicilia.

I problemi di risorse però restano. Anche se vincesse il M5Stelle, le casse del Comune di Palermo si troverebbero svuotate a causa dei tagli di trasferimenti regionali e statali.

“Ma è proprio questo il punto: non si possono sacrificare le politiche sociali. Sapete quante volte le persone ci dicono di non avere soldi per comprare le medicine?  Dovrebbero rivolgersi al comune, ma trovano le porte chiuse. Solo le Asl fanno la loro parte, ma non basta. Come Movimento 5 Stelle – dice Di Cristina- abbiamo proposto il reddito di cittadinanza basandoci su analisi precise. Le risorse si trovano tagliando gli sprechi che sono tantissimi. Quelle destinate a questo settore non devono neanche essere messe in discussione. E, invece,- continua- abbiamo assistito a tutto il contrario. Per l’amministrazione uscente sono state praticamente un optional. Ora, in campagna elettorale, Orlando parla di disability manager che è una nostra idea e di altri interventi. Ma dove è stato finora? Coma mai ci sono ancora 1400 e forse più famiglie in emergenza abitativa? E che dire di Ferrandelli? Non conosce il settore per niente. Ha detto, ad esempio, che vuole portare gli assistenti sociali nelle circoscrizioni. Peccato che è già cosi, è già previsto dalla normativa”.

“Il problema- aggiunge il candidato al Consiglio comunale- è semmai una riorganizzazione e un potenziamento delle piante organiche. Da quanto tempo non viene indetto un concorso per assistenti sociali? Chi gestisce questo settore? Sono pochissime le professionalità idonee. Ma è evidente che non si può scegliere una persona solo per l’appartenenza politica in un settore delicato come questo, servono professionisti. Ed è quello che faremo noi: affideremo a persone competenti la gestione dei servizi sociali che sono alla base, ripeto, di ogni società civile”.

Il modello da seguire per Di Cristina è il modello veneto: “Lì le aziende sanitarie si chiamano aziende socio-sanitarie. Significa che viene data una grande importanza ai compiti e alle politiche sociali, non solo sanitarie. E’ un approccio diverso. E, certamente, lì non vedremo mai disabili abbandonati o cittadini senza assistenza domiciliare, o ancora peggio, senza soldi per le medicine”.

“Il comune- chiosa il candidato pentastellato- è l’istituzione più vicina al territorio e deve esserlo sul serio. E può esserlo solo mettendo al centro le politiche sociali. Dialogando con le altre istituzioni e se il caso, battendo i pugni per avere quanto dovuto. Per le cose serie, insomma, non per interessi di partito”.

 

 

 

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