Ma quale ‘scippo’ alle periferie! Solo prepotenza di un PD che sta desertificando la sinistra
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Ma quale ‘scippo’ alle periferie! Solo prepotenza di un PD che sta desertificando la sinistra


Giulio Ambrosetti

Non c’è stato alcuno scippo ai danni delle periferie. In questo articolo troverete i passaggi parlamentari. E vi accorgerete che quella messa in campo dalla cosiddetta sinistra, o presunta tale, è solo propaganda mista alla confusione per nascondere verità scomode: tipo fondi assegnati per finalità che nulla hanno a che spartire con le periferie! Continuando di questo passo la sinistra italiana scomparirà

Mi ero riproposto di non intervenire sul cosiddetto ‘Decreto periferie’. Avendo seguito distrattamente l’iter di questo provvedimento – che considero sbagliato nel metodo e nel merito e nel seguito di tale articolo dirò anche il perché – non volevo entrare in questa vicenda che mi sembra degna del Minculpop, il Ministero della cultura fascista, noto alle cronache per la grande capacità di trasformare le fesserie in verità di regime. Ma siccome vedo che i signori della sinistra – o presunta tale – insistono proverò a raccontare come stanno le cose.

Cominciamo col dire che questo provvedimento vede la luce con una forzatura che non è degna di un Parlamento che si rispetti. Ma il Parlamento nazionale della passata legislatura – lo ricordo per dovere di cronaca – era il Parlamento dei ‘nominati’, cioè dei parlamentari eletti con la legge elettorale Porcellum ‘cassata’ dalla Corte Costituzionale. 

Ne consegue che dal Governo di centrosinistra della passata legislatura, espressione piena del Parlamento di ‘nominati’ e della maggioranza – sempre di centrosinistra – che lo sosteneva poteva succede di tutto: e infatti è successo di tutto: abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Jobs Act, Buona scuola e via continuando con le pessime leggi che hanno finito di distruggere quel poco d’Italia che era ancora in piedi. 

Tra queste leggi sbagliate c’è anche questo provvedimento per le periferie tanto decantato sulla rete da chi, forse, non sa nemmeno di cosa parla. Questo provvedimento, dicevo, nasce male, perché è solo una volgare forzatura del Governo nazionale di centrosinistra che si impossessa di fondi di competenza regionale per finanziare le periferie di un gruppo di Comuni.

Ribadisco: questo miliardo e 600 milioni circa (a tanto dovrebbe ammontare la cifra) – o meglio, la destinazione di questi soldi – era ed è di competenza delle Regioni e non del Governo nazionale! Il provvedimento – come ho detto all’inizio – nasce sbagliato nel metodo!

Ma siccome i signori del centrosinistra pensano di essere al di sopra di tutto e di tutti, hanno deciso che la destinazione di queste somme diventava ‘cosa loro’. E hanno deciso di assegnare tali somme ai Comuni calpestando le competenze di 20 Regioni, con il voto favorevole del Parlamento di ‘nominati’.

Potrei aggiungere che i presidenti delle due Camere – Piero Grasso al Senato e Laura Boldrini alla Camera dei deputati – non avrebbero dovuto mettere in votazione un provvedimento viziato si sospetta incostituzionalità: e sarebbe interessante sapere cosa pensavano gli uffici di Palazzo Madama e Montecitorio di questo provvedimento. Ma questo che avete letto è come se non l’avessi scritto: consideratela una meta-riflessione inutile di un cronista politico, perché considero Piero Grasso e Laura Boldrini molto più ‘ferrati’ di me in Diritto parlamentare… 

Tutte le Regioni si sarebbero dovute ribellare a questo scippo. Ma così non è stato. Solo una Regione si è opposta a questo atto di prepotenza: il Veneto.

Il Governo regionale veneto ha presentato ricorso avverso il provvedimento del Governo nazionale. E la Corte Costituzionale gli ha dato ragione.

Sapete che significa questo in termini tecnici? Che le somme appostate dal passato Governo nazionale con il voto favorevole del passato Parlamento di ‘nominati’ non sono più utilizzabili: non possono più essere spese, a meno che il Governo (in questo caso il nuovo Governo di grillini e leghisti) non presenti un nuovo Decreto che deve essere approvato dall’attuale Parlamento. 

A questo punto comincia il valzer di nuove prepotenze, di malafede e di disinformazione.

Il centrosinistra – che nel frattempo ha perso le elezioni ed è passato all’opposizione – ‘decide’ che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento debbono ripresentare il provvedimento tale e quale.

