Regione: i dirigenti generali non potranno più costituire le unità operative di base e uffici semplici

E’ un primo passo che mette ordine in un’Amministrazione regionale caotica. Ma il passaggio importante deve ancora avvenire: ovvero il divieto di nominare dirigenti esterni all’Amministrazione regionale. E’ evidente che il presidente Rosario Crocetta non se l’è sentita di sbarazzarsi assunti dal suo Governo. A cominciare dal segretario generale, dottoressa Patrizia Monterosso

E’ un primo passo che mette ordine in un’Amministrazione regionale caotica. Ma il passaggio importante deve ancora avvenire: ovvero il divieto di nominare dirigenti esterni all’Amministrazione regionale. E’ evidente che il presidente Rosario Crocetta non se l’è sentita di sbarazzarsi assunti dal suo Governo. A cominciare dal segretario generale, dottoressa Patrizia Monterosso  

di Riccardo Gueci

Capita ogni tanto, ma capita. La Regione siciliana si è data una mossa e sembrerebbe che, a partire da quest’anno, dovrebbero cessare le assunzioni di personale senza pubblico concorso. Il condizionale è d’obbligo perché il comma 11 dell’articolo 49 della legge finanziaria n.9 del maggio 2015, mentre autorizza i bandi di pubblico concorso a partire dall’anno in corso, non pone alcun divieto tassativo alle assunzioni al di fuori dei concorsi. Si lascia sempre uno spiraglio aperto alle eventualità future.

A dirla tutta, il richiamato articolo 49, nel dichiarato intento di ridurre le spese fisse dell’Amministrazione, detta anche l’entità dell’organico, dalla dirigenza ai quadri intermedi ed al Corpo Forestale, ed indica il metodo per la riduzione progressiva nel prossimo quinquennio bloccando il turn-over. Ed autorizza il presidente della Regione ad emanare il nuovo regolamento organico dell’Amministrazione regionale. Cosa, questa, che Rosario Crocetta ha fatto con decreto presidenziale 14 giugno 2016, n.12.

La cosa più importante è, però, la soppressione della facoltà dei dirigenti generali di costituire le unità operative di base e gli uffici semplici. Un canale attraverso il quale i dirigenti generali – soggetti privati a contratto, scelti dall’assessore – assumevano personale d’ordine ad libitum. E mamma Regione pagava.

Con il nuovo regolamento i dirigenti generali debbono fare richiesta alla Giunta e questa, valutatane la congruità, l’approva o la respinge.

Vediamone il dettaglio.

Intanto viene fissato il numero del personale dirigente a 1736 unità e questo nel quinquennio 2016/2020 si riduce ogni anno del numero corrispondente ai soggetti che lasciano il servizio. Per il personale non appartenente alla fascia della dirigenza, il numero è stabilito in 13.551 unità che, nel biennio 2016/2017 si riduce del 90 per cento di quanti lasciano il servizio.

Per quanto attiene alle unità operative di base, mentre con questa legge si opera una specie di sanatoria riguardo all’esistente, viene definitivamente soppressa la norma vigente che così recitava:

“…resta fermo il potere di organizzazione interna del dirigente generale in ordine alla costituzione di unità operative di base e uffici semplici”.

Fin qui la norma della Finanziaria con la finalità di ridurre le spese correnti ed il relativo decreto presidenziale che regolamenta la nuova funzionalità dell’Amministrazione regionale. E’ un passo significativo delle intenzioni di qualificare l’apparato amministrativo.

Per quanto riteniamo valido questo provvedimento, aspettiamo il prossimo che preveda l’abolizione della figura di dirigente generale preso all’esterno del personale regionale con contratto privato. La cosa pubblica non può essere gestita con criteri privatistici. Gestire l’ente pubblico presuppone i possesso di una visione generale che ben alta cosa del piccolo interesse privato.

Avere introdotto la visione privatistica della cosa pubblica è stato un errore che ha concorso alla decadenza del valore dell’etica pubblica. Questo però è un altro discorso che faremo magari in altra occasione.

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