Roma si prende anche la gestione degli appalti nella sanità? Presidente Crocetta: cacci Baccei e chiami in causa Mattarella e Grasso
Editoriale

Roma si prende anche la gestione degli appalti nella sanità? Presidente Crocetta: cacci Baccei e chiami in causa Mattarella e Grasso


Giulio Ambrosetti

Dire che con questo ennesimo scippo la Sicilia perderà in tre anni il 7,5% del PIL non basta, presidente Crocetta. Alle parole debbono seguire i fatti. Sennò la sua sarà solo una sceneggiata elettoralistica. Cacci subito l’assessore-commissario Baccei e si rifiuti di consegnare i soldi della sanità a Roma. Se il Ministero dell’Economia farà come ha fatto con l’IRPEF e con l’IVA, tenendosi tutto, apra una questione istituzionale con le due più alte cariche dello Stato. Scateni un ‘bordello istituzionale’ e poi come finisce si racconta

L’assessore-commissario della Regione siciliana inviato da Renzi in Sicilia, Alessandro Baccei, è un ‘bandito’ della politica. E’ venuto nella nostra Isola solo per depredarla. Il sottosegretario, Davide Faraone e tutta la ‘banda’ di renziani siciliani dovrebbero chiedere scusa a 5 milioni di Siciliani per avere accettato quello che, nei fatti, è un commissariamento.

Oggi il presidente della Regione, Rosario Crocetta – dopo aver consentito a Renzi e a Baccei di fare i propri comodi con il Bilancio regionale – scopre che ci sono alcune cose che non vanno. Scopre che la Consip sta scippando alla Sicilia la gestione per gli appalti nella sanità.

Certo, è singolare che Crocetta lo scopra solo adesso. E’ singolare, molto singolare che la Consip andrà a gestire 4,4 miliardi di Euro per le forniture farmaceutiche per ospedali e per le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della nostra Isola, poi altri 250 milioni per i pannoloni delle già citate ASP, quindi 350 milioni di Euro per la pulizia degli uffici regionali, 250 milioni di Euro per materiale medico, 30 milioni di Euro per lo smaltimento dei rifiuti sanitari, 80 milioni di Euro per gli aghi e 38 milioni di Euro per servizi tecnici.

Bene, presidente Crocetta: ma chi ci dice che la sua non sia soltanto campagna elettorale, visto che lei si è ricandidato alla guida della Sicilia?

Lei ha dei poteri: li eserciti.

In prima battuta – ora, oggi, domenica 12 marzo 2017 – butti fuori dalla Giunta regionale Baccei. Questo è il minimo. Se non lo farà, beh, le sue parole non avranno senso.

Che senso ha dire che, nei prossimi tre anni, a causa di questo scippo sulla sanità, la Regione siciliana perderà il 7,5% del PIL, se poi non ne trarrà le logiche conseguenze politiche?

Che senso ha dire che la Consip – che è nell’occhio del ciclone per fatti gravi – rischia di far perdere alla Regione siciliana il 2,5% di PIL per tre anni di fila, aggravando la situazione delle imprese siciliane e dei disoccupati siciliani, se poi Baccei resta al suo posto?

Riassumiamo.

Fase numero 1: cacci subito – oggi stesso – Baccei.

Operazione 2: i fondi della sanità – dovrebbero essere circa 9 miliardi e 200 milioni di Euro – sono della Regione siciliana. Non c’è alcun motivo per farli gestire ai ‘pirati’ romani. Apra subito un contenzioso. I soldi sono nostri? Bene: teniamoceli.

Il Governo nazionale farà come ha fatto con l’IRPEF e con l’IVA – che spettano alla Regione siciliana – tenendosi tutto? Se farà così, scateni un ‘bordello istituzionale’, chiamando in causa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Presidente del Senato, Piero Grasso.

Sarà l’occasione per capire se questi due signori – che da quando occupano, rispettivamente, la prima e la seconda carica dello Stato sembra abbiano dimenticato la Sicilia dove pure sono nati – hanno a cuore o meno gli interessi della nostra Isola.

P.S.

Deve ricordare a Mattarella e a Grasso – che magari non hanno ‘seguito’ questa vicenda – che lo Stato, dal 2007, ruba alla sanità siciliana circa 600 milioni di Euro all’anno.

Come stanno le cose – con riferimento a Lei, presidente Crocetta, al Presidente Mattarella e al presidente Grasso – è possibile leggerlo in questo articolo.  

Fatti quattro conti, sono undici anni: circa 6 miliardi e mezzo di Euro, compresi i 600 milioni di quest’anno.

 

 

12 marzo 2017

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GiulioAmbrosetti


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