Ma quale Europa a due velocità: l’Italia deve uscire subito dalla truffa monetaria chiamata Euro
Economia, Editoriale

Ma quale Europa a due velocità: l’Italia deve uscire subito dalla truffa monetaria chiamata Euro


Time Sicilia

Il nostro Paese, di fronte a un’Unione Europea sempre più fallimentare si deve riprendere la sovranità monetaria. Dobbiamo tornare a controllare la nostra moneta, come fanno USA e Giappone, che hanno un debito pubblico di gran lunga superiore a quello italiano, ma non debbono certo dare conto a ragione a un’Europa di massoni, predoni e banditi dove a dettare legge è non la Germania, ma l’attuale, pessima classe dirigente tedesca

Ci risiamo. I massoni, banditi e predoni dell’Unione Europea dell’Euro – una sorta di sodalizio di affaristi che tutelano gli interessi delle multinazionali dov’è stata anche imprigionata l’Italia dai politici di basso livello della cosiddetta Seconda Repubblica – vogliono altri 3 miliardi, forse 3 miliardi e mezzo di Euro. E come si premura di dire il nostro ministro dell’Economia, Padoan – imposto al nostro Paese da un’altra razza predona, ovvero il Fondo Monetario Internazionale (FMI) – bisogna trovare questi soldi entro aprile. Come? Semplice: togliendoli dalle tasche degli italiani! Intanto la Germania, per bocca della signora Merkel, fa sapere che, adesso, si può anche pensare a due Europe: una forte e una debole. L’Italia, neanche a dirlo, sarà nella parte debole.

In queste ore le parole in libera uscita che circolano sono incontrollate e incontrollabili. Le notizie, ribadiamo, sono due. I 3 miliardi e passa di Euro che dovranno essere scippati agli italiani e le due Europe.

Cominciamo con il nuovo scippo. I nostri governanti dicono che i soldi verranno trovati prendendoli di qua e di là, ma senza indicare con esattezza dove. Ribadiamo: a pagare dovrebbero essere i cittadini italiani, ma nessuno lo vuole ammettere.

L’unica cosa detta con chiarezza è una ‘minchiata’ grande quanto una montagna: e cioè che di questi 3,4 miliardi di Euro, un miliardo dovrebbe essere reperito dall’evasione fiscale. Dimenticando di aggiungere che l’evasione fiscale italiana ha due volti: l’evasione fiscale dei ricchi che non è mai stata intaccata; e l’evasione di famiglie e imprese che non sono più in grado di pagare perché già massacrate da una pressione fiscale tra le più alte del mondo.

Intanto l’Europa dell’Euro fa sapere che il debito pubblico italiano è troppo alto: quasi 2 mila miliardi e 300 milioni di Euro. Quindi – questo l’ordine di Bruxelles – l’Italia deve pagare il ‘dazio’: cioè consegnare 3,4 miliardi di Euro all’Unione Europea dell’Euro.

Quello che la grande stampa dei grandi ‘commentatori’ economici non ci dice è che il debito pubblico italiano è composto, per circa 2 mila miliardi di Euro, da interessi! E’ un debito truffaldino, frutto degli imbrogli di un’Unione Europea di imbroglioni, massoni e briganti della finanza e delle banche.

Come finirà con il nuovo scippo ai danni dell’Italia?

L’unica cosa certa è che aumenteranno le accise su sigarette e benzina. Detto in parole semplici, verranno aumentati i prezzi di questi due beni.  

Di fatto, il Governo Gentiloni – con il suo geniale Ministro dell’Economia, Padoan – sta facendo quello che si faceva nella Prima Repubblica: aumentare le imposte su benzina e sigarette.

L’aumento delle accise sulle sigarette colpisce i fumatori. Potrebbe essere un provvedimento positivo per i cittadini-fumatori, che potrebbero cogliere la palla al balzo e smettere di fumare (noi ci auguriamo che lo facciano: per la loro salute e, soprattutto, per fare perdere al Governo il vizio di speculare sui vizi).

Se faranno così – cioè se smetteranno di fumare – lo Stato andrà in difficoltà, perché incasserà meno di quanto ipotizza di incassare. Come si può notare, aumentando le accise sulle sigarette, lo Stato si augura che i cittadini-fumatori continuino a fumare e ad avvelenarsi per poter aumentare gli introiti.

(E’ lo stesso discorso dei giochi: lo Stato italiano incassa una barca di soldi dai giochi: di fatto, quello italiano, oltre che trattare con i mafiosi, è anche uno Stato biscazziere).

E l’aumento delle accise sui carburanti? Questo provvedimento, invece, sarà devastante per l’economia del nostro Paese. In Italia quasi tutte le merci viaggiano sul gommato.

