Il Regno Unito taglia le tasse alle imprese. E l’Italia? Si accinge ad aumentare l’IVA per pagare la sanità

I TG e la ‘grande informazione’ italiana ci avevano raccontato che il Regno Unito, lasciando l’Unione Europea, sarebbe precipitato nel baratro economico. Invece sta succedendo l’esatto contrario. Da quelle parti si tagliano, infatti, le tasse alle imprese. Cosa, questa, che rilancerà l’economia. Mentre nel nostro Paese, tra due anni, mancheranno 10 miliardi di Euro alla sanità che verranno recuperati in parte con l’aumento dell’IVA dal 22 al 24%, con gravissimo danno per le imprese e per l’economia. Ma di questo non parla nessuno

I TG e la ‘grande informazione’ italiana ci avevano raccontato che il Regno Unito, lasciando l’Unione Europea, sarebbe precipitato nel baratro economico. Invece sta succedendo l’esatto contrario. Da quelle parti si tagliano, infatti, le tasse alle imprese. Cosa, questa, che rilancerà l’economia. Mentre nel nostro Paese, tra due anni, mancheranno 10 miliardi di Euro alla sanità che verranno recuperati in parte con l’aumento dell’IVA dal 22 al 24%, con gravissimo danno per le imprese e per l’economia. Ma di questo non parla nessuno

Ricordate la ‘grande e puntuale’ informazione dei TG sul Regno Unito prima del referendum? Se avessero vinto gli euroscettici – ci raccontavano – per gli inglesi sarebbe stata la fine: crisi economica di qua, crisi economica di là. Che sta succedendo, invece? L’esatto contrario. Nei giorni scorsi un incremento delle presenze turistiche. Mentre in queste ore prende corpo una secca riduzione delle tasse alle imprese (come potete leggere qui nel dettaglio).

Insomma, alla Rai gli ‘analisti’ economici sono ‘bravissimi’.

Scrive il Sole 24 Ore:

“Subito dopo l’esito del referendum pro-Brexit, l’ex cancelliere Osborne aveva annunciato l’intenzione di abbassare la percentuale di tassazione alle imprese al 15% per mitigare l’effetto dell’addio all’Unione europea. Al momento la Gran Bretagna ha una corporate tax del 20%, che secondo il programma dovrebbe diminuire al 19% nell’aprile 2017, fino a scendere al 17% entro il 2020”.

A conti fatti – e siamo solo all’inizio – l’economia del Regno Unito sembra lanciata verso traguardi importanti.

E l’Italia? Fa ridere. E’ di queste ore la notizia, ‘pompata’ dai soli media, che ci sarebbe un aumento dell’occupazione. In realtà, è solo l’effetto di coda degli sgravi fiscali e del Piano Garanzia Giovani voluto dal Parlamento Europeo e non dall’Italia.

Ricordate i TG italiani subito dopo l’esito del referendum del Regno Unito, con la vittoria dei No all’Unione Europea?

A turno, i pagliacci che oggi gestiscono la fallimentare Unione Europea dell’Euro si sono affannati a dire che l’Inghilterra avrebbe dovuto sbrigarsi a definire le procedure per lasciare la UE. Se ricordate, anche Renzi ha rilasciato dichiarazioni di questo tenore.

Qual è la verità, invece?

La prima verità è che i TG italiani e la ‘grande stampa’ di questa storia non parlano più.

La seconda verità la spiega bene il Sole 24 Ore:

“Pochi giorni fa, davanti alla commissione economica alla Camera dei Lord, il ministro ha detto che l’Unione Europea ha tutto da perdere da una limitazione delle attività finanziarie nella City londinese e da ogni eventuale tentativo di spostare le operazioni di compensazione all’estero perché rischia di beneficiarne più New York che l’Europa”.

A parlare è Philip Hammond, Cancelliere di Sua Maestà.

Dunque è la UE che ha tutto da perdere da una limitazione delle attività finanziarie nella City londinese. Quindi è l’Europa Unita dell’Euro e la sua scalcagnata economia che si devono genuflettere al Regno Unito e non viceversa.

Ma la vera notizia che riguarda l’Italia sono i tagli alla sanità di cui non parla nessuno. Elenchiamoli.

Eh già, perché mentre il Regno Unito – che doveva fallire con il No all’Unione Europea – sta riducendo le tasse alle imprese, l’Italia, se non otterrà non benefici, ma la possibilità di indebitarsi ulteriormente, dovrà portare l’IVA al 24%, assestando un colpo mortale alle imprese.

Sapete perché verrà aumentata l’IVA? Perché mancano i soldi per la sanità. Il conto è presto fatto.

Per quest’anno mancano 2 miliardi di Euro: e infatti i tagli sono arrivati anche in Sicilia, dallo sbaraccamento dell’ospedale di Cefalù a quello di Ribera, da Noto a Mazzarino e via continuando.

Quello che il Governo Renzi non dice è che, per il prossimo anno – cioè nella manovra 2017 che tra qualche settimana il Parlamento nazionale dovrà iniziare a discutere – è previsto un taglio di 3-3,5 miliardi di Euro.

Avete presente che effetti avranno questi tagli sulla sanità italiana che è già allo stremo?

Non è finita: nel 2018 ci saranno, sempre sulla sanità, altri 5 miliardi di Euro di tagli.

Ciò significa che la spesa sanitaria italiana, da 111 miliardi di Euro all’anno (doveva essere pari a 113 miliardi di Euro, ma il Governo Renzi ha fatto sparire 2 miliardi di Euro: argomento del quale – a parte i grillini – non parla nessuno), passerà a 103 miliardi di Euro.

Che succederà? Succederà che, per fronteggiare almeno una parte di questi tagli, l’Italia sarà costretta ad aumentare l’IVA.

La sanità si finanzia con il Fondo sanitario nazionale, con l’IRAP, con i ticket e con l’IVA. Siccome le altre tre voci non possono più essere toccate, per fronteggiare questi tagli – o almeno una parte di questi tagli – il nostro Paese aumenterà l’IVA.

Ultima domanda: a chi andranno i 10 miliardi tolti alla sanità italiana e recuperati solo in parte da un aumento dell’IVA?

In parte alle banche, in parte alla Germania (Paese che, grazie al gioco dei tassi, con l’Euro, ha finanziato la propria unificazione a spese dei Paesi dell’Europa mediterranea che hanno aderito all’Euro) e in parte ai banditi e predoni delle burocrazie europee che, con i soldi che scippano ad ogni Paese finito nella ‘trappola’ dell’Euro, fanno quello che vogliono, ignorando il Parlamento Europeo che, non a caso, conta quanto il due di coppe con la briscola a denari.

In pratica, si tagliano i soldi alla sanità pubblica italiana per foraggiare le banche, la Germania e i burocrati europei che, con i nostri soldi, fanno il bello e il cattivo tempo.

Questo è un altro dei motivi perché l’Italia deve uscire subito dall’Euro e poi lasciare un’Europa unita dove i predoni controllano tutto.

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