Raccolta dei rifiuti/ Musumeci e Figuccia passino ai fatti: facciano funzionare i centri di compostaggio
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Raccolta dei rifiuti/ Musumeci e Figuccia passino ai fatti: facciano funzionare i centri di compostaggio


Time Sicilia

Ci vogliono pochi giorni – una settimana sì e no – per capire come stanno le cose e per agire. Il presidente Nello Musumeci ha detto che, dietro le discariche, c’è “un sistema clientelare, oligarchico, talvolta contiguo a associazioni criminali, che ha solo prodotto un aumento indiscriminato dei costi di smaltimento, a vantaggio di pochi ed a discapito dei più”. Bene. Adesso sia conseguente e faccia chiarezza sui centri di compostaggio 

di Aldo Penna
Al Governo regionale di Nello Musumeci appena insediato il Ministro dell’Ambiente ha dato i 15 giorni. Solo che questo tempo non separa la Sicilia dal licenziamento del neo assessore ai Rifiuti, ma soltanto dalla solita manovra di ‘palazzo’ che dovrebbe costringere al buon fare governanti regionali disattenti o complici, e invece sembra la strada per recuperare i termovalorizzatori che l’intera Europa sta dismettendo.

I cinque anni di Rosario Crocetta sono passati come acqua sulle pietre: ha trovato il nulla, ha lasciato il niente. Adesso la drammatizzazione di questi giorni e il tempo esiguo concesso al neo Governo regionale dovrebbero mettere le ali ai propositi enunciati in campagna elettorale da Musumeci.

A chiare lettere il nuovo presidente della regione ha scelto la differenziata e parla di sistema mafioso che ruota attorno alle discariche:

“Sino ad oggi, piuttosto che valorizzare il rifiuto, trasformandolo in risorsa, si è preferito alimentare il sistema delle discariche; un sistema clientelare, oligarchico, talvolta contiguo a associazioni criminali, che ha solo prodotto un aumento indiscriminato dei costi di smaltimento, a vantaggio di pochi ed a discapito dei più. Le scelte operate sino a oggi nella Regione siciliana hanno dimostrato di essere portatrici solamente di problemi sulla salute pubblica, oltre che sull’ambiente e sull’economia, pubblica e privata”.

Dunque con queste premesse il neo assessore con delega ai Rifiuti, Vincenzo Figuccia, invece di protestare soltanto nei confronti del “disinteressato” Ministro, annunci con energia di voler applicare il programma di governo e predisponga il commissariamento delle aziende per la raccolta dei rifiuti delle tre grandi città siciliane. A Palermo, Catania e Messina, vere cenerentole della raccolta differenziata dei rifiuti in Sicilia, nessuno paga mai il conto del mancato decollo della stessa raccolta differenziata, nonostante i fondi pubblici siano stati ricevuti e impiegati.

Come secondo atto il neo assessore mandi a casa i responsabili del fallito decollo degli impianti di compostaggio (che in buona parte non sono nemmeno stati completati). Il Governo precedente, nel maggio del 2015, dichiarava di avere in funzione in Sicilia sei impianti di compostaggio per smaltire i rifiuti organici provenienti dalla differenziata: Enna, Grammichele, Ramacca, Sciacca, Castelbuono e Castelvetrano. E preannunciava l’aggiunzione di altri sei realizzati e da attivare in tempi bravissimi: Bisacquino, Gela, Joppolo Giancaxio, Marsala, Ragusa e Vittoria.
Mentre altri sette impianti compostaggio sarebbero stati pronti entro un anno ad Augusta, Calatafimi, Capo d’ Orlando, Casteltermini, Noto, Paternò e San Cataldo

Nel luglio del 2017, di fronte all’evidente fallimento (gli impianti in funzione sono solo otto), il Governo regionale annunciava un’indagine per appurare le responsabilità. Non sembra che si sia approdati a nulla, anche se il Governo Crocetta avrebbe dovuto chiedersi: a chi giovano i ritardi? Dove stanno gli ostacoli all’effettivo inizio di attività dei necessari impianti che possono consentire, differenziando l’umido, un efficace decollo del sistema della differenziata?

Nel frattempo la legislatura è finita e gli impianti di compostaggio, architrave di ogni vero piano dei rifiuti, sono restati lettera morta. Ma se l’assessore che ha preceduto Figuccia non c’è riuscito, il nuovo assessore dimostri che a lui i 15 giorni non li dà nessuno e conceda a sua volta una sola settimana ai responsabili dei procedimenti amministrativi per aprire tutti gli impianti di compostaggio possibili. Le autorizzazioni dipendono dalla Regione, le procedure sono tutte dentro gli uffici regionali. Dovrebbe essere facile, no?

Come terzo atto, un assessore che voglia applicare il programma di governo di Musumeci dovrebbe procedere all’annuncio e poi al pratico scioglimento delle amministrazioni comunali inadempienti. Ha la forza l’assessore al ramo di far questo? Ha la forza il nuovo presidente della Regione di operare contro i protettori dei ritardi colpevoli che hanno perpetuato, come lui stesso ha detto, “un sistema clientelare, oligarchico, talvolta contiguo a associazioni criminali”?

Le parole sono pietre quando sono pronunciate con serietà, oppure sono solo fumo e chiacchiere. Come vogliono essere giudicati il nuovo presidente e il nuovo assessore al ramo? Uomini di parola o uomini di chiacchiera?
Strillare per l’esiguo tempo serve a nulla.

L’attuale Ministro dell’Ambiente ha lasciato che Crocetta si prendesse gioco di lui, o gli ha concesso il vantaggio che si riserva ai soci e agli amici?

Ma voler emulare Crocetta e i falsi aut aut ministeriali che nulla hanno scalfito, significa iniziare una nuova stagione fatta di consulenze, annunci roboanti e spaventosi nulla di fatto. Su questa frontiera il neo Governo regionale può fare un passo avanti o cadere in ginocchio. Piegare la schiena o farla piegare a chi ha boicottato ogni buon proposito di vero e cospicuo aumento della differenziata. La scelta è tutta qui.

6 dicembre 2017

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TimeSicilia


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