Presidente Musumeci: cosa avete combinato a Roma con l’IVA che spetta alla Regione siciliana?
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Presidente Musumeci: cosa avete combinato a Roma con l’IVA che spetta alla Regione siciliana?


Giulio Ambrosetti

Ce lo chiediamo dopo aver letto un articolo dettagliato del professore Massimo Costa, che non è soltanto il leader di ‘Siciliani Liberi’, ma è anche docente di Economia presso l’università di Palermo. Apprendiamo cose incredibili su un incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, al quale il presidente Musumeci non ha partecipato, delegando l’assessore Marco Falcone… 

Cos’hanno combinato con la questione finanziaria siciliana i nuovi ‘geni’ del Governo regionale di Nello Musumeci? Lo racconta il leader di Siciliani Liberi, Massimo Costa.

Un intervento da leggere attentamente, quello di Massimo Costa sul sito di Siciliani Liberi, che non è solo uno dei leader degli Indipendentisti siciliani, ma è anche docente ordinario di Economia presso l’università di Palermo.

“La storia che sto per raccontare – scrive il professore Costa – è quella di un vero e proprio crimine ai danni di un intero popolo. Sono conti e la terminologia può essere difficile. Cercherò di spiegarla il più facile possibile. Vi prego di seguirmi”.

“Con effetto retroattivo dall’1 gennaio 2017 – leggiamo nell’articolo – la Sicilia da ora in poi, in barba allo Statuto, regala all’Italia la cifra astronomica di 4,2 miliardi l’anno. Sì, avete letto bene: quattro virgola due miliardi l’anno! La stessa Sicilia dove non si riesce a fare la manutenzione alle strade, dove non si riesce a garantire l’assistenza ai disabili e dove non si riesce a finanziare una sanità degna di questo nome, dei Comuni tutti in dissesto. La stessa Sicilia da cui scappano migliaia di giovani ogni anno, regala il 5 % l’anno del proprio PIL all’Italia in cambio di niente”.

“Attenzione! – precisa il professore Costa – non sono ‘mancati trasferimenti dallo Stato’, sono proprio TASSE DEI SICILIANI, MATURATE IN SICILIA, E DIROTTATE A ROMA”.

“Vi prego di seguirmi – aggiunge – e siccome non spero troppo sul fatto che l’informazione ufficiale faccia girare la presente, vi prego di farla girare. Sul sito del Governo italiano è riportato che, con delibera del 18 dicembre u.s. sulla base di accordi fatti tra il ‘presidente’ Crocetta (Rosario Crocetta, ex presidente della Regione siciliana ndr), sotto dettatura di Baccei (Renzi/Gentiloni) e il Governo italiano (Alessandro Baccei, ex assessore-commissario della Regione siciliana per volere del PD di Renzi ndr), è stato approvato un decreto legislativo che riduce l’IVA spettante alla Regione – udite udite – dal 100 % che teoricamente le spetta, ai sensi dell’art. 36 dello Statuto, al 36,4 %”.

A questo punto arriva una spiegazione molto importante del professore Costa:

“Non è che oggi ci prendiamo il 100%. Attraverso sotterfugi che qui non posso riepilogare, lo Stato, violando lo Statuto, ne trattiene già circa il 50%. Ora, con questo accordo, la percentuale dello Stato sale dal 50 % circa (illegale) al 63,6 % (legalizzato, anche se sempre incostituzionale)”.

Tradotto: già lo Stato, con sotterfugi, si teneva una parte dell’IVA che spetta alla Sicilia; ora se ne tiene una parte maggiore.

“Allora, cari amici – spiega il docente universitario di Economia – quando voi comprate qualcosa, qualunque cosa, ci pagate l’IVA. Quell’IVA che voi pagate, è VOSTRA. Non è un regalo da Milano o da Roma, è il frutto del vostro lavoro e del vostro patrimonio. Ebbene, i conti pubblici territoriali ci dicono che l’ultimo anno disponibile (il 2015), la Sicilia ha prodotto circa 6,65 miliardi di IVA, sui propri consumi”.

“Nello Statuto – prosegue Massimo Costa – c’è scritto che, tranne tre tributi che spettano allo Stato, tutti gli altri sono di competenza della Regione (e, per questa, anche dei Comuni a cui quella dovrebbe distribuirli). Quindi, Statuto alla mano, quei 6,65 miliardi l’anno, sono nostri”.

“Ebbene – scrive sempre il docente universitario – se andate a vedere il Rendiconto del 2015, scoprite che solo 3,22 miliardi di IVA sono stati girati dallo Stato alla Regione. La differenza è rimasta nelle ‘casse’ dello Stato, violando lo Statuto, e quindi violando la Costituzione. E fin qui saremmo ancora al ‘furto con destrezza’, come è stato chiamato da Musumeci in campagna elettorale (Nello Musumeci, attuale presidente della Regione siciliana ndr)”.

“Ogni anno 3,43 miliardi, tutti in tasca allo Stato, in barba alla legalità e ai Siciliani che nulla sanno di tutto ciò – scrive sempre il professore Costa -. Pensate a quante cose potrebbero farsi, in termini di investimenti, o di fiscalità di vantaggio, o di servizi pubblici, per i Siciliani… Ebbene, cosa fa lo Stato, per evitare di fare questo furto? Ma semplice, no, lo ‘legalizza’. Stabilisce che, dal 2017 in poi, alla Regione non spetterà più il 50 % scarso, ma il 36,4 %. Quello non può toglierglielo nessuno. Quindi dovrà accontentarsi di 2,42 miliardi, con un regalo aggiuntivo a Roma di circa 800 milioni l’anno. Gli altri, pari alla bellezza di 4,2 miliardi l’anno, puf, spariti nel nulla, per sempre nelle tasche di Roma, con tanto di firma di Mattarella e controfirma di Gentiloni”.