L’incremento del prezzo di benzina e diesel farà crescere i costi di produzione delle imprese già in crisi. Ciò significherà un aumento della disoccupazione e, in generale, un peggioramento dell’economia italiana.

Tutto questo, lo ribadiamo, per foraggiare un’Unione Europea di massoni e truffatori. Non dobbiamo dimenticare che il debito pubblico italiano, nel 2011, prima dell’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi (il ‘bel regalo’ dell’allora presidente della Repubblica, Napolitano) arrivava a mille e 800 miliardi di Euro. Nonostante i sacrifici imposti in questi anni ai cittadini del nostro Paese, il debito pubblico è cresciuto ed è arrivato, come già ricordato, a 2 mila e 300 miliardi di Euro circa.

Ai cittadini del nostro Paese non sfuggono alcuni fatti che sono sotto gli occhi di tutti. Proviamo a sintetizzarli:

nella sanità pubblica, dal 2011 ad oggi, sono stati ridotti i posti letto; sono stati tagliati i reparti; i medici del settore pubblico andati in pensione non sono stati sostituiti; i Pronto Soccorso sono intasati; mancano anche gli infermieri; il servizio sanitario pubblico, nel complesso, è notevolmente peggiorato;

nel settore Giustizia mancano i magistrati; manca altro personale; danno agli stessi magistrati la responsabilità della lentezza della Giustizia, omettendo di dire che i giudici sono sovraccaricati di lavoro e – come già accennato – con mezzi carenti e personale ridotto;

negli uffici della Polizia di Stato mancano le attrezzature per potere lavorare (in alcuni casi ci sono anche problemi di carburante);

i tagli nelle scuole sono incredibili: a Palermo, dopo le vacanze di Natale, gli studenti e i professori, per due settimane, sono rimasti senza riscaldamento!;

i tagli alle università sono dimostrati dagli aumenti delle tasse a carico degli studenti; a Palermo l’Amministrazione universitaria fa pagare agli studenti i parcheggi e tiene in piedi strutture – gli ERSU – che non servono agli studenti, ma solo a chi le gestisce;

per ‘risparmiare – e non per ‘riformare’ – hanno trasformato le Province in Città Metropolitane lasciate senza risorse finanziarie; in Sicilia alle grottesche Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina si sommano sei altrettanto grotteschi Consorzi di Comuni: superfluo aggiungere che non funzionano né le une, né gli altri;

i tagli alle Regioni sono stati incredibili; in particolare, i tagli alla Regione siciliana – complice un Governo regionale di ascari – hanno portato la stessa Regione siciliana a un sostanziale default che, però, viene nascosto; ma nei fatti la Regione è fallita;

i tagli ai Comuni sono stati pesantissimi; in Sicilia sono stati ancora più pesanti perché non è stata applicata la legge sul federalismo fiscale: così i Comuni dell’isola hanno dovuto fare a meno della perequazione fiscale e infrastrutturale;

i consumi italiani si sono ridotti e non è vero che sono in ripresa; anzi con la manovra da 3 miliardi e mezzo si ridurranno sensibilmente;

la disoccupazione è in crescita; e cresce, soprattutto, la disoccupazione giovanile: tant’è vero che tantissimi giovani lasciano il nostro Paese, soprattutto al Sud;

dal 2011 ad oggi il divario economico tra Centro Nord e Mezzogiorno d’Italia è cresciuto.

Insomma, in cinque anni l’Italia si è impoverita. Ma, stranamente, il debito pubblico è cresciuto di circa 500 miliardi di Euro. Com’è stato possibile?

La spiegazione è semplice: l’Euro è una truffa monetaria ‘pilotata’ dai tedeschi. Con questa strana moneta europea – che ricordiamolo non è stata adottata da tutti i Paesi dell’Unione Europea – c’è chi ci ha guadagnato e c’è chi ha perso. La già citata Germania ci ha guadagnato drenando enormi risorse all’Italia, alla Grecia e – anche se meno – ad altri Paesi.

Non i tedeschi, ma l’attuale classe dirigente tedesca è fatta da banditi. Il riferimento non è soltanto alla Merkel, ma anche ai finti socialisti tedeschi, che – insieme al PSE – sono la negazione e la vergogna del Socialismo europeo.

Il veleno emanato da chi comanda in Germania non è una novità. Perché tante volte, nella storia, le classi dirigenti tedesche hanno prodotto danni enormi. Il senatore a vita Giulio Andreotti, prima della caduta del muro di Berlino, diceva che le due Germania mai e poi mai avrebbero dovuto riunificarsi.

Invece si sono riunificate. E, grazie all’Euro, la Germania ha scaricato sull’Italia, sulla Grecia e su altri Paesi i costi della propria riunificazione.