Ma se la Corte Costituzionale ha detto no, che senso ha ripresentare il provvedimento tale e quale?

No, spiegano i signori del PD – che hanno perso le elezioni ma non l’arroganza – il nuovo Governo deve convocare i rappresentanti delle Regioni e i sindaci dei Comuni che il vecchio Governo e il vecchio Parlamento avevano finanziato e avallare la vecchia ripartizione!

Se ci riflettiamo, la richiesta del PD e, in generale, di tutto il centrosinistra è  antidemocratica: se, infatti, la Corte Costituzionale ha deciso che la destinazione dalle somme deve essere decisa dalle Regioni, perché mai le Regioni debbo avallare la spartizione di tali somme decisa dal PD e dai suoi alleati?

Evidentemente, nella maggioranza dei casi, si tratta di spartizioni che accontentano pure la Lega e Forza Italia: tant’è vero che gli esponenti di queste due forze politiche non fiatano. Anzi, le fanfare berlusconiane plaudono all’accordo tra Regioni e Comuni per avallare la spartizione targata PD-centrosinistra.

Qui, a mio avviso, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, forse perché è una persona troppo per bene e poco avvezzo alle insidie della politica-politicante, invece di bloccare tutto, spiegando gl’italiani che le somme sono bloccate per responsabilità del passato Governo e del passato Parlamento di ‘nominati’, si mette a mediare: ok, dice, una parte di questi fondi li inseriamo nel nuovo Decreto, evitando passaggi incostituzionali, però siccome in molti altri casi non ci sembra tutto chiaro e alla fine siamo noi che governiamo e ci mettiamo la firma e la faccia, vogliamo vederci chiaro: giusto per capire a chi dovrebbe andare questi soldi destinati alle ‘periferie’.

Il capo del Governo, Conte, ha visto giusto: e infatti quando arriva a Palermo per inaugurare l’anno scolastico nel quartiere di Brancaccio, il sindaco della città, Leoluca Orlando, esponente del PD renziano, non si presenta dicendo che non incontra chi ha scippato 400 milioni di euro alle ‘periferie’ di Palermo.

A parte lo sgarbo istituzionale (ma questo per il sindaco Orlando non ha importanza: per uno che ha attaccato Giovanni Falcone cosa volete che sia un capo del Governo grillino?), si scopre che con questi fondi il Comune del capoluogo dell’Isola avrebbe dovuto finanziare la linea di Tram per collegare Palermo con Mondello e Partanna Mondello (COME POTETE LEGGERE QUI): nulla a che vedere con le ‘periferie’.

Questo spiega perché non sono d’accordo sul merito di questo provvedimento: perché non si può parlare di ‘periferie’ e poi spuntano altre cose, magari i soliti appalti a ruota libera! 

E’ legittimo pensare che in questa storia ci siano altre ‘periferie’ alla palermitana sparse per l’Italia, anche in salsa silenzioso-leghista?

La gazzarra non è finita. Pensando che per ottenere risultati ‘politici’ e, soprattutto, elettorali utilizzando la rete, secondo la regola “facemu fudda” (tradotto: facciamo folla, più siamo, più cagnara facciamo, più risultati otteniamo), Facebook viene letteralmente invaso da post che stigmatizzano lo “scippo” alle periferie operato del Governo nazionale!

Ma di quale scippo parlano se i soldi sono stati ‘congelati’ da una sentenza della Corte Costituzionale che ha bloccato, questo sì, un articolo di legge incostituzionale voluto dal PD e da tutta la sinistra?

Lo scippo c’è stato: ma l’hanno subito le Regioni ad opera del passato Governo nazionale di centrosinistra e del passato Parlamento nazionale di ‘nominati’. Questa è la verità parlamentare!

E poi, ancora: perché mai le Regioni – titolari di tali risorse finanziarie – dovrebbero avallare la ripartizione di queste somme decisa da un partito all’opposizione, sceso al 18% dei consensi, che alle prossime elezioni, con molta probabilità – anche alla luce di questo modo di agire – prenderà ancora meno voti?

Ci chiediamo e chiediamo: continuando di questo passo, la sinistra italiana – tutta la sinistra, non soltanto il PD, anche la sinistra che si dice alternativa al PD che ha ‘abbracciato’ la causa delle ‘periferie’ senza nemmeno capire come stanno le cose – dove pensa di arrivare?

Foto tratta da ilfegate.it

 

21 settembre 2018

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GiulioAmbrosetti


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