Presidente Musumeci, almeno evitiamo i tagli alle scuole elementari, che sono il futuro della Sicilia!
In Evidenza, News, Primo Piano

Presidente Musumeci, almeno evitiamo i tagli alle scuole elementari, che sono il futuro della Sicilia!


Time Sicilia

Il discorso è semplice: l’Unione Europea impone le politiche del rigore economico e finanziario, lo Stato taglia risorse alle Regioni e ai Comuni (le Province, di fatto, esistono solo sulla carta) e i cittadini pagano le conseguenze di tutto questo. Detto ciò, egregio signor presidente della Regione, dal disastro salviamo almeno le scuole, che sono il futuro della Sicilia. La Mozione del Movimento 5 Stelle all’Ars  

“In Sicilia il 24,8% dei bambini non va a scuola (+ 10,9% rispetto alla media del Sud Italia), il tempo pieno è attivo solo nell’8% delle scuole elementari, contro il 48% delle regioni del Nord e l’80% dei bimbi non usufruisce della mensa scolastica. Nell’Isola, poi, i piccoli alunni delle elementari frequentano in media, in cinque anni, 2.145 ore di scuola in meno rispetto ai loro coetanei del Centro Nord”.

L’analisi del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle su come in Sicilia viene gestita la scuola elementare è impietosa. Certo, grazie ai soldi che la Regione siciliana continua a regalare a Roma è inevitabile che qualcuno paghi alla fine il conto (dopo i due ‘Patti scellerati’ firmati nel 2014 e nel 2016 dal Governo regionale di Rosario Crocetta si sono aggiunti gli 800 milioni di euro di IVA regalati a Roma dal nuovo Governo regionale di Nello Musumeci e, ‘freschi fresche’, il miliardo e 300 milioni di euro regalati, sempre allo Stato, mantenendo ai massimi livelli le addizionali IRPEF e IRAP: IN CALCE GLI ARTICOLI CHE TRATTANO QUESTI ARGOMENTI).

Già è incredibile che, in Sicilia, a causa degli scippi finanziari romani, siano state abbandonate le strade provinciali, che siano a rischio gli edifici scolastici, che le Provincia siano sostanzialmente fallite, che i Comuni siano senza soldi e via continuano. Se poi aggiungiamo i disastri provocati dalla ‘Buona scuola’, la terribile riforma voluta dal Governo Renzi, la frittata è bell’e fatta!

Ma che si taglino risorse finanziarie anche alle scuole elementari – cioè al futuro della Sicilia – questo è veramente incredibile!   

“Gli alunni delle scuole primarie nell’Isola – prosegue il comunicato dei grillini dell’Ars – hanno assicurato durante l’anno scolastico appena 27 ore di scuola alla settimana, a differenza dei bimbi che frequentano le scuole elementari in altre Regioni italiane, dove con il tempo pieno hanno assicurate attività didattiche ed educative per 40 ore la settimana. Mancano gli insegnanti, costretti a trasferirsi al Nord e vittime dell’algoritmo de ‘La Buona scuola’, mentre gli organici del personale docente risultano sottodimensionati. Così come quello del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori scolastici, che stando ai dati diffusi dal ministero dell’Istruzioni, è di 402 unità, a fronte di una richiesta aggiuntiva di personale Ata pari a più del doppio”.

“Ma non è tutto – si legge sempre nel comunicato dei parlamentari del Movimento 5 Stelle a Sala d’Ercole – perché nell’Isola le scuole cadono a pezzi e le classi pollaio sono diventate quasi la normalità”.

“Il diritto allo studio in Sicilia è negato e sono preoccupanti le percentuali sulla dispersione scolastica. Gli edifici non sono sicuri, servono interventi di manutenzione ordinaria e non, mancano gli spazi adeguati”, dice la deputata regionale del M5S Angela Foti, che ha presentato una mozione per chiedere al Governo regionale di attivarsi anche in sede di conferenza Stato-Regioni per chiedere l’avvio del tempo pieno nelle scuole, di attuare un piano di azioni concrete e strutturate per arginare il fenomeno della dispersione scolastica.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono al Governo regionale di mettere in sicurezza gli edifici scolastici e di garantire il servizio di trasporto degli alunni.

“Questo dibattito – aggiunge Angela Foti – deve essere affrontato in aula all’Ars. Chiediamo al Governo di riferire in Parlamento sulle azioni che intende mettere in campo per garantire il diritto allo studio di bambini e ragazzi, se ci sono intenzioni concrete di pianificare in maniera rapida un piano di rientro per i nostri conterranei”.

La mozione prevede anche l’avvio di un’interlocuzione con il Miur, gli enti locali per l’avvio delle necessarie procedure a salvaguardia degli insegnanti siciliani “immobilizzati”, assunti cioè prima del 2014, e dei docenti “esiliati”, cioè collocati in province diverse dalla quelle residenza, vittime dell’algoritmo della riforma de La buona Scuola, per favorire e agevolare il ricongiungimento familiare.

La parlamentare del M5S chiede anche di “effettuare una rimodulazione dell’organico dell’autonomia degli istituti scolastici di ogni grado, affinché le dotazioni del personale risultino funzionali ai bisogni delle scuole dislocate sul territorio siciliano”, ascoltando anche i dirigenti scolastici, riadeguando le cattedre di organico di diritto e i posti di potenziamento ed avviando le procedure di stabilizzazione degli docenti, inclusi quelli di sostegno.

Infine, di “prevedere, in ragione del fabbisogno delle scuole siciliane, il rientro nell’Isola di tutti i docenti specializzati sul sostegno”.

26 gennaio 2018

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo