Regione: non è che Musumeci, Armao & compagni cercano una scusa per contrarre un nuovo mutuo miliardario?
In Evidenza, Politica, Primo Piano

Regione: non è che Musumeci, Armao & compagni cercano una scusa per contrarre un nuovo mutuo miliardario?


Giulio Ambrosetti

‘Improvvisamente’ è spuntato un nuovo ‘buco’ nei conti della Regione siciliana. In realtà, era già stato segnalato tutto la primavera scorsa dalla Corte dei Conti. Il nostro dubbio è che l’attuale sceneggiata sui conti possa essere prodromica a un nuovo mutuo. Vi raccontiamo chi ha indebitato la Regione. I grillini siciliani chiamano in causa l’attuale assessore all’Economia, Gaetano Armao 

Lo scorso 4 dicembre abbiamo scritto il seguente articolo dal titolo:

“Non è che Musumeci & compagni preparano un bel mutuo miliardario in danno dei siciliani?”.

In questo articolo ricordiamo che la gestione dei conti della Regione, nella passata legislatura, da parte del commissario inviato da Renzi in Sicilia, Alessandro Baccei, è stata molto discutibile.

Ebbene, qualcuno, quando abbiamo scritto del nuovo mutuo miliardario che, a nostro avviso, il nuovo Governo regionale potrebbe contrarre, ci hanno preso per matti. Ed è anche logico: la Regione ha già un indebitamento che supera di poco gli 8 miliardi di euro. Con esose rate di mutuo pagate, in buona parte, con i soldi della sanità pubblica: cioè che i soldi che dovrebbero servire a far funzionare gli ospedali pubblici e, segnatamente, i Pronto soccorso.

Ebbene, adesso si scopre che non siamo matti, perché la Corte dei Conti per la Sicilia e Il Sole 24 hanno ‘scoperto’ un ‘buco’ nel Bilancio della Regione siciliana!

In verità, la Corte dei Conti queste cose le ha in parte anticipate la scorsa primavera, quando il procuratore generale d’Appello della Corte dei Conti, Pino Zingale, ha bloccato la ‘parificazione’ del Bilancio regionale 2016.

Poi il Bilancio regionale è stato ‘parificato’, perché la mancata ‘parifica’ avrebbe, di fatto, annullato la legge regionale di Stabilità regionale 2017 (leggere Bilancio e Finanziaria 2017): perché un Bilancio e una Finanziaria regionale 2017 che si fondano su un consuntivo 2016 non ‘parificato’ non possono stare in piedi!

Alla luce di tutto quello che abbiamo visto dal 2014 ad oggi, noi, con i nostri mezzi modesti, avendo notato che dal 2014 in poi la Regione copriva i propri debiti con altri debiti, abbiamo dedotto che il nuovo Governo regionale avrebbe stipulato u altro mutuo.

Ma, lo ribadiamo: ci hanno preso per matti.

Oggi i magistrati contabili, leggiamo su Live Sicilia,”hanno infatti risposto a un quesito sollevato dalla Sezioni riunite siciliane, in sede di (seconda) parifica. I giudici di via Notarbartolo (la via di Palermo dove ha sede la Corte dei Conti ndr) avevano chiesto una interpretazione delle norme relative alle ‘sterilizzazioni’ delle anticipazioni di liquidità. Vale a dire sui modi con i quali la Regione ha assicurato, nel proprio bilancio, la presenza delle somme necessarie per garantire la restituzione allo Stato delle somme anticipate in questi anni. Un ‘caso’ sollevato sempre in sede di parifica del rendiconto dal Procuratore generale d’Appello Pino Zingale. E la risposta rischia di costringere il nuovo governo a reperire una cifra ai almeno 80-100 milioni di euro. Una stangata”.

La Corte dei Conti per la Sicilia punta i riflettori sul fondo per le anticipazioni di liquidità. Somme che lo Stato ha anticipato alla Regione siciliana che le ha utilizzate per fare fronte a una serie di debiti.

A dir la verità, le cose sono un po’ più complicate. Perché è lo Stato che ha indebitato la Regione siciliana. E l’ha fatto seguendo quattro vie.

Prima via: imponendo un prelievo annuo di un miliardo e 300 milioni di euro per “risanare la finanza pubblica”: prelievo, quello imposto alla nostra Regione, pari quasi a quello imposto Regione Lombardia, che è molto più ricca della Sicilia!

Seconda via: cancellando – con la connivenza del passato Governo regionale e della passata Assemblea regionale – crediti che la Regione vantava nei riguardi di vari soggetti privati e pubblici e anche nei confronti dello Stato (COME POTETE LEGGERE QUI). Il nostro dubbio è che tali crediti della Regione siano stati cancellati non seguendo alla lettera quanto previsto dal decreto nazionale n. 118 del 2011 in materia di eliminazione dei cosiddetti ‘residui attivi’.

Terza via: la firma di due ‘Patti scellerati’. Sono i ‘Patti’ firmati dall’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, con il Governo nazionale di Matteo Renzi.

