Il ritorno dei Borbone in Sicilia: l’1 Settembre Don Giacomo di Borbone sarà ad Agrigento

Al via l’inaugurazione della Sezione della Sicilia Occidentale del Real Circolo Francesco II di Borbone. Appuntamento impreziosito dalla presenza di Sua Altezza Reale Principe Don Giacomo di Borbone Due Sicilie, Duca di Noto. Per l’occasione abbiamo intervistato Valentina dell’Aira, presidente del futuro Circolo che avrà sede ad Agrigento. L’occasione per tornare a parlare del Regno delle Due Sicilie 

L’1 Settembre, ad Agrigento, si inaugura la Sezione della Sicilia Occidentale del Real Circolo Francesco II di Borbone. “La cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà nella splendida cornice del giardino dell’Hotel di Villa Athena – leggiamo nell’invito – sarà impreziosita dalla presenza di Sua Altezza Reale il Principe Don Giacomo di Borbone Due Sicilie, Duca di Noto, insieme al pregiatissimo Presidente del Real Circolo, Dott. Paolo Rivelli.

La Dottoressa Valentina Dell’Aira (nella foto sopra) sarà la responsabile della nuova Sezione. Donna siciliana di valori antichi, grande appassionata di storia della Sicilia, è lei che ci racconta dell’appuntamento a “Girgenti” (e sottolinea il vecchio nome della sua cittadina). Confessiamo che siamo molto incuriositi da questo appuntamento. Per questo abbiamo deciso di approfondire questa storia che, vuoi o non vuoi, ci riporta indietro nel tempo, quando il Regno delle Due Sicilie si poneva al centro di una cultura e di uno sviluppo socioeconomico troppo spesso ridimensionato dalla storiografia contemporanea.

Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato italiano preunitario più antico e più esteso territorialmente, comprendendo tutto il Sud continentale d’Italia: Campania, Calabrie, Puglie, Abruzzi, Molise, la parte meridionale del Lazio e la Sicilia. La sua condizione economica era, rispetto a quella dei molti altri Stati italici, una delle più floride. Lo studio, non preconcetto, della sua storia ci trasmette l’immagine di un Regno e di una società non sradicati dalle correnti del pensiero illuministico del tempo in un percorso di industrializzazione in settori chiave come la siderurgia, le miniere, l’enologia, la navigazione, come risulta dagli scritti de I records del Regno delle due Sicilie, tema che approfondiremo in altra sede, in un percorso già avviato da Time Sicilia, di revisionismo su basi storiche e fonti accertate.

In tale ottica abbiamo deciso, come già accennato, di approfondire questo evento in itinere ad Agrigento intervistando la diretta interessata, Valentina Dell’Aira, per farci raccontare cosa significhi, oggi, parlare della dinastia Borbone Due Sicilie.

Dopo secoli ritornano i Borbone in Sicilia?

“Detta così sembra anacronistico, in realtà è più attuale di quanto appaia – ci risponde la Responsabile della neo Sezione della Sicilia Occidentale del Real Circolo Francesco II di Borbone -. Guardiamo al passato proiettandoci al futuro, senza l’uno non avrebbe luogo l’altro… I Borbone Due Sicilie sono prima di tutto reali delle Due Sicilie ed il fatto di trovarsi in Spagna oggi è solo conseguenziale all’esilio…”.

Ci parla del Real Circolo?

“Il Real Circolo è un’associazione apolitica, senza fini di lucro. Ci occupiamo, questo sì, della nostra storia e della nostra terra. Il nostro punto di riferimento è il Meridione d’Italia. Lavoriamo con passione per la riscoperta della storia del Regno delle Due Sicilie, per la valorizzazione delle risorse territoriali, architettoniche, artistiche e ambientali di un territorio che ha tante potenzialità purtroppo in buona parte, ancora oggi, inespresse”.

Presidente, ci illustra un po’ chi sono, oggi, i personaggi della dinastia che un tempo regnava nel Sud Italia?

“Il Principe Don Giacomo di Borbone Due Sicilie, Duca di Noto, che avrò l’onore di accogliere l’1 Settembre in occasione dell’Inaugurazione della Sezione della Sicilia Occidentale, ad Agrigento, è il primogenito di Don Pietro, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Casa Borbone Due Sicilie e di Donna Sofia Landaluce Melgarejo. Don Giacomo è il terzo nipote dell’Infante Carlo Maria di Borbone Due Sicilie e di Anna d’Orleans, discendente più prossimo di Francesco II”.

Che legame c’è, oggi, tra I Borbone ed il Sud d’Italia?