Non siamo solo noi a pensare che l’attuale classe dirigente tedesca sia espressione di ‘banditismo’ politico ed economico e che l’Euro sia, nei fatti, un progetto criminale. Lo dice anche Matthias Rath, tedesco, uno dei più grandi scienziati del nostro tempo:

L’Europa dell’Euro è un progetto criminale: le parole del grande scienziato tedesco, Matthias Rath (video)

Poi, siccome i tedeschi che comandano – ribadiamo: non il popolo tedesco, ma la sua classe dirigente – hanno la faccia come il culo, capendo che ormai l’Euro, così com’è stato pensato e soprattutto gestito, non è più sopportabile per alcuni Paesi della ‘presunta’ Unione Europea, Italia in testa, ci dicono: va bene, facciamo due Europe con velocità differenti.

Ovviamente, non spiegano cosa significa. E cosa significa? Semplice: la Germania e alcuni Paesi che non sono stati impoveriti con la truffa dell’Euro e del debito pubblico rimangono ricchi e continuano a stare bene; noi italiani, che grazie alla truffa dell’Euro e del debito pubblico siamo diventati poveri – pur avendo potenzialità economiche uguali, se non superiori a quelle tedesche – continuiamo a essere poveri, anzi diventiamo sempre più poveri per mantenere un’Unione Europea di predoni criminali.

La parola “criminali” può sembrare forte: ma, se ci riflettiamo, si tratta proprio di criminali. Pensiamo a quello che hanno fatto al popolo greco. Prima hanno ingabbiato la Grecia nell’Euro, dicendo che la gente avrebbe lavorato la metà e guadagnato il doppio (in Italia questo lo diceva il ‘genio’ di Romano Prodi che. non a caso, è stato presidente della Commissione Europea); dopo avere ‘imprigionato’ questo Paese nella ‘trappola’ dell’Euro hanno cominciato a trasformare il debito pubblico greco in debito delle famiglie e delle imprese della Grecia.

A questo punto hanno cominciato a ‘prestare’ soldi alla Grecia: prestiti strani, però: ogni 100 Euro ‘prestati’ alla Grecia, 80-90 Euro finivano alle banche, per lo più tedesche, per pagare gli interessi sul debito della stessa Grecia. Una truffa criminale vergognosa!

Oggi la Grecia è un Paese povero. La ‘Grande Unione Europea’, lungi dal creare in questo Paese ricco di storia e di cultura sviluppo economico e sociale e pace, ha portato solo disperazione e disoccupazione. Metà dei dipendenti pubblici greci sono stati licenziati; e l’altra metà ha subìto una decurtazione dello stipendio. E tagli anche ai pensionati. La sanità pubblica greca è un disastro. I malati aumentano e, spesso, non hanno nemmeno i soldi per curarsi.

La stessa cosa la vogliono fare in Italia. I 3 miliardi e mezzo di Euro che ci deruberanno serviranno anche a questa: a fare aumentare i poveri e a distruggere ancora di più la sanità pubblica italiana.

Non solo. Prepariamoci a un’ondata di licenziamenti nella pubblica amministrazione, come avvenuto in Grecia. Ai nostri lettori non sfuggirà che in queste ore il Governo Gentiloni ha presentato la nuova ‘riforma’ della pubblica amministrazione strombazzata dalla Tv. E qual è il punto centrale di questa ‘riforma’? Il licenziamento dei dipendenti!

Quanto ai pensionati italiani, che in buona parte sono già pensionati con retribuzioni medio basse, sta passando sotto silenzio una manovra che pochi conoscono: la decurtazione silenziosa delle pensioni future. Il riferimento è alle pensioni dei dipendenti pubblici.

Un dipendente pubblico che oggi guadagna ogni mese circa 3 mila Euro, quando smetterà di lavorare, prenderà, sì e no, la metà di quanto guadagna oggi. Dando per scontato – questa è un’altra notizia che i dipendenti pubblici italiani forse non hanno ancora capito – che i loro stipendi non cresceranno più, con buona pace della sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che ai dipendenti pubblici toccano gli aumenti.

Pensate: i giudici della Consulta hanno detto che i dipendenti pubblici italiani – con le retribuzioni bloccate, in media, da otto anni – non hanno diritto agli arretrati (e questa è già un’assurdità!), ma hanno diritto agli aumenti di stipendi. Ma adesso Governo nazionale e Unione Europea dell’Euro non solo non gli daranno gli arretrati, ignorando la sentenza della Corte Costituzionale, ma hanno già programmato, per loro, una pensione che sarà un po’ meno dell’attuale stipendio!

Tutto ciò posto e considerato, che cosa bisognerebbe fare per evitare di farci ulteriormente ‘scannare’ dalla UE dell’Euro? La storia dell’Europa a due velocità è l’ennesimo imbroglio. Con questi ‘mezzucci da dozzina’ la Germania vuole tenere il nostro Paese ancora nel carro dell’Euro.