Con il primo ‘Patto’ – che risale al giugno del 2014 – la Regione ha rinunciato agli effetti positivi di alcuni pronunciamenti della Corte Costituzionale in favore della Regione siciliana (COME POTETE LEGGERE QUI).

Con il secondo ‘Patto’ – decisamente più folle del primo – la Regione ha ‘salutato’ la propria autonomia finanziaria (COME POTETE LEGGERE IN QUESTA INCHIESTA IN TRE PUNTATE).

Il primo ‘Patto’ è stato siglati dall’ex presidente Crocetta.

Il secondo ‘Patto’ – molto più grave del primo – è stata avallato, oltre che dal passato Governo regionale, dalla maggioranza di centrosinistra della passata Assemblea regionale e dai parlamentari nazionali di centrosinistra eletti in Sicilia.

Quarta via: la mancata rivendicazione, da parte della Regione siciliana, dei fondi che lo Stato deve alla stessa Regione.

Il riferimento è ai circa 600 milioni di euro all’anno che lo Stato scippa alla sanità siciliana (COME POTETE LEGGERE QUI).

E ai fondi dell’articolo 38 dello Statuto della Sicilia che la Regione non rivendica (COME POTETE LEGGERE QUI).

Oggi, ‘improvvisamente’ si scopre che la Regione siciliana ha un ‘nuovo buco’, ma non si parla del perché il passato Governo e la passata Assemblea regionale siciliana hanno coperto i debiti (provocati dallo Stato) contraendo altri debiti.

Lo Stato prima affamava la Regione siciliana (ribadiamo: con il consenso della maggioranza di centrosinistra della passata Assemblea regionale siciliana e del passato Governo regionale) e poi ‘anticipava’ alla stessa Regione i fondi per coprire i ‘buchi’ che lo stesso Stato provocava!

Non è che, adesso, per restituire le ‘anticipazioni’ dello Stato, il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci – come noi abbiamo scritto lo scorso 4 dicembre – pensa di far contrarre alla Regione (cioè ai siciliani) un altro mutuo miliardario?

Se così fosse sarebbe l’ennesima beffa ai danni dei siciliani che segnerebbe la perfetta continuità politica tra il nuovo Governo Musumeci e il vecchio Governo Crocetta.

Il nuovo mutuo servirebbe per pagare i 100 milioni di euro di quest’anno e tutti gli arretrati.

Scrivono i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle in un comunicato:

“Un nuovo buco milionario nei conti della Regione? Nessuna meraviglia. Ma bisogna fare chiarezza una volta per tutte. La strada da seguire è una sola: una ‘due diligence’ con la Corte dei Conti, un controllo approfondito sulla veridicità delle entrate e delle uscite”.

“Già prima della campagna elettorale – afferma il parlamentare Giancarlo Cancelleri – avevo espresso l’inderogabile necessità di fare un accurato controllo sui Conti della Regione con la magistratura contabile, una ‘due dilegence’ che facesse trasparire chiaramente come stanno veramente le cose ed eventualmente inchiodasse alle proprie responsabilità chi avesse mentito ai siciliani in questi anni. Quello che in pratica Io stesso presidente della corte dei Conti, Maurizio Graffeo, aveva chiesto in occasione del giudizio di parifica del 2017”.

“A questo punto – conclude Cancelleri – la domanda che legittimamente dobbiamo porci è la seguente: perché Armao (Gaetano Armao, attuale assessore regionale all’Economia del Governo Musumeci ndr) costituisce una commissione di esperti, magari anche bravissimi e rispettabilissimi, e non si rivolge ad un organo dello Stato per fare lo stesso lavoro? Non è che ha paura che la Corte dei Conti ravvisi irregolarità addebitabili anche a lui, visto che è stato il responsabile dell’assessorato al Bilancio del Governo Lombardo?”.

Scrive sempre Live Sicilia:

“Le Sezioni riunite (della Corte dei Conti ndr) hanno sollevato una questione di massima rispetto alla normativa nazionale – diceva il magistrato il 27 luglio (il riferimento è al citato dottor Pino Zingale ndr) – chiedendone una interpretazione. E le interpretazioni possono essere solo due: una lettura ‘salverebbe’ la situazione attuale dei conti, un’altra lettura determinerebbe una situazione di estrema criticità dei conti. Per intenderci: due miliardi e mezzo non potrebbero essere considerati ‘sterilizzati’ e quindi si trasformerebbero in un nuovo mutuo. Nuovo debito”.

Che dire? Che il Governo Musumeci, invece di pensare a nuovi mutui, apra subito un contenzioso con lo Stato i inizi a farsi restituire i fondi della sanità che lo Stato scippa alla Sicilia. I soli arretrati, dal 2009 ad oggi, ammontano ad oltre 5 miliardi di euro. Più 600 milioni di euro all’anno circa.

Un ennesimo mutuo sarebbe una manifestazione di ‘ascarismo’ e noi siamo certi che il nuovo Governo regionale non seguirà la strada dell’esecutivo che l’ha preceduto.

Foto tratta da fattieavvenimentisciacca.altervista.org 

 

 

 

 

 

 

 

22 dicembre 2017

Autore

GiulioAmbrosetti


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo