Renato Costa: alle elezioni regionali, senza una lista alternativa al PD, si spiana la strada ai populismi
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Renato Costa: alle elezioni regionali, senza una lista alternativa al PD, si spiana la strada ai populismi


Giulio Ambrosetti

Una chiacchierata a trecentosessanta gradi con Renato Costa, segretario della CGIL medici della Sicilia, da sempre comunista marxista dichiarato. La “confusione” a sinistra provocata dall’accordo tra la federazione di Rifondazione comunista di Palermo e Leoluca Orlando. Il ‘caso’ di Marcello Susinno, già dirigente di Nuova Sicilia di Bartolo Pellegrino, finito nella lista di Sinistra Comune alle elezioni comunali di Palermo. La necessità di una lista alternativa al PD alle elezioni regionali siciliane di novembre  

“L’assemblea di ieri sera a Palermo? E’ la dimostrazione che, in Sicilia, nella sinistra alternativa al PD c’è grande fermento. Siamo vivi e pronti a dare battaglia. Alle prossime elezioni regionali di novembre non ci potrà essere alcun accordo tra la sinistra e il PD e, di conseguenza, tra la sinistra e l’esperimento che sta mettendo in piedi il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando”.

Taglia corto Renato Costa, segretario regionale della CGIL Medici della Sicilia, da sempre esponente della sinistra. Con lui parliamo dell’incontro andato in scena ieri sera a Palermo, nella sede di Rifondazione comunista, che è proprio il partito di Costa. Incontro al quale hanno preso parte esponenti di varie ‘anime’ politiche della sinistra, da Possibile, l’area che fa riferimento a Pippo Civati, a Risorgimento socialista, da Un’Altra Europa al PCI, da esponenti della CGIL ai comitati di base, dai collettivi giovanili fino a qualche ‘pezzo’ di Sinistra Comune, il cartello elettorale che ha sostenuto Leoluca Orlando alle elezioni comunali.

Per la cronaca, Sinistra Comune – che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Orlando insieme con il PD, con il Ministro Angelino Alfano e i suoi di Palermo (i parlamentari nazionali Dore Misuraca e Simona Vicari), con i centristi di Giampiero D’Alia e di Salvatore ‘Totò Cardinale – vorrebbe riproporre l’alleanza con i centristi anche alle elezioni regionali: su questa linea sono il parlamentare nazionale di Sinistra Italiana, Erasmo Palazzotto, e l’ex assessore comunale, Giusto Catania, che dovrebeb esprimere la posizione di Rifondazione comunista a Palermo.

Solo che, a livello regionale, la federazione di Rifondazione comunista esprime una linea politica alternativa a quella di Giusto Catania, come potete leggere in questa intervista a Sonia Spallitta, dirigente regionale di Rifondazione comunista.    

Ovviamente, una lista di sinistra alternativa al PD alle prossime elezioni regionali ostacolerebbe il disegno di Orlando, che vorrebbe portare la sinistra alternativa al PD in alleanza con il PD, con Alfano, con D’Alia e con Cardinale….

E’ vero che Orlando avrebbe detto al suo ex assessore di risolvergli il problemi?

“Prego?”.

Insomma, Giusto Catania dovrebbe convincere voi della sinistra alternativa al PD a schierarvi, alle prossime elezioni regionali, con il PD, con il partito del Ministro Alfano, con D’Alia e con Cardinale.

“Non sono al corrente di questi giochi. L’unica cosa che posso affermare è che non ho mai creduto che Leoluca Orlando sia un politico di sinistra. Io, invece, sono un comunista che vorrebbe stare in un partito comunista. Da comunista, in queste ultime elezioni comunali di Palermo, ho visto sparire ogni riferimento all’idea comunista”.

E questo che significa per uno come lei?

“Significa che nel prossimo futuro bisognerà capire qual è il ruolo di Rifondazione comunista in Italia e in Sicilia. Se il ruolo di Rifondazione comunista è stato abbondantemente definito dal segretario nazionale del partito, Maurizio Acerbo, nel recente incontro promosso a Roma da Anna Falcone e Tommaso Montanari, e se in Sicilia la segreteria regionale di Rifondazione comunista ha già tracciato un percorso preciso, ovvero un’alleanza delle forze di sinistra antiliberiste e alternative al PD, l’elemento di confusione continua a rimanere la federazione di Palermo”.

Si riferisce all’alleanza tra la federazione di Palermo e Orlando?

“Per l’appunto. In questo abbraccio mortale che la federazione di Palermo ha deciso di perpetrare in modo incondizionato con Leoluca Orlando, l’unico dato certo è la scomparsa di Rifondazione comunista. La federazione di Palermo continua a bearsi dell’ottimo risultato elettorale ottenuto da Sinistra Comune, facendo finta di non capire che Sinistra Comune è un’esperienza politica che tutto può essere, tranne che una vera alternativa al PD e alle politiche consociative di questo partito”.