Per salvarsi, invece, l’Italia deve uscire dall’Euro e da un’Unione Europea – lo ribadiamo – di banditi e massoni.

Ci dicono che l’uscita dall’Euro sarebbe impossibile perché costosissima, in ragione dell’enorme debito italiano. E questa è un’altra menzogna. Vediamo il perché.

Il debito pubblico italiano – che lo ricordiamo ancora una volta sfiora i 2 mila e 300 miliardi di Euro – è, per quasi 2 miliardi di Euro, come già accennato, frutto di interessi. Tecnicamente si tratta di un debito detestabile o odioso, che può essere contestato.

Che cosa sia il debito detestabile lo potete leggere qui.

Noi ne abbiamo parlato anche nel seguente articolo:

L’informazione in Italia, i grillini e la valanga che travolgerà la vecchia politica

L’uscita dall’Euro – forse l’eliminazione dell’Euro – è ormai un processo inevitabile, con buona pace di Mario Draghi che si ostina a considerarlo “irreversibile”. Di irreversibile, infatti, c’è solo la crisi dell’Euro e l’inconsistenza dell’Unione Europea che è ormai fallita, come ha dimostrato il Regno Unito con la Brexit.

Unione Europea e Euro sono progetti già falliti: non a caso Marine Le Pen, che ha promesso l’uscita della Francia dalla moneta unica europea, con molta probabilità vincerà le elezioni in Francia.

Contro l’Euro è anche l’America di Trump: il nuovo presidente degli Stati Uniti ha capito che la Germania utilizza l’Euro per speculare – cosa che è assolutamente vera – e ha deciso di assestare una bella ‘botta in testa’ non ai tedeschi, ma all’attuale classe dirigente tedesca.

L’Europa dell’Euro, lungi dal portare la pace in Europa, ha portato, come già ricordato povertà e disperazione. E se non si sbaraccherà quanto prima la truffa della moneta unica la situazione peggiorerà.

L’Italia si deve riprendere la propria sovranità monetaria. Riconsiderando gli errori, gravissimi, commessi negli anni passati. Il ‘divorzio’ tra Banca d’Italia e Tesoro del 1981, voluto dall’allora ministro Andreatta e dall’allora governatore della Banca d’Italia, Ciampi, è stato un grossissimo errore. Prima di questo atto dissennato la Banca d’Italia pagava il debito italiano, che era così a costo zero, con il prezzo di un po’ di inflazione.

Dopo questo atto sciagurato l’Italia ha iniziato a indebitarsi, prima con i cittadini italiani, poi con gli investitori esteri.

Oggi, ricorrendo al già citato debito detestabile, dobbiamo tirarci fuori dall’imbroglio massonico dell’Unione Europea dell’Euro. Chiedendo i danni alla Germania, altro che pagare! Riprendendoci la nostra sovranità monetaria.

Basta con la BCE, una banca privata che comanda sui Paesi europei. Basta con l’Euro che paghiamo a peso d’oro. L’Italia, ogni anno, per restare nell’Unione Europea, paga circa 20 miliardi di Euro. Paghiamo un sacco di soldi per farci massacrare. Basta con questa truffa.

Dobbiamo tornare ad avere la nostra moneta, come gli USA e il Giappone, che hanno un debito pubblico di gran lunga superiore a quello italiano, ma non sono per questo in crisi.

Dobbiamo essere noi a stabilire quanta moneta ci serve per fare circolare i nostri beni e per consentire ai cittadini italiani di usufruire dei servizi. La moneta non è ‘neutra’ rispetto a un sistema economico. Ed è con la truffa della moneta europea che hanno impoverito il nostro Paese.

Prima dell’avvento dell’Euro l’Italia aveva partecipazioni statali che il mondo ci invidiava. Germania e Francia sono riuscite, in buona parte, a distruggerle. E’ tempo di dire basta.

Dobbiamo lasciare questa finta Europa Unita prima che continui a massacrarci. Prima che venga ratificato, da parte del Parlamento Europeo, il CETA, un trattato commerciale tra UE e Canada che rischia di continuare a distruggere la nostra economia e ad avvelenare ulteriormente la nostra salute.

Già la UE ci costringe a utilizzare il grano duro pieno di glifosato e di micotossine che arriva dal Canada. Ora che il gioco è stato scoperto vogliono bloccare le proteste dei cittadini imponendoci il CETA, un trattato che consentirà al Canada di rivalersi su di noi se ci rifiuteremo di prendere i loro prodotti, grano duro in testa.

Lo stesso discorso vale per le arance marocchine che stanno distruggendo l’agrumicoltura italiana. Per l’olio d’oliva tunisino che sta massacrando i produttori italiani. E via continuando con altri prodotti.

Questa Europa di banditi va fermata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7 febbraio 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti
timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo