Rosario Livatino: l’emozionante ricordo della sua professoressa, Ida Abate

Oggi si è celebrato l’anniversario della morte del”giudice ragazzino” ucciso il 21 settembre 1990. Tante le iniziative per ricordarlo, ma il ricordo più bello resta quello della sua insegnante di liceo

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Rosario Livatino, “il giudice ragazzino” di Canicattì ucciso il 21 settembre 1990 mentre sulla sua Ford Fiesta, senza scorta, si recava a lavoro al Tribunale di Agrigento. Ad attenderlo c’erano quattro uomini della Stidda che non gli lasciarono scampo. Aveva 38 anni.

Nella sua attività, Livatino si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.

“La storia di Livatino – scrive di lui il sociologo Nando Dalla Chiesa – da quando nella primavera del 1979 giunge alla procura di Agrigento – è concentrare le sue indagini sugli interessi economici della mafia, dall’azione contro le ‘famiglie’ in guerra a Palma di Montechiaro, sino alla scoperta e alla denuncia del cosiddetto intreccio tra mafia e affari, ricostruito all’interno del ‘regime della corruzione’, ‘che con il sistema mafioso condivide l’ambiguità e la doppiezza dei comportamenti, la convinzione strumentale che “sia tutto giusto e lecito, moralmente, politicamente, ciò che non è perseguibile penalmente”.

Per la sua morte sono stati individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida che sono stati tutti condannati.

Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall’arcivescovo di Agrigento il decreto per l’avvio del processo diocesano di beatificazione, aperto ufficialmente il 21 settembre 2011 nella chiesa di San Domenico di Canicattì.

Oggi a lui è stato intitolato il viadotto Gasena, lì dove ha trovato la morte. Di lui, che era credente, si ricorda la frase: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili“. E a lui sono stati dedicati molti messaggi istituzionali e diverse iniziative, tra queste anche una seduta della Commissione Nazionale Antimafia.

Ma il ricordo più bello resta quello della sua professoressa Ida Abate, insegnate di greco e latino al Liceo Classico ‘Ugo Foscolo’ di Canicattì. Una donna straordinaria, così come lo era l’alunno al quale ha dedicato anche un libro (Il piccolo giudice, Editrice Ave).

 

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