Tra l’altro, alle elezioni comunali di Palermo, a parte lo spoglio delle schede che presenta tanti, forse troppi buchi neri, in quello che viene definito “l’ottimo risultato elettorale di Sinistra Comune”, a quanto pare, hanno giocato un certo ruolo soggetti che, nel passato, hanno militato in Nuova Sicilia, lo schieramento politico che faceva capo a Bartolo Pellegrino, assessore regionale della prima Giunta di Totò Cuffaro…

“Io dico che in tutta la coalizione bisognava interrogarsi per tempo circa la presenza, nella lista, di soggetti che nulla hanno a che vedere non dico con il comunismo, ma neanche della pallida esperienza delle socialdemocrazia. La coalizione che Orlando ha messo in piedi a Palermo, infatti, ci ha regalato un Consiglio comunale in cui spiccano personaggi politici giustamente rivendicati da Totò Cuffaro come uomini propri. E, del resto, anche Sinistra Comune non mi pare abbia fatto le pulci ai propri candidati: lo dimostra l’elezione di Marcello Susinno, già dirigente del partito di Bartolo Pellegrino”.

Alla fine Sinistra Comune sta puntellando Orlando e il PD al Comune di palermo e, nella testa di Orlando, alle elezioni regionali di novembre, dovrebbe andare a puntellare il PD, per dalla alla Sicilia un nuovo Governo Crocetta senza Crocetta…

“Questo è l’elemento politico che ho evidenziato subito. La mia mancata adesione a Sinistra Comune deriva dal fatto che, sin da subito, era evidente quale sarebbe stato il progetto di questa formazione politico-elettorale”.

Ovvero?

“Insomma, Sinistra Comune può essere tutto, tranne che un’alternativa al PD siciliano”.

A quanto si dice Sinistra Comune dovrebbe trovare una collocazione per l’ex assessore comunale, Giusto Catania, per ora in uscita, e per il parlamentare nazionale, Erasmo Palazzotto, anche lui in uscita…

“Le storia personali non mi appassionano. Sono molto più preoccupato per come sono state svendute le storie di partito”.

Il PD siciliano, dopo otto disastrosi anni di Governo della Regione è ai minimi storici e chiede aiuto a Roma. Il presidente del Senato, Piero Grasso, dovrebbe – così si dice – essere il candidato del PD e dell’operazione trasformista di orlando alla presidenza della Regione siciliana…

“E’ evidente che tale candidatura non può appassionare. Non è la storia personale dell’uomo, ma il credo politico a cui appartiene e che ha praticato in questi anni a non convincere. Alla Sicilia, oggi, serve una politica veramente alternativa a quanto è stato fatto in questi anni. Alternativa vera e non di facciata. Penso a una svolta politica che, finalmente, abbia come compito prioritario quello di ridurre le diseguaglianze. Una politica che smetta di praticare una finta accoglienza e inizi a considerare gli uomini uguali tra di loro. Una politica che metta da parte il profitto come unico fine. Una politica che punti su un uomo nuovo, cioè il manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels. Io ancora ci credo”.

Uno dei fallimenti macroscopici della sinistra siciliana targata PD è l’acqua ancora nelle mani dei privati. 

“Con la scomparsa degli ideali spariscono anche i confini che permettevano di scoprire le differenze. Ormai il mondo – e l’Europa in particolare – è guidato da un pensiero dominante sul modello delle grandi coalizioni. E un mondo dove tutto si può fare, perché tutto è indistinto. Perché è morta la politica. Nella fattispecie dell’acqua pubblica in Sicilia pongo una domanda: su un tema così delicato si possono mettere assieme destra e sinistra (sic!)? credo di no. Credo che le identità vadano preservate. E che le differenze siano un arricchimento. E credo, soprattutto, che la politica debba riscoprire gli ideali. Essere considerati ideologici nel 2017 non è un demerito, ma un vanto. Solo dalla riscoperta di questi valori si possono mettere in atto buone pratiche che creano il consenso necessario per realizzare la buona politica”.

Riuscirete, in Sicilia, a presentare una lista di sinistra alternativa al PD alle elezioni regionali di novembre?

“E’ il nostro obiettivo”.

Il PD  e Orlando ve lo consentiranno? 

“Non mi pare che dobbiamo chiedere il permesso al PD e a Orlando”.

Permesso no, ma le ricordo che, cinque anni fa, in un modo o nell’altro, hanno eliminato dalla corsa la candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione. Cosa, questa, che ha agevolato l’elezione di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione.

“Ricordo benissimo quanto avvenuto cinque anni fa, perché ero stato designato assessore da Claudio Fava. All’ultimo momento si è scoperto un problema con la residenza di Fava. Con molta probabilità, qualcuno l’aveva messo nel conto e l’ha utilizzato. L’esperienza di cinque anni fa è passato. Ora c’è il presente. Una lista di sinistra alle prossime elezioni regionali della Sicilia è doverosa. Ricordo che, là dove non ci sono le condizioni per proporre una reale politica di cambiamento si fanno strada i populismi. Non presentare una lista di sinistra alle elezioni regionali significherebbe spianare la strada alla vittoria del Movimento 5 Stelle”.

 

 

 

 

 

 

 

22 giugno 2017

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GiulioAmbrosetti


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