“Un legame profondo. Il ramo primogenito Duo siciliano non ha mai smesso di occuparsi del Meridione italiano. Un continuum temporale attestato dalla presenza della famiglia di Don Giacomo nei momenti difficili vissuti dalle genti del Sud Italia. Penso al terremoto che colpì la Campania nel 1980: ricordo che Don Carlo, nonno di Don Giacomo, si attivò in prima persona effettuando una cospicua donazione al Sommo Pontefice Giovanni Paolo II in favore delle popolazioni colpite; lo stesso avvenne nel 1997 e 1998 con il terremoto che colpì l’Umbria ed il disastro di Sarno. Nel 2002 sarà ancora in prima linea in occasione del terremoto che colpì allora il Molise. La famiglia reale Borbone è fatta così: ha sempre preferito portare avanti azioni concrete piuttosto che sterili presenzialismi”.

E lei invece cosa pensa?

“Coltivo i valori culturali del patrimonio Duo Siciliano. Un patrimonio troppo spesso ridimensionato, mortificato e vilipeso. Proprio per questi motivi ho accolto con entusiasmo la prestigiosa carica che mi è stata attribuita. E seguirò la missione promuovendo e facendo mio ogni anelito che possa servire per divulgare ed affermare con orgoglio i cardini della cultura Duo Siciliana”.

Lei coltiva il sogno di rinascita?

“Posso affermare , in quanto responsabile della nuova Sezione della Sicilia Occidentale del Real Circolo Francesco II di Borbone, che lavorerò per diffondere i valori della nostra storia Duosiciliana, proprio in un momento di profonda crisi dell’Europa e con un’Italia che va a più velocità, attraverso la riscoperta dei valori fondanti dell’antica patria napolitana promuovendo attività volte a valorizzarla e diffonderla”.

Se abbiamo letto bene nel programma, lo farete anche con alcune imprese siciliane.

“Ha letto bene. Il primo giorno ci sarà l’inaugurazione della Sezione impreziosita dalla presenza di personalità istituzionali. Il secondo giorno saremo ospiti della Camera di Commercio di Agrigento, grazie alla disponibilità ed alla sensibilità del Presidente Dott. Messina e dell’Avv. Marchese Ragona, Presidente della Pro.Gest. nel cogliere l’importanza di un evento di tale portata e nell’intento di promuovere al meglio le eccellenze del nostro territorio. In questa occasione, infatti, il Real Circolo ha deciso insignire alcune aziende selezionate del prestigioso Brevetto di Fornitore della Real Casa Borbone Due Sicilie, Sua Altezza Reale, inoltre, farà omaggio di targhe commemorative ad imprese candidate al Brevetto per l’anno 2017”.

E’ un premio simbolico?

“E’ l’attuazione di un progetto che consentirà, a sua volta, la progettazione di itinerari indentitari attraverso la certificazione della qualità del nostro sistema produttivo.”

Ed in ambito culturale che iniziative metterete in campo?

“Contiamo di attivare percorsi culturali innovativi per la rilettura e la rivalutazione delle figure e degli eventi storici che hanno caratterizzato lo Stato Duo Siciliano. Di fondamentale importanza, a tal proposito, sono i ‘Percorsi di Studio’ programmati in sinergia con l’Accademia di Studi Mediterranei, eventi di spessore nazionale e internazionale e che avranno luogo dal Novembre prossimo venturo”.

Perché oggi un reale di Spagna – parliamo di Don Giacomo – viene in Sicilia?

“Per sancire, ancora una volta, il profondo legame che unisce la Casa Borbone Due Sicilie con il Meridione d’Italia, luogo che non hanno mai smesso di amare e che non smetteranno mai amare. Lì c’è la loro storia, lì c’è il loro cuore”.

Torniamo a Francesco II, che la storiografia italiana del risorgimento l’ha soprannominato Franceschiello.

“Francesco II di Borbone è stato un grande Re. Tradito, sì, dai suoi generali che si vendettero, in parte, ai Savoia… lui no: lui, Francesco II, non barattò la Patria napolitana con l’oro piemontese. Ciò che si può indiscutibilmente affermare è che Francesco II è morto in odore di santità. Egli, nella sua Maestà, in modo incorruttibile, portò avanti i suoi alti ideali e i suoi valori etici, si è spento con muto eroismo, con la stessa dignità con la quale era vissuto. La Discussione di Napoli scrisse: ‘Francesco II si è spento con l’animo sereno dell’uomo giusto’”.

Ultima domanda: perché hanno scelto proprio lei?

“Questo forse bisognerebbe chiederlo al Presidente Rivelli ed al Comitato del Real Circolo… Sono un’appassionata cultrice della storia Duosciliana, amo profondamente le nostre radici culturali, le nostre tradizioni e la nostra ineguagliabile ricchezza del patrimonio artistico ed architettonico. La storia della mia Famiglia d’origine si intreccia profondamente con quella del casato Borbone Due Sicilie, i simboli dello scudo della patria napolitana sono presenti nel mio stemma di Famiglia, è un legame profondo… oserei dire inscindibilmente ancestrale. La Loro storia è inevitabilmente la storia di tutti noi…”.

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