Rinnovo dei contratti degli statali: aumenti ridicoli! Ma cosa combinano CGIL, CISL e UIL?
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Rinnovo dei contratti degli statali: aumenti ridicoli! Ma cosa combinano CGIL, CISL e UIL?


Time Sicilia

Rinnovo del contratto per gli statali con beffa finale: gli aumenti potrebbero scattare da marzo 2018 durante le elezioni RSU invece che dal 1° gennaio, con arretrati sempre più miseri. Incredibile l’una tantum, che verrà corrisposta in ragione dieci volte inferiore a quanto spetta ai lavoratori! Il ‘capolavoro’ del sindacati confederali. Stessa musica la scuola? la nota dell’ANIEF

Gli aumenti per i dipendenti statali? Ridicoli! Un modello che, con molta probabilità, verrà esteso anche alla scuola.

Lo scrive in un comunicato l’ANIEF, il sindacato della scuola:

“Dopo gli aumenti insignificanti, pari a 85 euro medi lordi (40 netti) dal 2018 – leggiamo nel comunicato – arriva l’una tantum del biennio 2016/2017 a dir poco ridicola: dai 370 euro per la fascia retributiva più bassa ai 712 per quella più alta. In media, meno di 500 euro, poco più di 230 euro netti, dieci volte meno di quanto effettivamente spetterebbe ai lavoratori”.

“L’accordo appena siglato dai confederali, a seguito dell’intesa del 30 novembre 2016 – prosegue la nota dell’ANIEF – riguarda per ora 250 mila dipendenti statali, in servizio nei ministeri e nelle amministrazioni centrali, ma l’intenzione della parte pubblica è quella di estendere il modello anche agli altri comparti, scuola compresa. Per il 2 gennaio sono stati convocati all’Aran i sindacati che sono rappresentativi da trent’anni del maxi-settore della Conoscenza, mentre entro il 10 gennaio si dovrebbe conoscere la data per l’elezione del rinnovo delle Rsu della scuola, da svolgere entro il prossimo 20 aprile. Un evento che potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento epocale, derivante proprio dalla concreta possibilità, per l’ANIEF, con 38 mila deleghe (pari al 6%) e oltre 8 mila candidati, di sforare la fatidica soglia del 5%”.

Dice Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF:

“Ai tavoli di contrattazione abbiamo l’intenzione di portare le nostre rivendicazioni, a partire da quelle stipendiali. Perché un contratto degno di questo nome, dopo quasi dieci anni di blocco, doveva prevedere almeno 270 euro di aumento dal 2018, come minimo sindacale, un più 11% rispetto anche al 20% ricevuto dai lavoratori del settore privato negli ultimi dieci anni, certo non il 3,48% concordato da CISL, UIL e CGIL con il Governo”.

“Un contratto si firma, infatti – prosegue Pacifico – se si trovano le risorse per recuperare quel 50% restante rispetto all’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale, ancora bloccata ai livelli del 2008. A questo si sarebbero dovuti aggiungere 2.654 euro di arretrati rispetto ai 230 euro che si avranno concretamente dopo il conguaglio fiscale e al netto del lordo stato”.

“Per tale ragione – conclude il presidente dell’ANIEF – continuiamo ad invitare il personale ad inviare una specifica diffida all’amministrazione e alla Ragioneria dello Stato per sbloccare l’Indennità di vacanza contrattuale. Tutti gli interessati possono inviare da subito il modello di diffida predisposto dall’ANIEF (QUI IL MODELLO).

30 dicembre 2017

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