Il primo report sul vaccino Covid: 29 casi di shock anafilattico negli USA

I dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

Mentre la democrazia americana brucia nel fuoco delle polemiche acceso dalle elezioni presidenziali, gli scienziati continuano ad osservare e a studiare gli effetti del vaccino contro il Covid19. La notizia di stamattina, diffusa dalla stampa USA (dal Wall Street Journal, alla Cnn a Foxnews e così via), ma ovviamente offuscata dal caos scoppiato ieri a Washington, parla di 29 casi di grave reazione allergica al vaccino. 

Lo certifica il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) nel suo primo report sugli effetti del vaccino. L’Agenzia governativa che si occupa di salute pubblica sottolinea che non ci sono stati casi letali e che la somministrazione del vaccino resta consigliata, anche perché i 29 casi si sono sono registrati su oltre 5 milioni di dosi già inoculate.

Però, ed è questo il motivo per cui i casi sono stati resi noti, si tratta di una forma allergica molto grave, “a life-threatening allergic reaction”, ovvero parliamo di anafilassi, “una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte”, quello che comunemente chiamiamo “shock anafilattico”.

Nel report si parla  di entrambi i vaccini: Pfizer e Moderna. Ma considerando che quest’ultimo è stato autorizzato lo scorso 20 Dicembre e che il report considera casi verificatisi a partire dal 14 Dicembre, è ragionevole pensare che le reazioni allergiche le abbia causate il vaccino Pfizer nella maggior parte dei casi.

Ed, infatti, nel report si legge quanto segue: 

“These reported reactions took place in the first week and a half of vaccine distribution, from December 14-23, when Pfizer’s vaccine was becoming available to healthcare workers and nursing home residents across the country.

In the weeks since then, the CDC has confirmed at least an additional eight anaplylaxis cases, with at least one happening after administration of the Moderna vaccine, for a total of 29 reactions nationwide”. 

Per chi non mastica l’inglese:

“Queste reazioni segnalate si sono verificate nella prima settimana e mezzo dalla distribuzione del vaccino, dal 14 al 23 Dicembre, quando il vaccino Pfizer è stato reso disponibile agli operatori della sanità e ai residenti delle case di riposo in tutta la nazione. Nelle settimane successive, il CDC ha confermato almeno altri otto casi, con almeno uno verificatosi dopo la distribuzione del vaccino Moderna, per un totale di 29 reazioni in tutta la Nazione”. 

“Non siamo particolarmente preoccupati- dice Nancy Messonnier  del CDC- ovvero, al momento, i benefici del vaccino superano i rischi della malattia Covid19”.

Se alla prima somministrazione, precisa sempre l’Agenzia americana per la salute, si verifica una qualche forma di reazione, non bisogna iniettare la seconda dose. Cautela, soprattutto, con  i soggetti allergici, anche se tra questi 29 casi ci sono persone che non avevano mai sofferto di alcuna allergia.

I casi riportati riguardano:

4 persone che in passato avevano mostrato allergia a farmaci sulfa;

2 allergici alle uova;

tutti gli altri non avevano nessuna storia di allergie.

La maggior parte delle reazioni si è avuta dopo 15 minuti dall’iniezione. Per questo la CDC consiglia di tenere a portata di mano l’adrenalina. A 19 pazienti è stata subito somministrata e si sono ripresi, gli altri sono stati ricoverati con sintomi più gravi (crisi respiratorie), ma comunque adesso starebbero tutti bene.

C’è da aggiungere che, come sottolinea CDC, la percentuale di anafilassi dopo il vaccino Covid “è 10 volte superiore a quella causata dal vaccino influenzale”.

Nel commentare i dati, i virologi esortano CDC e FDA a continuare a monitorare attentamente la campagna di vaccinazione, ma a non restare vittime della “tirrannia dei piccoli numeri”.

Buona fortuna.

 

Rispondi

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com