Il razzismo di Renzi: “Al Sud la priorità è la legalità”. Al Nord tutto a posto?

Incredibili le dichiarazioni rilasciate dal Premier a Milano Finanza. Confermano l’approccio colonialista nei confronti della questione meridionale e confermano pure che il Governo non ha nessuna intenzione di cambiare musica: avanti tutta con le solite politiche nordiste

L’approccio è quello cui siamo abituati praticamente da sempre.  Un film visto e rivisto molte volte dal 1860 ad oggi. Colonialista e razzista. Il tema è ovviamente quello del Sud Italia, area del Paese completamente abbandonata e depredata, dove, fatta eccezione per il periodo della tanto vituperata Cassa del Mezzogiorno che, prima della decadenza democristiana, realizzò tante opere utili (strade, dighe, bonifiche ecc), i Governi romani non ha mai investito nulla: basta guardare allo stato delle Ferrovie e delle autostrade che, appunto, dipendono dalla politica nazionale. Basta leggere i rapporti Svimez (Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno) per farsi una idea di come il gap Nord-Sud sia stato causato da politiche economiche nordiste che hanno lasciato al Sud solo le briciole di una spesa pubblica complessiva.

La musica è sempre la stessa. Lo conferma il premier Matteo Renzi che in una intervista rilasciata a Milano Finanza afferma: ” La nostra economia è molto molto vicina a quella tedesca, in particolare lo è quella del nostro Nord est. Sfortunatamente noi abbiamo due Italia diverse. C’è l’Italia del Nord, che è assolutamente vicina alla Germania e alla sua economia, con performance perfino migliori in molti campi. E c’è l’Italia del Sud, dove la priorità è quella di garantire legalità, trasparenza, processi corretti contro la corruzione e l’inefficienza della pubblica amministrazione”. 

Affermazioni discutibilissime.. Innanzitutto perché citare l’esempio tedesco, omettendo di parlare di come in quel Paese si sia superato il divario tra parte est e parte ovest è estremamente scorretto. Tutti sanno che la Germania ha investito massicciamente nella sua zona più povera, tanto da tirarla fuori dal baratro  e portarla a livello della parte ovest. Oggi è una Germania che va avanti come un treno nella sua interezza.

Renzi si limita a parlare di Nord, senza spiegare perché c’è ancora questa differenza. Senza fare il minimo accenno al trattamento riservato anche dal suo Governo al Sud dove non solo non si investe ma si depreda: i fondi europei vengono distratti e destinati ad altri usi, al Nord va da sé.  Esemplare il caso del finanziamento degli sgravi contributivi delle assunzioni fatte al Nord con i soldi che erano destinati al Sud. Per farvi una idea, solo delle ultime rapine, vi consigliamo la visione di questo servizio di Paolo Pagliaro andato in onda su La7 (questo il link).

Non ci soffermiamo sul caso Sicilia, lo abbiamo fatto altrove, e comunque qui potete leggere alcuni dettagli dei furti legalizzati in danno dei Siciliani.

Tornando alle dichiarazioni di Renzi, dunque, il Sud- si deduce- non ha bisogno di investimenti, la priorità è la legalità, ecc… Ci manca solo che aggiunga l’ordine pubblico, la caccia ai banditi e la vaccinazione contro la peste.

Va da sé che nessuno nega che al Sud ci siano problemi del genere citato da Renzi. Ma perché al Nord non ci sono?  Tangentopoli è scoppiata a Castelbuono?  Callisto Tanzi è di Bagheria? Le tangenti  Tav ed Expo sono andate a Ninu u ballerinu? I buchi nei conti del Monte dei Paschi di Siena li hanno fatti a Canicattì? I manager delle grandi aziende pubbliche corrompevano i consiglieri comunali di Enna?

E potremmo continuare all’infinito nell’elencare le storture e le corruzioni  di un capitalismo italiano che è per forza di cose nordico (a noi non hanno lasciato neanche le grandi imprese, per non parlare delle banche: così gli appalti per le rare opere pubbliche vanno alle grandi aziende o cooperative tosco-padane, lo stesso vale per la gestione dei nostri risparmi), mentre non ci sono dubbi che nella opacità della pubblica amministrazione l’Italia è unitissima e il morbo si annida in quella centrale.

Il problema ‘legalità’, ‘trasparenza’ ecc…, riguarda, dunque, l’intero Paese,fino a prova contraria. Che un Premier li attribuisca solo al Sud oltre ad essere scorretto, rivela un approccio culturale razzista. O è solo un modo come un altro per dire che soldi ed investimenti continueranno ad andare altrove. Non avevamo dubbi.

Il Sud resta la colonia dove piazzare trivelle e gasdotti. Tanto poi i profitti tornano al Nord. Per non parlare di basi militari: tanto poi i rischi legati al loro utilizzo restano al Sud.

Il Mezzogiorno  resta il luogo delle sceneggiate e delle tagliate di nastro tricolori, come la finta inaugurazione della carreggiata dell’autostrada Palermo-Catania, o la farsa dei Piani per il Sud, alias fondi europei già nostri che il Governo ‘ci concede’. Solo Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha avuto il coraggio di precisarlo.

Di certo non il Presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta. Che è cosa sua. E che certo non brilla per trasparenza nell’amministrazione.