Renzi e Berlusconi proveranno, insieme, a fermare il Movimento 5 Stelle. E il Sud che farà?
Editoriale

Renzi e Berlusconi proveranno, insieme, a fermare il Movimento 5 Stelle. E il Sud che farà?


Time Sicilia

La crisi del Governo Renzi è solo una sceneggiata. Dietro Renzi ci sono le banche di affari e i tedeschi che continueranno a sostenerlo. L’emergenza, per questi ‘banditi’, è fermare l’avanzata dei grillini. Renzi e Berlusconi sono condannati ad andare insieme. Ma l’ex Cavaliere, dopo la sconfitta di Renzi al referendum, tratterà da una posizione di forza. Quale ruolo possono giocare i movimenti indipendentisti di un Sud in rivolta, dalla Sicilia alla Sardegna? Al Mezzogiorno pensa anche Salvini con la sua ‘Lega dei popoli’

Certo che questo Renzi e il ‘suo’ PD sono incredibili. E’ diventato veramente difficile andare dietro alle banalità che propongono come strategie dopo la pesante sconfitta del referendum. Per non parlare delle promesse mancate e delle contraddizioni.

“Se perdo il referendum mi dimetto”, ha detto Renzi nei mesi scorsi, quando pensava di vincere. Per poi rimangiarsi quanto affermato. Idem la ministra Maria Elena Boschi, pronta a lasciare la politica se i No avessero vinto. Ovviamente, anche lei è ancora lì.

Che credibilità possano avere ancora personaggi del genere non si riesce a capire. Ma a parte la brutta figura di questi due governanti, ci sono anche altre questioni che lasciano sbigottiti.

Ricordate la legge elettorale – l’Italucum – fortissimamente voluta da Renzi e dal suo PD? Erano freschi del 40 per cento preso alle elezioni europee. Pensavano – Renzi e i suoi sodali – di avere l’Italia in tasca.

Fregandosene del pronunciamento della Corte Costituzionale – che ha ‘bocciato’ la legge elettorale nota come Porcellum – Renzi e il Parlamento di ‘nominati’ hanno approvato una nuova legge elettorale – la già citata Italicum – che è anche peggio del Porcellum.

In quei giorni Renzi e i suoi sodali pensavano che le elezioni politiche sarebbero state una formalità. Avevano preso il 40% dei voti; controllavano quasi tutte le Regioni e la maggioranza dei Comuni; controllavano la RAI e tutti i posti di sottogoverno. Erano e sono ancora oggi al Governo. Insomma, pensavano di vincere “a redini basse”, come si usa dire in gergo ippico.

Anche perché Berlusconi – azzoppato da una condanna che gli impedisce di candidarsi e dai ‘mercati’ (leggere le massonerie finanziarie della ‘presunta’ Unione Europea) che minacciano le sua aziende – aveva tirato i remi in barca sbaraccando il centrodestra.

Ma siccome Renzi è quello che è, ecco che, in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica ha piazzato Sergio Mattarella al Quirinale ignorando Berlusconi.

Il risultato è che, al referendum del 4 dicembre scorso, Berlusconi ha fatto votare No. Non possiamo affermare con certezza che Renzi ha perso per Berlusconi. Però non possiamo non chiederci: come sarebbe finita se anche le tv di Berlusconi avessero ‘lavorato’ per il Sì?

In tutto questo, in tre anni, da capo del Governo, Renzi ha inanellato un insuccesso dietro l’altro:

la disoccupazione è alle stelle (soprattutto quella giovanile);

il Jobs Act è un fallimento;

la ‘Buona scuola’ è un disastro;

l’agricoltura è allo sbando;

tasse e imposte sono aumentate;

le Regioni sono state massacrate dai tagli;

idem i Comuni;

le Ex Province – trasformate in grottesche Città Metropolitane – sono asddirittura senza Bilancio di previsioni approvati;

potremmo continuare con un lungo elenco di fallimenti: ci limitiamo a ricordare che il debito pubblico del nostro Paese è aumentato e ormai ‘viaggia’ sui 2 mila e 300 miliardi di Euro!

Il risultato è che, tra errori, cattivo governo, tradimenti, referendum perso, Renzi ha capito che con l’Italicum a vincere le elezioni sarebbero, al 99%, i grillini.

Così bisogna cambiare l’Italicum per fregare il Movimento 5 Stelle. Ma per fare questo, come vedremo, ha bisogno della ‘sponda’ di Berlusconi. 

L’aspetto incredibile è che, quando Renzi e il Parlamento di ‘nominati’ hanno imposto l’Italicum, i grillini erano contrari. Ma a volere l’Italicum – lo ribadiamo – sono stati Renzi e il ‘suo’ PD.

Oggi i grillini si oppongono a cambiare l’Italicum. E hanno ragione: questa legge elettorale – a nostro avviso sbagliata e a rischio di incostituzionalità (la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’Italicum a fine gennaio del prossimo anno) – è stata voluta da Renzi e dal ‘suo’ PD.

Perché, adesso, bisognerebbe cambiarla? Perché è stata fatta per fare vincere il PD di Renzi e, siccome Renzi e compagnia bella non vincerebbero più, si deve fare un’altra legge elettorale cambiando l’Italicum?

