Rifiuti/ La crisi della RAP di Palermo? L’evasione fiscale c’è, ma ci sono 35 milioni di appalti esterni
Economia, In Evidenza, Primo Piano

Rifiuti/ La crisi della RAP di Palermo? L’evasione fiscale c’è, ma ci sono 35 milioni di appalti esterni


Time Sicilia

Nadia Spallitta, coordinatrice dei Verdi di Palermo, racconta i ‘misteri’ della Rap di Palermo, la società comunale che si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti. L’elenco dettagliato delle spese sostenuta per appalti ‘esterni’. L’inutilità del Consiglio comunale di Palermo, che non è nemmeno in grado di controllare i conti di una società comunale! 

L’immondizia a Palermo rimane per giorni e giorni non raccolta. Le stesse strade e i marciapiedi sono sporchi. Sotto accusa finisce la società del Comune – la Rap – che si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Ma le cose stanno veramente così? Una notizia un po’ strana, anzi, a dir la verità, molto strana, arriva dalla coordinatrice dei Verdi di Palermo, Nadia Spallitta, che denuncia una sorta di “privatizzazione” di alcuni servizi comunali con i soldi della Rap.

“Analizzando il budget 2017 della Rap (non risulta pubblicato il bilancio 2016) – scrive Nadia Spallitta in un comunicato – emerge la singolare circostanza della graduale privatizzazione di servizi tipici di questa azienda, che piuttosto che essere affidati ai circa 2000 dipendenti della Rap per i quali sono stanziati circa 84 milioni di euro annui (oltre circa 2 milioni per i cd progetti obiettivo) sono invece sistematicamente affidati all’esterno”.

Nel badget 2017 le somme stanziate per servizi affidati a privati ammontano a ben 35 milioni annui. Di questi, 16 milioni di euro, riguardano le terziarizzazioni.

“Con questo termine – si legge sempre nel comunicato – la Rap si riferisce ad esempio all’affidamento esterno della raccolta differenziata per circa 4 milioni di euro; allo smaltimento del percolato che costa 5 milioni, o ancora ai servizi esternalizzati di supporto al TMB (Trattamento Meccanico Biologico) per circa 7 milioni di euro ( il costo di gestione del TMB è di 13 milioni); ma si appalta ai privati anche il lavaggio di mezzi e cassonetti, circa 500 mila euro, la manutenzione ordinaria di beni e di mezzi, per circa 3 milioni di euro e poi una serie di attività minori; ad esempio si affida all’esterno lo smaltimento dei rifiuti abbandonati (200 mila euro)”.

“A questi si aggiungono altri servizi esterni – prosegue Nadia Spallitta – la vigilanza degli impianti, (300 mila di euro), numerose prestazioni professionale (600 mila euro); si pagano ingenti canoni di manutenzione dei mezzi (4 milioni di euro). O, ancora, si affidano all’esterno le manutenzioni ordinarie (3 milioni di euro). Altra voce rilevante riguarda i fitti passivi ed i noleggi dei mezzi (4 milioni, di cui circa un milione per l’ affitto delle sede)”.

“Nessuna politica di contenimento dei costi per i consumi (consumo di carburante: 5 milioni; energia elettrica 1,2 milioni) – si legge sempre nel comunicato -. Come poi vengano appaltati all’esterno questi ed i tanti servizi, che probabilmente potrebbero, almeno in parte, essere svolti dal personale interno, non è dato saper per il difficile accesso al sito della Rap”.

“Il tutto senza che il Consiglio comunale analizzi ed approvi bilanci e budget – sottolinea Nadia Spallitta – e quindi nella più totale assenza di controlli. In particolare, non viene esercitato l’obbligatorio controllo analogo. In compenso, il Comune continua ad erogare – salvo ritardi – rilevanti somme per la gestione della società. Circa 135 milioni annui complessivamente nelle previsioni del 2017, buona parte delle quali derivanti dalle entrate della TARI. Nel 2016 le entrate accertate per la TARI sono state pari 118 milioni”.

In pratica, i palermitani pagano la TARI tra le più ‘salate’ d’Italia e il Consiglio comunale di Palermo non controlla una mazza!

“Questa situazione sembra ripetersi anche nel 2018 – presegue il comunicato -. Il relativo budget mantiene i costi elevati per servizi esternalizzati (oltre 32 milioni). Con un utilizzo non condivisibile delle risorse pubbliche ed in assenza di una programmazione efficace di razionalizzazione e contenimento della spesa. Dimensione che, a mio avviso, già determina una situazione di sofferenza finanziaria e di crisi della Rap, che più che, all’evasione fiscale, deve ricondursi a scelte economiche viziate, agli appalti esterni reiterati ed onerosi, al mancato raggiungimento delle percentuali di differenziata, ad una visione assolutamente inadeguata e consumistica del rifiuto”.

“Ciò che in altri Paesi rappresenta occasione di guadagno e di lavoro – conclude Nadia Spallitta – da noi è solo un costo, che ricade pesantemente ed ingiustamente sulla nostra collettività”.

7 ottobre 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo