Roberto Saviano ci dice che al male non c’è rimedio: e la Tv lo promuove in prima serata!
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Roberto Saviano ci dice che al male non c’è rimedio: e la Tv lo promuove in prima serata!


Time Sicilia

Ma questi sono messaggi da lanciare alle giovani generazioni? Quindi è normale dire agli adolescenti di oggi che il male è l’unica chance di affermazione nel mondo? Eppure è questo il messaggio che viene fuori dalla nuova serie di ‘Gomorra’ che SKY si accinge a proporre in prima serata. Una riflessione del parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle, Aldo Penna

di Aldo Penna

Suscita inquietudine l’ultima intervista di Roberto Saviano a La Repubblica, circa la nuova serie di Gomorra. La frase d’apertura, infatti, recita:

“La nostra forza? Siamo autentici: non c’è il bene”, un’affermazione senza speranza.

Il rivendicare che non ci sia speranza e che la speranza sia quasi un atteggiamento, un sentimento dei deboli, è davvero disarmante. Poi, se ci si appaga solo dei successi internazionali, senza chiedersi cosa Gomorra faccia agli altri, è come mettere fuori un prodotto – materiale o immateriale, come quelli del cinema o la tv – e misurarne il valore soltanto tramite lo share e il successo al botteghino.

Non ci si chiede se, come si usava dire una volta, questo documento possa diventare anche un cattivo maestro che dei cattivi scolari attendevano per giustificare la propria propensione al crimine. E se non dare chance e speranza, facendo apparire il mondo come un’enorme Scampia, non sia davvero un’operazione di basso livello, che secondo me la nuova Commissione Antimafia dovrebbe monitorare e redarguire, perché possiamo attivarci a fare manifestazioni antimafia da gennaio a dicembre, mentre poi, tutte le sere arriva nelle case degli adolescenti, soprattutto quelli che non hanno ancora deciso se essere buoni o cattivi, la somministrazione di questa epopea del crimine, che fa apparire eroi persone semplicemente votate al male e attraverso il male giungere al proprio arricchimento materiale: una tossina che avvelena gli animi.

Ci sarebbe da interrogare il Ministro dell’Istruzione, chiedendogli se sia accettabile che, in prima serata, venga diffuso questo veleno agli adolescenti.
Poi, se Saviano – come afferma egli stesso – fa quest’operazione per far scoprire agli spettatori quanto di Gomorra ci sia in loro, c’è da chiedersi se piuttosto non abbia egli il problema di scoprire quanto di Gomorra ci sia in lui.

Infine, questa presunta affermazione circa la neutralità dell’opera, cioè di una neutralità di principio dell’opera d’arte, anche se questa predica odio, potrebbe indurci a considerare per assurdo l’ipotesi di introdurre tra i libri di testo il Mein Kampf e tra le letture consigliate il Manifesto della Razza.

Se i testi del fascismo sono stati proibiti perché inducono al male, l’esaltazione dei boss di Scampia e trasformare Scampia in una metafora del destino (l’unico possibile) di intere generazioni che abitano le periferie, che operazione è?

A che vale allora ragionare di legalità e antimafia, quando la tossicità di un prodotto del genere viene somministrato ogni sera a milioni di persone?

Si crea un’epica della criminalità, senza nessun contrasto o alternative (che dalle fiabe d’infanzia in poi, ha sempre visto forze del bene combattere quelle del male e queste ultime infine soccombere), anzi con la prevaricazione, con la pervasività senza scampo del male.

Siccome al male non c’è mai fine, sappiamo che la quarta e la quinta serie sono già in lavorazione, quindi l’intossicazione continua e così il rafforzamento di questi messaggi incredibilmente negativi.

Saviano ha affermato più volte che egli non vuole redimere nessuno: perfetto! Però penso che gli italiani abbiano il diritto di redimersi da chi diffonde il male e, se ci sono messaggi negativi, siamo autorizzati a difenderci e difendere i nostri figli e nipoti adolescenti, che rischiano di essere bombardati da questi messaggi senza speranza, dove il male appare come unica chance di affermazione nel mondo.

Foto tratta da napoliflashh24.it

18 agosto 2018

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TimeSicilia


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