Questi signori del PD renziano – e chi gli va dietro, compresa una certa informazione – non hanno capito che gli italiani non sono stupidi. Già il primo avviso alla vecchia politica l’hanno dato, ‘bocciando’ il referendum.

Renzi e i suoi amici pensano che vincere le elezioni cambiando la legge elettorale? A nostro avviso, si illudono.

Gli italiani – soprattutto al Sud – hanno lanciato un segnale preciso al PD e, in generale, a tutta la vecchia politica: non li voteranno più.

Renzi e i suoi si illudono che il 40% dei Sì sia ‘roba loro’. Non hanno capito quello che sta succedendo. Tra l’altro, hanno dimenticato che il 40% dei Sì è il frutto di una propaganda a tappeto fatta per due mesi sulle TV, sui giornali, girando l’Italia e spendendo una caterva di soldi (ancora Renzi deve spiegare dove ha preso i soldi per inviare le lettere agli italiani d’Italia e a quelli che vivono all’estero).

Alle prossime elezioni politiche, per Renzi e per il suo PD, sarà ancora peggio. Perché ogni formazione politica si chiuderà a riccio. E questa volta la vecchia politica non dovrà fronteggiare solo la Lega Nord, ma anche i movimenti autonomisti – e indipendentisti, nel caso della Sicilia, della Sardegna e, forse, anche del Veneto – che sono sorti al Sud.

Tolta la Puglia, dove il presidente Michele Emiliano riesce ancora a interpretare almeno una parte del malessere (non tutto il malessere della Puglia, se è vero che l’agricoltura – con riferimento soprattutto ai produttori di grano duro – non si sente molto rappresentata da Emiliano), tutto il resto del Mezzogiorno è ormai in rivolta.

A Napoli il sindaco Luigi De Magistris è destinato – che gli piaccia o no – a capeggiare una formazione politica che sarà per forza di cose portatrice delle istanze della Campania: e il collegamento con i movimenti che stanno nascendo nelle altre Regioni del Sud sarà automatico.

Lo stesso discorso – ormai è solo questione di tempo – si porrà in Calabria, in Basilicata, nel Molise.

Il Governo nazionale ha abbandonato il Sud. Il fatto che la SVIMEZ, da quando c’è Renzi in giro, abbia ammorbidito i toni non significa che la situazione economica, nel Mezzogiorno, sia migliorata. Anzi.

Il Governo Renzi ha penalizzato il Sud. Gli ha rubato le risorse finanziarie e l’ha escluso da ogni ipotesi di sviluppo.

A conti fatti, Renzi e il suo PD perderanno voti al Nord e al Sud. Il fatto che il Sì abbia vinto in Emilia Romagna e in Toscana (il Trentino – terza Regione dove il sì ha vinto – fa storia a sé) significa che il Partito Democratico tiene ormai solo là dove i voti arrivano dalla gestione del potere. Il voto libero, di opinione, per il PD ormai è ormai residuale.

Alle prossime elezioni la vecchia politica italiana – PD in testa – dovrà fare i conti con sgradite sorprese. Ci lanciamo in una previsione: è inutile che il PD e Renzi si affannino a cambiare la legge elettorale. La gente, in massa, non li vuole più: non vuole più il PD e potrebbe ‘bocciare’ anche un’eventuale alleanza tra Berlusconi e Renzi.

Vi sembra un’esagerazione pensare a un’alleanza tra centrosinistra e Berlusconi? A noi, no. Perché se quello che resta del centrosinistra andrà da solo, se Berlusconi andrà da solo, se Salvini e Giorgia Meloni andranno da soli, beh, i grillini vinceranno senza problemi.

La vecchia politica, per provare a fermare il Movimento di Beppe Grillo, è obbligata a un’alleanza centrosinistra-Berlusconi. Con la speranza che la Lega di Salvini e Giorgia Meloni non gli facciano perdere troppi voti.

La verità è che Berlusconi è stato abile. Sarà anziano, sarà ‘ammaccato’, ma della vecchia politica è l’unico con la testa che va ancora a ‘tremila’. Ha contribuito a fare mangiare la polvere a Renzi, pur sapendo che dietro il leader del PD ci sono le banche di affari e la stessa Germania.

Ma adesso Renzi, oggettivamente indebolito, dovrà trattare con Berlusconi per provare a fermare l’onda grillina. Con l’ex Cavaliere che adesso si trova in una posizione di forza.

Bisognerà capire che ruolo giocheranno i movimenti autonomisti-indipendentisti del Sud che, in ogni caso, non voteranno per la vecchia politica. Salvini, che non è affatto stupido, ha capito che il Mezzogiorno è in rivolta. E sta cercando di tessere una tela per collegare Lega Nord e malessere del Sud. Ci riuscirà?

Nel passato sono state tante le incomprensioni.

Sara interessante, a tal proposito, ascoltare cosa dirà Matteo Salvini il prossimo 17 dicembre, quando verrà a Palermo per partecipare a un convegno dal titolo: “La Lega dei popoli – la Sicilia nell’Italia che vogliamo”.

Qui potete leggere altre notizie su questo convegno 

 

9 dicembre 2016

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TimeSicilia


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