Pure un massone con Ferrandelli: il nuovo che avanza sa sempre più di antico…
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Pure un massone con Ferrandelli: il nuovo che avanza sa sempre più di antico…


Time Sicilia

“Massone, e allora? Proprio perché non ho nulla da nascondere non ne ho fatto mistero. Sono un professionista e ho assunto l’impegno da professionista e padre di famiglia di aiutare Fabrizio Ferrandelli a governare la città. La trasparenza è la base fondamentale del mio percorso umano e professionale. Invito chi la mette in dubbio a guardare altrove”.

Risponde così Giuseppe Labita,  designato assessore alla Programmazione europea dal candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli, alle polemiche scaturite dopo il suo coming out, in occasione della sua presentazione.

Labita è iscritto al Grande Oriente d’Italia. Ed era la chicca che mancava a Ferrandelli: dopo Cuffaro e Micciché un po’ di massoneria non guasta.

Come dire? Una cosa è predicare una politica nuova, un’altra sono i voti che servono. Certo qualcuno potrà dire che almeno lui non nasconde il ruolo della massoneria nella politica. Ma davvero era questo quello che ci si aspettava da un Ferrandelli che prometteva un rinnovamento della politica?

“La scelta di Fabrizio Ferrandelli di individuare un massone dichiarato alla carica di assessore è  un messaggio inquietante, infatti chi ricopre cariche pubbliche non dovrebbe aderire a poteri paralleli, seppur legali”. Lo afferma Giusto Catania, assessore al Comune di Palermo e candidato di Sinistra Comune (che sostiene di nuovo Leoluca Orlando)  al consiglio comunale.

“I rappresentanti istituzionali, nell’esercizio delle loro pubbliche funzioni – aggiunge -, devono rispondere esclusivamente a poteri trasparenti. In questo senso ci sembra che la scelta di Ferrandelli sia un segnale preoccupante anche alla luce della decisioni recenti della commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosi Bindi, che solo qualche settimana fa, ha chiesto che venissero sequestrati gli elenchi degli aderenti alle logge massoniche di Calabria e Sicilia. Dopo avere tra i suoi grandi elettori un noto condannato per mafia – conclude Catania – a Ferrandelli, per completare il quadro, mancava solo la proposta di un massone come assessore”.

9 maggio 2017

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