Si tratta dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (che è siciliano) e del capo del Governo uscente, Paolo Gentiloni.

“Quindi – scrive sempre il leader di Siciliani Liberi – non solo continueremo a perdere i soliti 3,4 miliardi circa ogni anno, ma ne regaliamo altri 0,8. E che spese si prende – direte voi – lo Stato in cambio di questa ulteriore contrazione di spazi finanziari per la Sicilia? Risponderebbe Cetto La Qualunque: un’emerita m…..!”.

“Si dirà prosegue il docente universitario -: ‘Ma questo lo sapevamo, si tratta degli accordi sciagurati fatti da Crocetta sulla pelle dei Siciliani’. E infatti abbiamo sentito, durante la campagna elettorale, il centrodestra che denunciava quegli accordi, e abbiamo sentito con le nostre orecchie l’attuale vicepresidente e assessore all’Economia, al quale ho stretto la mano all’indomani delle elezioni augurandogli buona fortuna, che quegli accordi vanno ricusati, perché incostituzionali”.

Gli “accordi sciagurati” di cui parla il professore Costa li ha firmati l’ex presidente della Regione, Crocetta, con il Governo Renzi.

Il primo “accordo scellerato” risale al giugno del 2014, quando l’allora capo del Governo regionale ha rinunciato, per quattro anni, agli effetti positivi di alcuni pronunciamenti della Corte Costituzionale favorevoli alla Regione.

Il secondo “accordo scellerato” Crocetta l’ha firmato nel giugno del 2016. In realtà, in questo secondo “accordo” hanno partecipato anche il Parlamento siciliano, che lo ha avallato, e il Parlamento nazionale.

In pratica, sono state riscritte le norme di attuazione dell’articolo 36 dello Statuto regalando soldi dei siciliani allo Stato.

Si tratta di una pesantissima penalizzazione nei confronti della Sicilia voluta dal PD di Renzi, dal PD siciliano e dai partiti di centrosinistra. Una penalizzazione approvata dai partiti di centrosinistra dell’Assemblea regionale siciliana e dai parlamentari nazionali siciliani di centrosinistra.

COSA PREVEDE QUESTO ACCORDO DISASTROSO PER LA SICILIA LO POTETE LEGGERE QUI.

Fin qui il professore Costa ha raccontato, per grandi linee, i danni prodotti dal passato Governo regionale di Crocetta. Dopo di che…

Dopo di che entra in scena il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci.

“E qui – scrive il professore Costa – avviene un giallo, del quale chiediamo spiegazione come Siciliani Liberi, in una sorta di ‘interrogazione extraparlamentare’. Ma prima ancora come Siciliani”.

Le interrogazioni parlamentari, è noto, le presentano i parlamentari ai Governi. Nel Parlamento siciliano, purtroppo, non ci sono ancora indipendentisti. Da qui la formula di ‘interrogazione extraparlamentare’.

“Alla riunione del Consiglio dei Ministri, per Costituzione – scrive il professore Costa – doveva essere invitato il Presidente della Regione con rango di Ministro e diritto di voto. Ed è stato invitato, così leggiamo sul comunicato stampa del sito del Governo italiano”.

“Leggiamo – prosegue il docente universitario – che Musumeci ha delegato a rappresentarlo l’on. Falcone (Marco Falcone, Forza Italia, assessore regionale alle Infrastrutture ndr). Se abbia detto qualcosa in Consiglio o votato contro non è dato sapere. A questo punto chiediamo, formalmente al Presidente Onorevole Sebastiano Musumeci:

1. Come ha votato l’Assessore Falcone alla delibera del Consiglio dei Ministri, palesemente incostituzionale e profondamente lesiva degli interessi della Sicilia?

2. Qual era il mandato ricevuto dal Presidente e dal Vicepresidente con delega all’Economia?

3. Se avesse votato a favore, come si concilierebbe questo voto con gli annunci di ricusazione degli accordi firmati da Crocetta? Non è più semplice non votare accordi che non si condividono piuttosto che votarli e poi tentare di ricusarli?

4. Come si spiega il silenzio assoluto del Presidente della Regione su una questione così grave per le finanze regionali e comunali siciliane?

5. Che iniziative intende prendere a tutela degli interessi dei Siciliani?”.

“All’opposizione del PD, che ha firmato e voluto quegli accordi, e a quella di sinistra, che è da sempre favorevole a calpestare tutti i diritti dei Siciliani sanciti dall’Autonomia speciale non abbiamo nulla da chiedere – prosegue il professore Costa -. All’opposizione del Movimento 5 Stelle chiediamo formalmente le ragioni del loro silenzio su una questione così grave. Gli è sfuggita? Non la ritengono importante? Sono d’accordo con il Governo Gentiloni? L’interrogazione è rivolta pure a loro”.

“Questa interrogazione non è firmata da me, Prof. Massimo Costa – conclude l’articolo -. È condivisa dal segretario politico Ciro Lomonte e da tutto il gruppo di dirigente di Siciliani Liberi, sempre al servizio del Popolo Siciliano, sperando di non essere rimasti gli unici ad esserlo”.

Risponderanno il presidente Musumeci, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, e l’assessore Falcone?

Una domanda, presidente Musumeci: ma non ci dovevamo liberare dagli ‘ascari’?

1 gennaio 2018

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GiulioAmbrosetti


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