Referendum: gli USA ringraziano Renzi per il MUOS? E la Sicilia, chi deve ringraziare?

Il Presidente Mattarella interviene sull’intervento a gamba tesa dell’ambasciatore USA. Ma davvero ci meravigliamo dell’appoggio americano a Renzi? Colui che, andando contro una regione italiana che dovrebbe rappresentare e difendere, sta avallando anche l’impianto bellico di Niscemi? Non stupisce che in Sicilia stia tornando in auge l’indipendentismo: visto che l’Italia non ci rappresenta, che ci stiamo a fare in questa Italia?

081103-N-9698C-001 WAHIAWA, Hawaii (Nov. 3, 2008) The Mobile User Objective System (MUOS) located at Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific, Wahiawa, Hawaii. is a next-generation narrowband tactical satellite communications system intended to significantly improve ground communications for U.S. forces. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class John W. Ciccarelli Jr./Released)

Ha suscitato un vespaio di polemiche l’intervento a gamba tesa dell’ambasciatore USA in Italia sul referendum costituzionale: ” Il ‘no’ al referendum “sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia”, ha detto John Phillips intervenendo ad un incontro sulle relazioni transatlantiche organizzato a Roma all’istituto di studi americani.

Una presa di posizione che arriva nello stesso giorno in cui anche la controversa agenzia americana di rating Ficht dice praticamente la stessa cosa: “Con la vittoria del ‘no’ a rischio il rating italiano”. Basti solo ricordare che nella bolla dei subprime del 2006 che ha scatenato la crisi finanziaria che ancora stiamo piangendo, le agenzie di rating sono state accusate da mezzo mondo di avere giocato sporco. Tanto che si parlò della necessità di agenzie di rating europee per tutelare l’Ue.

Va da sé, dunque, che qualsiasi intervento arrivi da tali organismi lascia il tempo che trova. E il fatto che Ficht e l’ambasciatore siano in sintonia, non sorprende più di tanto.

I partiti- M5S, Lega, Forza Italia, ma anche gli anti renziani del PD- hanno ovviamente parlato di una ingerenza intollerabile. Tanto che, sul caso, è intervento pure il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il mondo si è molto interconnesso quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l’Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all’estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori”.

Bene ha fatto Mattarella ad esprimersi chiaramente anche se in ballo ci sono gli USA.

Detto questo, davvero ci sorprende una ingerenza americana sui fatti politici italiani? L’unica novità, semmai, è che l’ingerenza è stata resa pubblica. 

Che poi gli USA tifino per Renzi, sorprende ancora meno. Come notano alcuni osservatori, questo governo (in realtà, non il solo) ha trasformato un rapporto di alleanza in un rapporto di sudditanza. Basta un fischio, ed ecco i militari italiani in Libia, un altro fischio, ed ecco i ricorsi dell’Avvocatura dello Stato sui tentativi della magistratura di giudicare liberamente l’iter autorizzativo del MUOS di Niscemi o i rischi per la salute di queste antenne satellitari.

Proprio il MUOS- come vi abbiamo ricordato qui– avrebbe avuto un peso rilevante nel giudizio negativo che gli USA avevano del Governo Prodi.

Dei rischi che il nostro Paese corre a causa di questa sudditanza cieca vi abbiamo parlato qui riportando l’opinione del giornalista Fulvio Grimaldi: Abbiamo un Paese che è militarizzato a forza di circa 90 basi americane, inoltre ci sono tutte la basi italiane che sono anche basi NATO a disposizione degli Stati Uniti. Siamo un Paese costellato di basi militari, il che non soltanto è un peso economico finanziario pesantissimo, ci costa l’ira di Dio a scapito di ospedali, scuole, modifiche del territorio. È un fenomeno inoltre che ci mette a rischio facendo di noi un possibile bersaglio di qualcuno che vuole effettuare rappresaglie contro l’aggressività della NATO, di cui noi siamo membri”.

Insomma, sono lontani i tempi in cui Bettino Craxi – con tutte le sue pecche- metteva in chiaro che l’Italia è un Paese Sovrano, bloccando gli americani a Sigonella e costringendo i militari statunitensi a lasciare la Sicilia con la coda in mezzo alle gambe.

Ora, sono pochi in Sicilia quelli che si possono considerare anti-americani. Ma tanti sono gli anti-imperialisti. E, soprattutto, tanti sono quelli che non vogliono che la Sicilia sia considerata una piattaforma militare e, soprattutto, tanti sono i siciliani che non vogliono rischiare la salute e la sicurezza di un territorio per i disegni bellici degli USA.

Questi sono i No MUOS che hanno dato tanto filo da torcere ad americani e governi italiani. E che, ultimamente, stano subendo una contro offensiva virulenta da parte del Governo Renzi, a cominciare dal CGA – sempre su ricorso del Governo- che con acrobazie giuridiche si è pronunciato a favore.

Tanto impegno non sarà sfuggito agli USA.  Che oggi, magari, con questo endorsement, ovvero sostegno, alla riforma renziana, ringraziano il Governo italiano per un servilismo che passerà alla storia: il Governo italiano, in questa vicenda, ha deciso di rappresentare e difendere un Paese estero e non una sua regione.

Non meraviglia dunque che in Sicilia stia tornando in auge l’indipendentismo: visto che l’Italia non ci rappresenta, che ci stiamo a fare in questa Italia?

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